Area ex Cattoi c’è l’accordo: per i privati due palazzine di lusso al Comune il 78% del parco. Santi: “Un buon affare”
La Giunta di Riva del Garda ha trovato un accordo con Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti, della ‘VR101214’, per sbloccare la situazione dell’area ex Cattoi. Santi e Malfer: “Abbiamo ottenuto gratuitamente il 78% di un’area che diventerà il più bel parco pubblico d’Europa”. Delusi gli ambientalisti che chiedevano l’esproprio

RIVA DEL GARDA. Parla di una “partita epocale” l’assessore all’urbanistica di Riva del Garda, Mauro Malfer, che assieme alla sindaca, Cristina Santi, ha presentato l’accordo raggiunto con i privati che dal 2017 sono entrati in possesso dell’area ex Cattoi. Si tratta di Heinz Peter Hager e Paolo Signoretti, i due soci che si trovano a capo della cordata di imprese Winco Energreen S.p.a e Consolida S.r.l. che hanno dato vita alla ‘VR101214’, proprietaria dell’area da 19mila metri quadrati comprandola all’asta per 4.956.750 euro.
Dopo due anni di intese trattative l’amministrazione comunale ha quindi chiuso l’accordo. Ma cosa prevede nel concreto? I privati potranno costruire due palazzine di lusso (da 4 e 5 piani) con destinazione residenziale mentre al Comune sarà ceduta gratuitamente un’area che sarà trasformata in un parco, da realizzare sempre a spese dei privati.

Per snocciolare qualche numero: l’area interessata dall’intervento edificatorio misura 4.200 metri quadrati (con una superficie utile netta di 3.300 metri quadrati); mentre il parco sarà da 15.000 metri quadrati con i privati che, per la sua realizzazione, dovranno investire almeno 95 euro al metro quadro. Più nel dettaglio il sedime occupato dalle due palazzine sarà di circa 800 metri quadrati mentre la restante superficie privata, oltre 3.000 metri quadrati, sarà anch’essa a verde. Complessivamente saranno realizzati una trentina di appartamenti (20 alloggi liberi e una decina a residenza ordinaria) mentre non ci saranno superfici commerciali e i parcheggi saranno tutti interrati.
“Sono convinta che questo sia stato un buon affare – ha commentato Santi – perché ci portiamo a casa, gratuitamente, il 78% di un’area che diventerà verde pubblico”. La sindaca ha rivendicato con forza la sua decisione: “Passeremo alla storia per quelli che hanno avuto il coraggio di fare delle scelte”.
Operativamente l’accordo è stato approvato dalla Giunta, ora entro 6 mesi dall’approvazione della variante urbanistica (secondo Malfer la firma potrebbe arrivare prima) Comune e privati dovranno perfezionare una convenzione. Sottoscritta la convenzione entro 18 mesi i privati dovranno completare il parco, la previsione è quella di aprirlo al pubblico entro il 2025. All’inizio di maggio invece dovrebbe tenersi una seduta del Consiglio comunale (segretata), durante la quale tutti i consiglieri dovranno verificare la loro compatibilità. Successivamente ci sarà la convocazione formale del Consiglio comunale, nel caso in cui le incompatibilità fossero tali da far mancare il numero legale, l’iter per l’approvazione della variante al Piano regolatore generale sarà affidato a un commissario.
L’amministrazione comunale ha strappato ai privati anche delle altre concessioni: Hager e Signoretti si occuperanno pure della demolizione dell’ex falegnameria Cattoi, inoltre dovranno presentare un progetto preliminare per la riqualificazione dell’asse viale Rovereto-viale Carducci, da largo Bensheim fino alla rotatoria di via Padova (all’altezza dell’hotel Du Lac). In aggiunta i privati si impegnano a ritirare tutti contenziosi con il Comune, anche se questi li hanno già visti sconfitti e con ogni probabilità sarebbero comunque decaduti con la ratifica definitiva dell’accordo.
L’assessore all’urbanista ha ricordato che procedendo con l’esproprio dell’area l’esborso per le casse comunali sarebbe stato ben maggiore: “È un’ipotesi che abbiamo valutato ma ci sarebbe costata fra i 12 e 14 milioni di euro, senza dimenticare che sarebbe potuta intervenire persino la Corte dei Conti, dato che come tutti sappiamo quell’area è stata acquisita per 5 milioni mentre noi l’avremmo pagata il doppio”. Comunque sia Malfer che Santi sottolineano di aver portato a termine uno degli impegni presi in campagna elettorale: “Siamo consapevoli di non accontentare tutti, ma un accordo era necessario”.
Tra gli scontenti ci sono per l’appunto gli ambientalisti che avrebbero preferito la via dell’esproprio. Non è un caso che poche ore dopo la presentazione alla stampa dell’accordo si sia tenuta una manifestazione organizzata dal comitato “Salvaguardia area lago”: “Avevamo raccolto quasi 2.900 firme per chiedere che l’area ex Cattoi tornasse interamente alla cittadinanza per trasformarla in un grande parco pubblico, l’amministrazione non ha voluto ascoltarci”.

Ad ogni modo la sindaca Santi ribadisce di essere soddisfatta: “In questo periodo stiamo portando a casa altri risultati che la nostra città aspettava danni, nei prossimi giorni per esempio dovrebbe essere firmato il protocollo d’intesa con la Provincia per la Miralago oltre a quello che riguarda trasferimento dell’autorimessa della stazione”. Infine l’assessore all’urbanistica ha allargato lo sguardo su quello che sarà il futuro sviluppo dell’intera zona: “Puntiamo a una città sempre più pedonale, anche in relazione alla nuova viabilità Loppio-Cretaccio, in una logica di sistema. Ho sempre detto che daremo alla città il parco più bello d’Europa – conclude Malfer – in continuità con il vicino parco Miralago e con il campo sportivo che andrà delocalizzato per avere ancora un’altra area verde sul lago”.













