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Dal ghiacciaio della Marmolada fino all'Azerbaigian, la partenza degli attivisti di "The Climate Route": "Vogliamo raccontare il cambiamento climatico nei diversi territori"

Il team in occasione della partenza ha presentato il progetto a Trento. Gli attivisti viaggeranno con i mezzi di trasporto pubblici e a ogni tappa verranno affrontati temi specifici sul cambiamento climatico, raccontato attraverso diverse testimonianze: "Restrizioni Covid e criticità geopolitiche ci costringono a ridimensionare l'itinerario originario, avremmo dovuto spingerci fino allo Stretto di Bering"

Di Salma Bouzid Liceo linguistico S. M. Scholl - 24 giugno 2022 - 20:48

TRENTO. E' partita la spedizione di "The Climate Route", il gruppo di attivisti che dal ghiacciaio della Marmolada arriverà fino a Baku in Azerbaijan per mostrare gli effetti del cambiamento climatico attraverso i racconti e le storie delle persone. Il team in occasione della partenza ha presentato il progetto oggi, 24 giugno, all'esterno della libreria Due punti di Trento.

 

"Dopo due anni di lavoro finalmente si parte - affermano il presidente di The Climate Route Giorgio Dini, il vicepresidente Luca Barani e la referente per la spedizione Camilla Tuccillo  - restrizioni covid e criticità geopolitiche ci costringono a ridimensionare l'itinerario originario, avremmo dovuto spingerci fino allo Stretto di Bering attraversando l' Asia centrale".

 

Il team di "The Climate Route" è composto da volontari che, consapevoli degli effetti dei cambiamenti climatici, hanno deciso di unirsi con lo scopo di creare rete e sensibilizzare sui temi ambientali che affliggono il nostro pianeta.

 

"Sono circa 10 i volontari che attraverseranno i Balcani e la Turchia per raggiungere il Caucaso - proseguono - al fine di realizzare un documentario che racconti dell'emergenza climatica attraverso gli occhi delle persone che incontreremo durante il cammino".

 

Gli attivisti viaggeranno con i mezzi di trasporto pubblici al fine di limitare il più possibile l’impatto sull’ambiente. A ogni tappa verranno affrontati dei temi specifici sul cambiamento climatico: dall'energia nucleare alla biodiversità e ancora la permacultura. Alla spedizione scientifica non parteciperanno fisicamente tutti i componenti del gruppo, ma ognuno contribuirà, supportando anche da lontano.

 

"Questo viaggio vuole essere una testimonianza - raccontano gli attivisti - molti posti andranno a scomparire e chissà se le future generazioni potranno ancora godere di certi paesaggi. Vogliamo spiegare il significato di essere un attivista ambientale, intervisteremo persone che si dedicano al clima per creare dove possibile anche delle collaborazioni che vadano oltre i confini nazionali".

 

Il prossimo appuntamento è per domenica 26 giugno alle 9.30 al camping di Malga Ciapela, dove "raggiungeremo insieme in un paio d'ore il Rifugio Falier e per poi salutare i presenti avviandoci definitivamente in cammino".

 

L’associazione nasce nell’ottobre 2020 dall’iniziativa dei 4 soci fondatori volta a divulgare al maggior numero di persone possibili le tematiche attinenti all’emergenza climatica. Per conseguire questo obiettivo i circa 50 volontari che ne fanno parte allestiscono regolarmente interventi e iniziative che raggiungono i soggetti interessati in ogni parte d’Italia.

 

L’operato dei soci, su base esclusivamente volontaria, ha già prodotto tre spedizioni scientifiche realizzate nell’arco estivo in Sicilia, Foreste Casentinesi, Trentino e Veneto in cui sono stati affrontati diversi aspetti legati ai cambiamenti climatici. "Siamo attivamente presenti su tutti i social network e un podcast da noi realizzato è stato insignito del Cmcc Award lo scorso settembre", aggiungono i tre attivisti.

 

L'approccio alla tematica vuole essere "positivo e propositivo, in accordo col mood che caratterizza ogni nostra iniziativa e visione: siamo infatti pienamente concentrati sull'effettiva possibilità di invertire la tendenza che ha condotto ai disastri provocati dall’emergenza climatica. Il tempo rimasto è ristretto ma sufficiente per adottare uno stile di vita differente, piuttosto che sul catastrofismo che genera insicurezza, paura e infine indifferenza".

 

Per poter realizzare un tale progetto complesso e ambizioso è stata avviata una sensibilizzazione nei confronti di ogni possibile soggetto interessato a eventuali donazioni: "Abbiamo attivato una campagna che ci ha visto beneficiari del 5x1000 devoluto da chi ha creduto in noi sin da subito - concludono - e soprattutto abbiamo avviato una raccolta crowdfunding che verrà espletata in apposite tappe che ci vedranno protagonisti in tutta Italia".

 

 

Per ulteriori dettagli è possibile visitare il sito ufficiale dell’associazione (Qui il link) o sui canali Facebook (Qui), Instagram (Qui) e Telegram (Qui).

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