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| 23 apr 2023 | 17:51

In centinaia al Casteller per chiedere la liberazione di Jj4 e M49 (FOTO): “Siamo contro l’ideologia di Fugatti che ingabbia e uccide”

L’Assemblea Antispecista e il Collettivo Scobi: “La strategia della paura è stata creata ad arte dai politici per servire le lobby degli allevatori, gli orsi non rappresentano una minaccia per la nostra civiltà e non sono una calamità naturale da affidare alla protezione civile”. Dopo la manifestazione al Casteller gli attivisti lanciano una nuova mobilitazione per il 7 maggio

di T.G.

TRENTO. Erano circa 500 le persone che quest’oggi hanno raggiunto Trento per unirsi alla protesta organizzata dagli attivisti della Campagna StopCasteller per chiedere la liberazione degli orsi M49 “Papillon” e Jj4 “Gaia”. Nemmeno la pioggia ha scoraggiato gli attivisti che puntuali si sono presentati ai cancelli del Casteller, la struttura dove sono rinchiusi i due orsi e dove ad attenderli c’era un grande dispiegamento di forze dell’ordine.

 

Gli attivisti di Assemblea Antispecista e Collettivo Scobi, hanno così spiegato le ragioni della protesta: “Quello che sta succedendo a JJ4, compresa l'idea della deportazione in massa, è la reazione assolutamente sproporzionata che viene promossa dai politici nei confronti degli orsi trentini, non ha alcun senso e non è sostenuta dai dati”. Gli stessi attivisti osservano che nel 2022 in Italia sono morte oltre 500 persone per incidenti in montagna legati ad escursionismo e alpinismo mentre sono stati 57 i feriti e 22 i morti causati dalla caccia. “Ogni anno ci sono anche morti ‘causate’ da bovini in incidenti sul lavoro, ma nessuno si sogna di farne un problema di sicurezza per l’incolumità umana. Perché? Perché questi animali sono utili e sfruttabili, mentre gli orsi non lo sono. Gli orsi obiettivamente non rappresentano una minaccia per la nostra civiltà e non sono certamente una calamità naturale da affidare alla protezione civile”.


Secondo gli attivisti “la strategia della paura” è stata creata e montata ad arte dai politici “per servire le lobby degli allevatori che vogliono essere i veri signori e padroni dei boschi”. Per l’Assemblea Antispecista e il Collettivo Scobi il tragico incidente sul monte Peller poteva essere evitato: “Così come potranno essere evitati incidenti simili in futuro se sarà avviato un programma di educazione della popolazione, se ci sarà monitoraggio e se ci sarà collaborazione per la creazione di corridoi faunistici che consentano agli orsi di spostarsi su tutto l'arco alpino”.


Gli attivisti pretendono che la gestione degli orsi sia affidata agli esperti, liberi dai condizionamenti della politica. “Fugatti ci accusa di essere ideologici mentre lui sarebbe quello pratico, ma oltre a mostrare i muscoli non ha fatto nulla. A questa ideologia che ingabbia e uccide, che vede negli animali solo strumenti, prodotti o pupazzi per attrarre qualche turista noi contrapponiamo una società i cui valori siano cura e responsabilità condivisa e in cui umani e non umani possano coesistere senza una graduatoria”. In altre parole l’Assemblea Antispecista e il Collettivo Scobi chiede la fine di quella che viene definita “una persecuzione senza senso nei confronti degli orsi trentini”. Per ribadirlo gli attivisti hanno lanciato un secondo appuntamento in piazza il 7 maggio.



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