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Belluno
24 dicembre | 06:40

Parcheggi allo stadio, scontro tra Comune e residenti. "Il problema è nel metodo: bisogna spiegare le scelte fatte, non chiedere ai cittadini di capire dopo, dai giornali"

In queste ore è esploso il dibattito sui social attorno al futuro dei parcheggi in Piazzale Resistenza, presso lo stadio di Belluno. A intervenire è ora il capo frazione, che fa notare soprattutto come le notizie siano trapelate solo sulla stampa e non durante l'assemblea cui, comunque, era presente il vice sindaco Paolo Gamba

BELLUNO. “Dopo l’assemblea frazionale di Baldenich di venerdì scorso, dedicata al futuro dello stadio Polisportivo di Belluno, la sensazione tra i residenti era che il quadro fosse tutto sommato chiaro. In un incontro civile, educato e informativo sembrava tutto abbastanza limpido. Almeno a parole”.

 

Invece pare non sia così: a scrivere su Facebook è infatti il capo frazione di Baldenich Luigi Filippo Daniele, che aveva convocato l'assemblea e che ora torna sulla situazione stadio. Nelle ultime ore si è infatti acceso il dibattito sui social, complice l’uscita della notizia sbagliata secondo cui i parcheggi rimasti in Piazzale della Resistenza sarebbero diventati a pagamento: in realtà così non sarà, perché ci si “limita” alla sosta massima di 90 minuti, ma la perdita di posti auto rimane importante.

 

Durante l’assemblea, infatti, il vice sindaco Paolo Gamba aveva parlato di una riduzione di 45 stalli. “Peccato - osserva Daniele - che i numeri del progetto raccontino altro: i posti auto passano da 197 a 124, con una perdita reale di 73 stalli. Ma poco importa: verba volant, scripta manent. I numeri stanno negli atti, non nelle dichiarazioni”. Ci dovrebbero in compenso essere però i nuovi parcheggi previsti nell’ex area Agip, sulla quale la battaglia va avanti da ben più tempo. Ad agosto infatti il Consiglio comunale aveva adottato la variante per la realizzazione di un supermercato, ma le spinte da parte soprattutto del Comitato frazionale sono per un progetto di rigenerazione urbana in favore di uno spazio a uso sociale e di comunità (qui l’articolo).

 

Ora se ne torna a discutere, perché lo stesso Gamba ha ovviato alla diminuzione dei parcheggi citando quelli che si recuperano lì. “Però è bene ricordare - prosegue Daniele - che la variante urbanistica è stata solo adottata, non approvata, che sono pendenti 5 osservazioni (4 sulla delibera urbanistica, 1 sulla Vas) e che il Comitato ha raccolto oltre 1400 firme contrarie al supermercato. Insomma, quei parcheggi non sono una certezza, ma una promessa condizionata”.

 

Secondo Daniele, tuttavia, il punto centrale è la mancanza di risposte chiare in assemblea su come il progetto dello stadio si inserisce nel Pums (Piano urbano mobilità sostenibile), mentre ora “scopriamo dai giornali che è già tutto deciso”. Il piano per la mobilità infatti sembra essere chiaro: la viabilità di via Vittorio Veneto sarà modificata con risvolti anche sul Piazzale, saranno introdotti sensi unici, divieti e nuove regolazioni del traffico e i parcheggi saranno appunto riorganizzati. “Se tutto questo era già definito - si chiede ora Daniele - perché non dirlo chiaramente in assemblea? Ancora più grave è la contraddizione su un punto specifico: durante l’incontro era stato detto che la limitazione dei 90 minuti non avrebbe riguardato tutto il piazzale, mentre oggi leggiamo che quella misura sarà uno degli assi portanti della gestione della sosta, pensata per il ‘ricambio’ e gli eventi sportivi con buona pace dei residenti che, salvo eccezioni da chiarire, sembrano essere gli ultimi della lista”.

 

Insomma, ancora una volta ci sarebbe una mancanza di confronto con la cittadinanza. “Il problema non è solo nel merito delle scelte, che possono piacere o meno, ma nel metodo. Le assemblee frazionali dovrebbero essere luoghi di confronto reale, non momenti di comunicazione parziale seguiti da decisioni già prese e raccontate a posteriori sui giornali. Quando si parla di quartieri, stadio, parcheggi, viabilità quotidiana, non si può chiedere ai cittadini di capire dopo: prima si spiegano le scelte, poi eventualmente le si difende, non il contrario. Tutto questo non lo dico con intento polemico o di attacco politico, ma semplicemente vorremmo non scoprire dai giornali ciò che, a detta di chi governa, sarebbe dovuto essere già chiaro a tutti in assemblea” conclude Daniele.

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