Morte orsa F43, il sit-in di protesta in piazza Dante. Oipa: "Ennesimo episodio fallimentare in Trentino per la gestione dei plantigradi. Si cambi sistema"
A seguito della morte dell'orsa F43 continuano le proteste del mondo animalista. In piazza Dante il sit-in organizzato da Oipa Trento a cui hanno aderito altre 16 organizzazioni da tutta Italia: "Basta scuse, l'hanno uccisa. Basta catture, basta radiocollari inutili, che sarebbe più opportuno mettere a qualche politico per controllare le nefandezze che progetta"

TRENTO. Non si fermano le proteste per la morte dell'orsa F43. "Basta scuse, l'hanno uccisa. E’ ora di dire basta catture, basta radiocollari inutili, che sarebbe più opportuno mettere a qualche politico per controllare le nefandezze che progetta.". E' così che Ornella Dorigatti, delegata di Oipa Trento, apre il sit-in nella mattinata di domenica 11 settembre a Trento, organizzato di fronte al palazzo della Provincia Autonoma di Trento in piazza Dante.
Alla manifestazione hanno aderito altre 16 organizzazioni provenienti da tutta Italia, oltre a Oipa Trento, quindi anche Limav Italia odv, Animalaid, Animalisti Ets, Animalpride, Leal, Associazione vegani internazionale, Cadapa, Animaliamo Trento, Attivisti gruppo randagio, Eremo di Persefone, in ricordo di Laguna, Bovari svizzeri Trentino Alto Adige, M.e.t.a., Task force animalista, Comitato tutela diritti animali, Worl animal love.

"Dopo la morte di Daniza per un’anestesia errata nel 2014, oggi ci troviamo con un nuovo caso di morte indotto da un’anestesia - aggiunge Dorigatti - ci chiediamo perché sia necessario continuare a perseguitare gli orsi, invece che cercare vie per conviverci serenamente come fanno già in Abruzzo. Continueremo a dare battaglia, ma nella legalità, per proporre una visione diversa dalle barbarie proposte da questa provincia che vuole uccidere e imprigionare gli orsi. E’ ora di cambiare approccio, di cambiare metodo, non possiamo tollerare morti assurde di animali divini".
Alla manifestazione tanti gli striscioni allestiti al gazebo in piazza Dante (dove appaiono anche i volti del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti e l'assessora Giulia Zanotelli) ma poche le persone raccolte.

"Anche questa volta il Trentino si mette in mostra per l’ennesimo episodio fallimentare nella gestione degli orsi - dichiara Dorigatti - ma a qualcuno viene in mente che forse sarebbe ora di cambiare sistema? Crediamo sia giunta l’ora che la gente di montagna apra le mente e apprezzi il valore della biodiversità e la presenza di questi animali divini che attraversano paesi".
L'orsa in questione è F43, da tempo monitorata in modo intensivo e oggetto di ripetuti tentativi di dissuasione a causa della sua spiccata confidenza con l’uomo. L'animale è morto nella notte tra il 5 e il 6 settembre in val di Concei (Ledro) durante un intervento di routine per la sostituzione del radiocollare che portava dal luglio 2021.
La Pat aveva spiegato che, secondo i primi accertamenti dell'equipe veterinaria, era emerso che l'animale era "deceduto a seguito della posizione assunta nella trappola tubo nel momento in cui l'anestetico ha fatto effetto" e che le manovre di rianimazione si sono purtroppo rivelate inutili.
L'evento ha scatenato fin da subito grandi polemiche soprattutto da parte del mondo ambientalista e animalista.

"Come associazione - sostiene Marco Ianes di Oipa Trento - vogliamo avviare un percorso programmatico. Questo non vuole essere un momento solo di protesta ma anche di proposta. Abbiamo fatto proposte alla Provincia, consigliando la realizzazione di corridoi faunistici, proponendo momenti formativi coinvolgendo esperti di settore che hanno dato disponibilità, come veterinari esperti di orsi, anche provenienti da fuori regione. Abbiamo sollecitato la posa di cassonetti anti orso che ancora non è ultimata, nelle zone dove l’orso vive; ma si preferisce tenere la situazione com’è; viene da chiedersi se non sia utile a fini elettorali e propagandistici a livello politico, quello di non risolvere le cose se non uccidendo o catturando".
Ianes accusa la Provincia: "Con la legislatura precedente era stato istituito un tavolo di confronto con tutti i portatori d'interesse - conclude Ianes - questo tavolo è stato eliminato: non c'è più dialogo".














