"Il brillamento di ordigni bellici in un'area protetta? Un danno bello e buono". Il Comitato di gestione del Parco di Paneveggio dice 'no' a "un'operazione surreale"
Nei prossimi giorni verranno neutralizzati alcuni ordigni bellici in val Cigolana, all'interno del Parco naturale Paneveggio-Pale di san Martino. Una notizia che ha sollevato differenti dubbi e preoccupazione, anche fra i membri del Comitato di gestione dell'area protetta, ora "in cerca di risposte"

TRENTO. Mercoledì e giovedì, in val Cigolera, una zona del Parco naturale Paneveggio-Pale di san Martino, verrà portata a termine un'operazione alquanto insolita. Alcuni ordigni bellici verranno per l'appunto fatti brillare "in un'area protetta": fatto che, inevitabilmente, aveva fin da subito sollevato non pochi dubbi e interrogazioni in consiglio provinciale, alle quali si aggiungono anche i membri del Comitato di gestione del Parco con un'interrogazione indirizzata al direttore Vittorio Ducoli.
"Ci chiediamo quali deduzioni siano state portate dal presidente del Parco a favore o contro l’individuazione dell’area protetta come sede di conferimento, disinnesco e brillamento dei residuati bellici esplosivi", domandano i membri del Comitato in riferimento alla decisione presa dal Comune di Primiero e San Martino di Castrozza, che in data 6 ottobre aveva deliberato, con ordinanza del sindaco, il luogo deputato al brillamento.
Una delicata operazione, che si è stabilito verrà messa in atto in val Cigolera mercoledì e giovedì, zona del Parco naturale Paneveggio-Pale di san Martino, che a detta (anche) del direttore Vittorio Ducoli "non comporterà alcun rischio: tutto si svolgerà sotto completo controllo e non ho dubbi che non vi saranno danni", dichiarava ieri pomeriggio a Il Dolomiti, rispondendo a uno dei quesiti dei membri del Comitato di gestione del Parco: "Siamo stati avvisati a cose fatte - spiegava infatti Ducoli - il Parco non ha avuto voce in capitolo".
"Abbiamo appreso la notizia relativa all'operazione attraverso fonti giornalistiche - si legge poi nel testo dell'interrogazione - a seguito delle vigorose rimostranze rappresentate dal sindaco di un altro territorio del Trentino (si riferiscono a Pomarolo ndr), inizialmente individuato per l’operazione di disinnesco e brillamento dei residuati bellici esplosivi, il Commissario del Governo per la provincia di Trento avrebbe identificato una zona alternativa nella Comunità di Primiero - anticipano - la prospettiva è clamorosamente surreale, insensata, contraddittoria e inutilmente degradante del luogo e della comunità che la subisce", commentano. Un'operazione che secondo i membri del Comitato "violerà un’area protetta in quota: un danno bello e buono, soprattutto alla credibilità delle istituzioni statali, che calpestano i territori", sostengono.
Un'alternativa alla zona individuata all'interno del Parco? Secondo i firmatari della missiva "molte sono le montagne già sventrate dalle cave dove operazioni siffatte potrebbero essere svolte senza clamore né pregiudiziali", suggeriscono, dichiarando che "con questa operazione verrà fatto l'ennesimo danno alle aree protette, che vengono ormai sistematicamente sacrificate per concerti in quota, raduni, infrastrutture stradali e turistiche fuori scala e fuori luogo, e ora addirittura declassate a palestre dell’Esercito".
Considerazioni, quelle dei membri del Comitato di gestione del Parco naturale Panneggio-Pale di san Martino alle quali si aggiungono innumerevoli domande indirizzate al direttore Vittorio Ducoli: partendo da "Quale atteggiamento ha mostrato sulla vicenda nelle sedi istituzionali l’amministrazione comunale di Primiero San Martino di Castrozza?" e arrivando fino a "Come saranno smaltiti i materiali risultanti dalle operazioni?".
"Quali provvedimenti intenderà adottare l'amministrazione in futuro per evitare che il Parco naturale Paneveggio-Pale di San Martino si configuri come il 'refugium peccatorum' per qualsiasi strampalata, fantasiosa e dannosa iniziativa?", si chiedono infine amareggiati i membri del Comitato, firmando un'interrogazione relativa a un'operazione il cui inizio è previsto per domani.











