"Abbiamo visto nascere l'attivismo per il clima in Serbia". Si conclude dopo un mese la spedizione di The Climate Route, dal ghiacciaio della Marmolada alla Georgia
Gli attivisti di The Climate Route sono partiti il 24 giugno dal ghiacciaio della Marmolada per arrivare a quello del Kazbek in Georgia soltanto attraverso i mezzi pubblici. Diverse le tappe per conoscere altri attivisti del clima: "In Bulgaria abbiamo conosciuto Natasha, ricercatrice in Olanda per oltre 20 anni nel campo delle innovazioni hi-tech che ora gestisce un orto comunitario"

TRENTO. Un mese di viaggio per i ragazzi e ragazze di The Climate Route, partiti il 24 giugno dal ghiacciaio della Marmolada per arrivare a quello del Kazbek in Georgia soltanto attraverso i mezzi pubblici. Un viaggio per conoscere e incontrare altri attivisti, vedere con i propri occhi e attraverso i racconti di altre persone confrontarsi sul cambiamento climatico e su cosa si stia realmente facendo in altri paesi.
Dall'energia nucleare alla biodiversità e alla permacultura: per ogni tappa il gruppo di attivisti per il clima, provenienti da tutta Italia, hanno affrontato dei temi specifici con incontri a tema.
Il viaggio è iniziato dalla Marmolada, a distanza di pochi giorni dalla tragedia del 3 luglio che è costata la vita a ben 11 persone, a causa di un seracco che si è staccato dal ghiacciaio.
"Siamo stati molto colpiti da questo drammatico evento - racconta a Il Dolomiti Camilla Tuccillo, una partecipante alla spedizione - sulla questione ambientale ci stiamo battendo da anni per dire che i cambiamenti climatici stanno avendo un forte impatto sul nostro pianeta e che le cose stanno diventando pericolose anche per noi. Per noi proseguire è stata una scelta, abbiamo voluto lanciare un messaggio chiaro. Non ci siamo fermati, è stata una spinta in più per poter andare avanti e continuare".
Anche il presidente di The Climate Route, Giorgio Dini aggiunge: "Il viaggio ci ha regalato qualcosa di più rispetto a quanto ci saremmo aspettati. Il cambiamento climatico ci è stato raccontato da diverse testimonianze. Ora aspettiamo che venga montato il documentario che non sarà pronto prima del 2023, ma permetterà di spiegare agli italiani cosa significhi essere attivisti in Europa, oltre che rendere consapevoli su certe problematiche".
L'idea iniziale era riuscire ad arrivare fino allo Stretto di Bering attraversando l'Asia centrale. A causa dello scoppio della guerra in Ucraina e delle restrizioni dovute all'emergenza sanitaria e quindi l'impossibilità di andare in Azerbaijan via terra la rotta è dovuta cambiare per questo la tappa finale è stata Stepantsminda, in Georgia.
"Così abbiamo concluso le riprese per il nostro documentario - prosegue la giovane - non penso di riuscire a trovare un modo sintetico per raccontare questo viaggio che è stato un insieme di esperienze, che non è possibile riassumere in poche parole".
Un incontro che ha particolarmente colpito è stata la tappa in Serbia: "Abbiamo visto con i nostri occhi il momento 'zero' dell'ambientalismo, abbiamo conosciuto i primi veri attivisti del paese, un gruppo di universitari che studiano Ecologia che ci hanno raccontato come l'interesse nel loro paese su certi temi sia davvero basso. Noi guardiamo tutto attraverso un 'filtro italiano', dove per quanto ci sia ancora molto da fare, tra i giovani la consapevolezza non manca".
In Bulgaria invece è stata fatta tappa nella periferia di Sofia, dove "la signora Natasha, ricercatrice in Olanda per oltre 20 anni sul clima e sull'acqua nel campo delle innovazioni hi-tech ha deciso di tornare nel suo paese d'origine per gestire un orto comunitario in un vecchio parcheggio, per creare e promuovere un suo modo di vivere la cura per l'ambiente".
C'è consapevolezza in Europa sul cambiamento climatico e i suoi effetti? "Nella maggior parte dei paesi se ne parla soprattutto nelle grandi città più che nei contesti più piccoli - conclude la giovane attivista - in generale la strada per arrivare a una maggiore consapevolezza è ancora davvero molto lunga, per questo noi continueremo a perseguire i nostri obiettivi come attivisti, continuando a fare informazione e sensibilizzazione".














