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| 18 gen 2023 | 12:12

Una piscina sul Garda nel compendio della Miralago? L’idea da anni ‘60 non piace all’opposizione e agli ambientalisti: “No a ruspe e cemento”

Dopo il mega campo da golf alle pendici del Baldo per l’Alto Garda spunta l’idea di una piscina vista lago nel compendio della Miralago. Il Comitato Salvaguardia area lago: “L’ennesima pacchianata che porterebbe alla distruzione del parco più prezioso di Riva”

A sinistra un rendering dal masterplan di Joao Nunes a destra l'inaugurazione del parcheggio all'area ex Cattoi
A sinistra un rendering dal masterplan di Joao Nunes a destra l'inaugurazione del parcheggio all'area ex Cattoi
di Tiziano Grottolo

RIVA DEL GARDA. Il boom economico che in Italia arrivò a cavallo fra gli anni ‘50 e ‘60 portò con sé anche una speculazione edilizia senza precedenti. Risalgano a quell’epoca (ma non solo) alcuni dei principali ecomostri che tutt’ora dominano certe città italiane. Talvolta però delle idee che sembrano uscite da quel periodo tornano sulla scena anche ai giorni nostri. È il caso del campo da golf di Nago o del faraonico tunnel da oltre 1 miliardo di euro che dovrebbe passare sotto al monte Baldo per collegare Avio e Malcesine. Più in piccolo, ma perfettamente in linea con una mentalità da anni ‘60, è la proposta avanzata da certi esponenti della Giunta di Riva del Garda che vorrebbero realizzare una piscina vista lago di Garda dove attualmente sorge il compendio della Miralago. Nemmeno il famigerato masterplan dell’archistar portoghese Joao Nunes si era spinto tanto oltre.

 

“La fascia lago è già stata oggetto nei decenni scorsi di una fortissima cementificazione, l’ambiente altogardesano è oramai saturo di strutture e infrastrutture dedicate alle attività economiche mentre la vivibilità per i cittadini è scesa ai minimi livelli qualitativi” denunciano dal Comitato Salvaguardia area lago (Sal). “Eppure la Giunta della sindaca Santi per il futuro propone ancor più cemento e infrastrutture”.

 

Gli ambientalisti al contrario chiedono uno sviluppo più sostenibile “e meno pacchiano” per l’Alto Garda “il recupero a verde di tutte le zone possibili, a partire dal parco Miralago e dall’area ex Cattoi (al momento adibita a parcheggio ndr), con un grande parco affacciato sul lago e una ciclovia terra-acqua unica al mondo”. Un centro acquatico nel compendio della Miralago proprio non piace al Comitato che senza mezzi termini bolla la proposta come inaccettabile: “Sarebbe solo l’ennesima devastazione, con la distruzione del parco più prezioso di Riva e di alberature storiche”.

 

D’altra parte molti cittadini, tramite varie associazioni (Comitato Sal, Associazione Pinter, Wwf trentino, Mnemoteca Basso Sarca, Comitato Olivaia, Rotte inverse, Smarmellata, SeeSaw) hanno già avanzato una visione diversa del compendio Miralago: un polmone verde per la città prevedendo il recupero degli attuali volumi da destinare a poli culturali e sociali. “Sono due anni che ci battiamo per promuovere questa visione e non arretreremo”.

 

Sulla questione interviene anche il consigliere del Partito Democratico Alessio Zanoni: “Ormai la Giunta di Riva sembra l’Armata Brancaleone agisce senza collegialità e una sindaca senza personalità, mentre la vicenda della piscina è diventata una telenovela”. Zanoni evidenzia i continui dietrofront dell’amministrazione incapace di scegliere una posizione per la nuova piscina che, va ricordato, in principio avrebbe dovuto essere una struttura sovracomunale da realizzare in collaborazione con Arco. “In tutto questo il Comune di Arco, nel bene o nel male, va avanti per la sua strada e ristruttura il suo impianto natatorio, per la sovracomunalità delle opere si dovranno attendere tempi migliori”, conclude il consigliere Dem.

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