Davanti al Mandrone, lamiere e scarti di cantiere abbandonati da mesi rovinano uno panorama unico sul ghiacciaio dell'Adamello. Giacomini: "Uno scempio"
Sono state abbandonate a pochi metri dal Rifugio al Mandrone, a circa 2.500 metri di altitudine, a pochi giorni dall'inizio di stagione. Giacomini: "Probabilmente nascoste dalla neve per tutto l'inverno. Vanno rimosse il prima possibile per evitare anche che ne risenta anche il turismo estivo"

SPIAZZO. Sono delle lamiere abbandonate a deturpare il paesaggio che si affaccia sul ghiacciaio più esteso delle Alpi italiane, quello dell'Adamello, rovinando così uno dei panorami più belli di tutto l'arco alpino.
A pochi giorni dall'inizio di stagione per i rifugi trentini, data prevista per il 15 giugno, sono questi i ritrovamenti nella zona intorno al Rifugio "Città di Trento" al Mandrone, a circa 2.500 metri di altitudine: "Ho trovato queste lamiere a pochi metri dalla struttura - racconta a Il Dolomiti Alessandro Giacomini, consigliere comunale di Massimeno - e non solo, anche in diversi altri punti a 200 metri di distanza, con un dislivello di 100 metri, probabilmente trasportate dal vento".
Intorno a settembre scorso, conferma Giacomini, "al rifugio erano in corso dei lavori di ristrutturazione". Le lamiere perciò potrebbero essere state abbandonate per molti mesi, "probabilmente essendo state nascoste dalla neve per tutto l'inverno. Ora però sciogliendosi sono riemerse".
L'auspicio è quindi che vengano rimosse il prima possibile, "per evitare anche che ne risenta anche il turismo estivo che sta per partire - conclude Giacomini - non sono stato l'unico a vedere questo scempio".














