Contenuto sponsorizzato
| 07 lug 2022 | 20:08

“Questa potrebbe essere l’estate più fresca dei prossimi anni”, l’allarme degli ambientalisti e le critiche al Piano di difesa delle acque: “Cittadini per nulla coinvolti”

La Provincia di Trento ha redatto Piano di Tutela delle Acque, lo scetticismo del Comitato Permanente per la difesa delle acque del Trentino: “Gli aspetti economici prevalgono su quelli ambientali”

“Questa potrebbe essere l’estate più fresca dei prossimi anni”
di Francesca Avi Liceo linguistico S. Scholl

TRENTO. “Chiediamo a gran voce un cambio di paradigma sul tema dell’acqua, così come su molte altre tematiche, è necessario un coinvolgimento sistematico e strutturato della popolazione residente in Trentino” questo è il grido d’allarme lanciato dal Comitato Permanente per la difesa delle acque del Trentino.

 

Recentemente infatti la Provincia di Trento ha redatto il Piano di Tutela delle Acque, il documento che regolerà la gestione di questa fondamentale risorsa nel corso dei prossimi anni. Secondo le associazioni ambientaliste però, tutto ciò sarebbe avvenuto senza il coinvolgimento della popolazione. “Per analizzare questo documento ci sono voluti diversi mesi di lavoro con il coinvolgimento di 18 fra associazioni e comitati locali” dichiara Tommaso Bonazza portavoce del Comitato.

 

Dal nuovo Piano di Tutela delle Acque emerge che i corsi d’acqua definiti a rischio sono 95 su 377, un quarto del totale. Per le associazioni si tratta di un dato allarmante, soprattutto per una Provincia come quella trentina che si fregia di tutelare il proprio territorio.

 

Non solo, perché nel documento della Provincia a essere preponderanti sono gli aspetti economici che prevalgono sulla questione ambientale. “Ciò che permette di fare cassa, come il settore idroelettrico, prevarica gli aspetti ambientali che quando sono citati sono quasi sempre legati al turismo. Inoltre – aggiunge Bonazza – non sono stati tenuti in considerazione gli aspetti monetari legati intrinsecamente alla risorsa acqua e agli aspetti ambientali, una grave dimenticanza”.

 

Insomma sembrerebbe non essere un caso che la parte dedicata ai cambiamenti climatici, nel documento della Provincia, si trovi ben dopo quella dedicata all’analisi economica degli usi e dei servizi idrici. “Eppure – commentano gli ambientalisti – i cambiamenti climatici influenzano pressoché tutti gli eventi, pertanto dovrebbero dare forma al documento occupando i primi posti, questa infatti potrebbe essere l’estate più fresca dei prossimi anni”.

 

“A differenza dell’Alto Adige – spiega Bonazza – la Provincia di Trento non ha voluto istituire vincoli più stringenti sulla ripartizione degli introiti economici a favore di riqualificazione ambientale e questo grava sugli ecosistemi. In Alto Adige invece una percentuale degli introiti del settore idroelettrico sono destinati a interventi di riqualificazione ambientale”.

 

Spulciando il Piano di Tutela delle Acque si scopre che gli impatti negativi sui fiumi derivano da: 32.8% aspetti idro-morfologici; 25% inquinamento puntuale (da fonti puntiformi individuabili); 17% inquinamento diffuso (da fonti agricole per diffusione dal territorio vicino); 14% da prelievi di vario genere; 10% altro. Per i laghi invece: 32% idro-morfologici; 8% inquinamento puntuale; 16% inquinamento diffuso; 16% prelievi; 16% altro. Per quanto riguarda l’inquinamento puntuale è attribuibile soprattutto agli scarichi, anche di depuratori, mentre la scarsa portata dei corsi d’acqua limita la loro capacità di auto-depurazione. “Oggi – dice Andrea Dal Prà, presidente Canoa Club Trento – il Noce ha la portata che di solito si registra a fine agosto: siamo in anticipo di 2 mesi”.

 

Dalle osservazioni presenti nel documento emerge il disappunto del Comitato anche riguardo la mancanza di sostenibilità nel processo di innevamento artificiale: “L’energia necessaria per i macchinari e l’infrastruttura legata all’accumulo e all’utilizzo dell’acqua presentano infatti un impatto ambientale considerevolmente negativo”​. 

 

Gli ambientalisti sono convinti che l’assenza di dati certi a proposito dello spreco di acqua in agricoltura non sia casuale: “L’accenno alla sofferenza di alcuni territori potrebbe costituire un preoccupante riferimento alla messa in cantiere di opere di derivazione a scopo irriguo che siano di sostegno ad alcune monocolture industriali presenti sul nostro territorio, come, per esempio i meleti della Val di Non. Serve una ricognizione puntuale del territorio per mappare con precisione le aree critiche e poter così verificare in seguito la corretta adozione di misure di controllo per l'inquinamento da fitofarmaci. Questo permetterebbe di avere una base di confronto dalla quale sviluppare i controlli e le varie azioni di mitigazione” dichiarano dal Comitato.

 

D’altra parte i campanelli d’allarme sono numerosi: il sistema degli acquedotti trentini perde il 34% dell’acqua. Pertanto, le associazioni chiedono di ammodernare la rete idrica provinciale per evitare inutili sprechi. “Fra trent’anni – dichiara Aaron Iemma, presidente Wwf trentino – una cifra compresa tra il 30% e il 60% dei fiumi trentini rischiano di andare almeno una volta in crisi idrica. È necessario contrastare la propaganda della Provincia che presenta lo sfruttamento idroelettrico come risorsa green e sostenibile”.

 

Ciò che il comitato chiede alla Provincia è l’attivazione di un processo di consultazione e coinvolgimento in progetti concreti di tutta la popolazione trentina. “Il nostro messaggio è chiaro e inequivocabile: non possiamo più rimandare. I cambiamenti climatici impongono di rivedere radicalmente il nostro rapporto con il mondo naturale e richiedono risposte immediate, incisive e di lungo raggio”.

 

“Questo è un grande lavoro tecnico fornisce ai nostri decisori politici la direzione da seguire – afferma Franco Tessadri, rappresentante di Sat e Mountain Wilderness – è importante infine fare informazione anche nelle scuole, per sensibilizzare fin da subito le persone su questa problematica”.

 

Di seguito l’elenco delle associazioni che hanno partecipato alla stesura delle osservazioni: Amici della Sarca , Amici della Terra - Lago d'Idro e Valle Sabbia , Associazione "La Credenza" per un mercato bio-etico, Associazione per il WWF Trentino, Associazione Pescatori Dilettanti Valle di Fiemme, Canoa Club Trento, Comitato per la tutela del torrente Fersina e affluenti, Comitato permanente per la difesa del fiume Noce, Ekoclub Trento, Federazione dei Pescatori Trentini, Istituto Nazionale di Urbanistica, Italia Nostra, Legambiente, Mountain Wilderness, Pan – Eppaa, SalvArnò, SAT - Società degli Alpinisti Tridentini, Federazione Italiana Rafting.

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 06 agosto | 06:55
Già a partire dalle scorse ore sul posto sono al lavoro diversi escavatori per rimuovere le ingenti quantità di fango e detriti. Inoltre [...]
Cronaca
| 06 agosto | 06:00
“La determinazione personale è una qualità. Ma ai cittadini non serve sapere quanto il direttore sia disposto a resistere: serve sapere cosa [...]
Cronaca
| 06 agosto | 06:38
C'è il via libera del Governo alla riforma altoatesina: cosa cambia?
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato