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Prima la foto finisce sul sito del Comune poi viene rimossa tra le polemiche. Il Patt di Riva tra Tricolori ed estrema destra

Vicesindaca e assessore prendono parte alla cerimonia organizzata da Fratelli d’Italia per le vittime delle foibe e posano dietro lo striscione “A chi fu massacrato perché italiano volle restare”, poi la foto finisce sul sito istituzionale del Comune. Nel giro di 24 ore però, dopo le polemiche sui social, l’immagine viene rimossa

Di Tiziano Grottolo - 11 February 2021 - 11:34

RIVA DEL GARDA. Largo dei Mille, via Isonzo, via Pola, via Zara e viale Trieste. In quello che un tempo fu noto come “Rione Shanghai”, quartiere operaio che nel tempo ha visto sfumare la sua identità, si incrocia, e si scontra, una parte della storia d’Italia: si va dal Risorgimento, alla Prima guerra mondiale fino a tre strade che rimandano alla Dalmazia e a quel mito della “vittoria mutilata” che nel secondo dopoguerra si trasformerà nel dramma dell’esodo istriano. Pola e Zara sono due città che vennero annesse, in momenti diversi, al Regno d’Italia dopo una guerra d’aggressione ai danni dell’Impero austro-ungarico. Con l’avvento del fascismo in quei territori venne attuata una spietata repressione e lo scoppio della Seconda guerra mondiale non fece altro che aggravare la situazione fino a quando la violenza non scoppiò, incontrollata, da ambo le parti (approfondimenti QUI e QUI).

 

Dal 2004 su forte spinta dell’estrema destra venne istituito per il 10 febbraio, il Giorno del Ricordo. Sulla scia dell’entusiasmo anche a Riva del Garda venne intitolata una via. Ovviamente Largo caduti delle foibe” non poteva che essere posizionato, se non altro per assonanza, dove già c’era un riferimento alla Dalmazia. Così nel “Rione Shanghai” venne aggiunto pure il riferimento al Giorno del Ricordo (nel 2019 anche Arco ha votato una mozione per l’intitolazione di una via), da allora questo spazio è diventato meta di pellegrinaggio dell’estrema destra con i militanti di Casapound che ogni 10 febbraio, prima di recarsi a Trento, fanno tappa a Riva del Garda per le foto e il “Presente” di rito.

 

 

Con il cambio di amministrazione però, quest’anno a Riva del Garda si è proposto uno scenario inedito. L’amministrazione comunale infatti ha preso parte alla cerimonia organizzata dal circolo di locale di Fratelli d’Italia, presenti il consigliere Nicola Santoni e, in veste di coordinatore locale del circolo, l’assessore Silvio Salizzoni e la vicesindaca del Partito autonomista Silvia Betta. Alla celebrazione erano presenti anche Francesco Barone e Davide Piasente, coordinatori rispettivamente regionale e provinciale di Gioventù Nazionale.

 

Succede poi che nel comunicato ufficiale finisca la foto con tutti in posa dietro lo striscione con scritto, a caratteri cubitali, “A chi fu massacrato perché italiano volle restare”, autonomisti e post-fascisti a braccetto. Ovviamente la foto ha fatto discutere, anche perché dietro i presenti troneggia la coccarda dei fascisti del terzo millennio, e in poco tempo si è accesa la discussione sui social. Dopo nemmeno 24 ore la foto è stata rimossa dal sito del Comune, forse perché giudicata inappropriata per una comunicazione istituzionale. Così il gruppo in posa con vicesindaca e assessore sparisce e lascia spazio alla via vuota. Grande e la confusione sotto il cielo di Riva del Garda dove in pochi giorni si è voluto ricordare Patrick Zaki, giovane illegalmente detenuto in Egitto, avviare l’iter per il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre e ora si è scivolati sulla commemorazione delle foibe.

 

 

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