Il brillamento degli ordigni esplosivi nel Parco naturale di Paneveggio. Il direttore: "Luogo inusuale ma nessun rischio per ambiente o animali"
Dopo il 'no' del sindaco di Pomarolo, si è provveduto a individuare una nuova area (apparentemente sbagliando anche le coordinate nell'ordinanza del Comune visto che puntano su Monselice) per neutralizzare ordigni bellici rinvenuti in differenti luoghi della Provincia di Trento. Sarà ora, in via definitiva, il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino a "ospitare" la sempre più prossima operazione

TRENTO. Mercoledì e giovedì saranno giorni nei quali verrà portata a termine, in val Cigolera, un'operazione alquanto insolita: alcuni ordigni bellici rinvenuti in differenti zone della provincia di Trento verranno per l'appunto fatti brillare (o disinnescati) in una zona del Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino, notizia che ha sollevato non pochi dubbi e preoccupazione, soprattutto fra i rappresentanti delle associazioni ambientaliste del territorio.
La decisione è stata presa dal Comune di Primiero e San Martino di Castrozza che in data 6 ottobre ha deliberato con ordinanza del sindaco il nuovo luogo deputato al brillamento di quegli ordigni che, in origine, avrebbero dovuto essere disinnescati nella zona di malga Cimana in Vallagarina: fatto che, tuttavia, aveva mostrato fin da subito il disappunto della comunità e del sindaco di Pomarolo, conducendo a stabilire che la zona del lago di Cei sarebbe stata risparmiata in favore di una nuova area, divenuta infine la val Cigolera, dove "l'esercito provvederà a portare a termine un'operazione delicata ma con tutte le precauzioni necessarie per fare sì che nessuno (animali, persone e vegetazione compresi) subisca danni", specifica fin da subito a Il Dolomiti Vittorio Ducoli, direttore del Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino.
Curioso, poi, il fatto che le coordinate inserite nell'ordinanza del sindaco di Primiero San Martino di Castrozza per il luogo del brillamento (45°,15'33''N; 11°45'54''E) non coincidano con il Parco e nemmeno con il Trentino ma conducano a Monselice sui Colli Euganei. E su tutta la vicenda proprio oggi è stata depositata un'interrogazione del consigliere provinciale di Onda Civica Filippo Degasperi che alla Giunta provinciale chiede se ''il Parco è stato coinvolto in questa vicenda ed eventualmente secondo quali modalità; se la Provincia non ritiene urgente intervenire per prevenire un’iniziativa che rischia di avere conseguenze pesanti sull’ambiente del Parco Naturale; se la Provincia è stata coinvolta nelle decisioni per l’individuazione del sito; se in Trentino, un territorio che dispone di cave dismesse e discariche chiuse, non sia possibile individuare un contesto più idoneo per interventi che sono necessari ma incoerenti rispetto al sito oggi indicato per i brillamenti''.
Per avere chiarimenti abbiamo contattato proprio il Parco. Il direttore Ducoli ha confermato che ''siamo stati avvisati a cose fatte". Il direttivo del Parco ha partecipato qualche giorno fa a una riunione "dal Commissario del Governo e dall'Esercito durante la quale ci hanno assicurato che non vi sarà nessun rischio: tutto si svolgerà in completa sicurezza e il nostro team del parco ha provveduto a verificare che l'area stabilita fosse idonea - dichiara -si tratta per l'appunto di una zona poco distante da una strada e un piazzale, area quindi già sottoposta alla manipolazione dell'uomo - sottolinea - in merito a questa decisione, in quanto cittadino, non mi esprimo, in quanto direttore del parco invece posso dire che sono tranquillo: abbiamo fatto quanto potevamo, visto che la notizia ci è stata posta dinanzi dal Commissario di governo quando era già stato tutto deciso dalle autorità militari. Il Parco non è come un sindaco (si riferisce al primo cittadino di Pomarolo ndr) e non ha perciò margini di scelta: credo comunque, e ribadisco, che tutto si svolgerà sotto completo controllo e non ho dubbi che non vi saranno danni", assicura Ducoli.
Il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino si sta preparando in questi giorni all'operazione "apponendo in cartelli necessari e facendo in modo che, quando tutto avverrà, venga rispettata la non accessibilità dell'area - conclude il direttore - non credo che tutti gli ordigni verranno fatti brillare, da quanto ho capito i metodi di disinnesco sono molteplici e non prevedono necessariamente esplosioni. Un luogo certamente inusuale, quello scelto: noi ci siamo limitati verificare che l'area andasse bene e non abbiamo rilevato criticità a livello ambientale o possibili rischi. Non resta che affidarci in mano agli esperti".
Sul tema è intervenuta anche la consigliera di Europa Verde Lucia Coppola che ha commentato: ''Ci chiediamo che valore abbiano, per coloro che prendono queste decisioni, i parchi naturali del Trentino e la loro salvaguardia. È davvero deprecabile quanto sta accadendo, mettendo la popolazione preoccupatissima di fronte al fatto compiuto, senza possibilità alcuna di opporsi, agendo di imperio e di prepotenza''.













