"Il rifugio diventa un enorme hotel di lusso, icona del glamour e dell'overtourism. Politica e albergatori inseguono i profitti a spese dell'ambiente e del bene comune"
La consigliera Lucia Maestri (Pd del Trentino) interroga la giunta provinciale sulla prevista demolizione e ricostruzione del rifugio Buffaure a San Giovanni di Fassa: "Le caratteristiche del rifugio soccombono per dare spazio agli introiti. Si scavalcano le norme di tutela del suolo, del paesaggio, della montagna e del bene comune in nome di un turismo sempre più invadente e legato più a dimensioni di ospiti abbienti che non di fruibilità sociale"

TRENTO. La "partita" sul rifugio Buffaure diventa (anche) politica: nei giorni scorsi infatti il Comune di San Giovanni di Fassa ha approvato il progetto di ristrutturazione, previa demolizione dell’attuale immobile, e la giunta provinciale ha quindi concesso il relativo nulla-osta.
Una situazione che alla consigliera provinciale Lucia Maestri (Pd del Trentino) non piace per nulla, nel metodo e nel merito: ecco perché la dem ha interrogato la giunta provinciale chiedendo conto di una serie di passaggi e di valutazioni.
"Si tratta di una operazione che costituisce anzitutto uno sfregio ambientale di rara evidenza - spiega Maestri -, a testimonianza di una politica turistica imperniata solo su di una continua crescita delle dimensioni quantitative dell’ospitalità in quota".
Nel caso specifico è prevista demolizione, modifica del sedime e ricostruzione del rifugio Buffaure, con un aumento volumetrico del 450% della struttura che passerebbe dall'essere un "semplice" rifugio escursionistico come è oggi ad una maxi struttura capace di accogliere centinaia di ospiti nel ristorante, nelle lussuose suite e nell'area wellness all'interno dei 4 piani della costruzione.
"Un ameno luogo che cambierà volto - prosegue la consigliera dem - per diventare un’icona del glamour e dell’overtourism in perfetto stile hotel di lusso. Le caratteristiche del rifugio soccombono per dare spazio agli introiti. Si scavalcano le norme di tutela del suolo, del paesaggio, della montagna e del bene comune in nome di un turismo sempre più invadente e legato più a dimensioni di ospiti abbienti che non di fruibilità sociale".
"Giustamente alcune realtà ambientaliste, ed in particolar modo Italia Nostra, hanno sottolineato come un simile edificio, con i suoi annessi e connessi, ferisce l’ambiente alpino in modo irreversibile e inserisce una struttura di quattro piani in un contesto delicato alla faccia della tutela ambientale. Si tratta insomma di un intervento di enormi proporzioni che verrà a deturpare l’ambiente circostante e che prevede anche la distruzione del vecchio rifugio, testimonianza concreta di antiche modalità costruttive con la tecnica del 'blockbau'. Ac
"Dietro questa operazione - conclude Maestri - si cela il volto peggiore della politica turistica provinciale, quello cioè del turismo prevalente su ogni altra ragione e dell’invadenza di masse accolte solo in quanto portatrici di ulteriori redditi per la ristretta fascia degli albergatori. Tutto il resto della comunità che vive sul territorio montano non trova alcuna considerazione, né alcuna dignità. Il calpestio di una economia arrogante e prepotente si afferma una volta di più, grazie all’avvallo della Giunta provinciale, come sempre attenta solo ad alimentare la macchina del consenso. Anche questa vicenda contribuisce a sottolineare lo stretto legame fra il mondo dell’imprenditoria alberghiera e la responsabilità politica del settore, in un conflitto di interessi che appare sempre più ingombrante e preoccupante".
L’articolata interrogazione è quindi volta a conoscere: i termini di discrezionalità urbanistica concessi dalla Giunta provinciale e se tali termini valgono anche per altri Prg dei Comuni di montagna; come mai il Comune interessato ha approvato una deroga di tali dimensioni in contrasto con le disposizioni dello stesso strumento urbanistico comunale; quali tempi per la realizzazione dell’opera e quali eventuali sostegni pubblici si prevedono per la stessa; se esistono situazioni simili sul territorio provinciale, in materia di deroga urbanistica per l’edificazione in quota ed, infine, quale coerenza esiste fra le suite alberghiere, con sauna privata, nei rifugi alpini e le finalità degli stessi mirate a garantire un equilibrato inserimento nell’ambiente montano.












