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| 20 dic 2022 | 18:08

Pesticidi, lo studio sull'Alto Adige: ''Calati in 4 anni del 72% sia il numero che la concentrazione di residui''

Durante il monitoraggio sono state rinvenute in totale 39 diverse sostanze attive, la maggior parte delle quali provenienti dall'attività agricola. Durante il periodo di studio, il numero dei residui rilevati mediamente per sito è diminuito del 72%. Le sostanze attive più frequentemente trovate sono state il fluazinam e il captano, due fungicidi impiegati per contrastare la ticchiolatura, una malattia fungina del melo

Pesticidi, lo studio sull'Alto Adige: Calati in 4 anni del 72% sia il numero che la concentrazione di residui''
di Redazione

BOLZANO. Che quello dell'utilizzo dei prodotti fitosanitari in agricoltura sia uno dei problemi storici del sistema produttivo del Trentino Alto Adige è noto. Ma è altrettanto vero che la direzione intrapresa è quella di andare verso una riduzione sempre maggiore dei pesticidi per spostarsi su diverse strategie di coltivazione e di tutela delle piante. 

 

Oggi si è tenuta una conferenza stampa congiunta dell’Azienda Sanitaria e del Centro di Sperimentazione Laimburg sul tema dei residui di prodotti fitosanitari in aree pubbliche in Alto Adige. Uno studio a lungo termine condotto dai due enti mostra che sia il numero che la concentrazione di residui nei siti analizzati sono diminuiti di oltre il 70% nello spazio di 4 anni.

 

In oltre 39 siti della provincia di Bolzano, nei quali è stato condotto uno studio quadriennale dal 2018 al 2021, la contaminazione da prodotti fitosanitari è diminuita, quindi, drasticamente. Il monitoraggio ha riguardato in particolare aree in Val Venosta, Burgraviato, Oltradige-Bassa Atesina e zone intorno a Bolzano e Bressanone. In cosiddette “aree sensibili” - in prossimità di campi agricoli - sono stati prelevati in totale 399 campioni di erba, che sono stati esaminati per rilevare residui contaminanti.

 

Durante il monitoraggio sono state rinvenute in totale 39 diverse sostanze attive, la maggior parte delle quali provenienti dall'attività agricola. Durante il periodo di studio, il numero dei residui rilevati mediamente per sito è diminuito del 72%. Le sostanze attive più frequentemente trovate sono state il fluazinam e il captano, due fungicidi impiegati per contrastare la ticchiolatura, una malattia fungina del melo. Inoltre, la concentrazione media dei principi attivi è diminuita del 78%, passando da 0,055 mg/kg a 0,012 mg/kg, appena al di sopra del limite di rilevamento analitico di 0,010 mg/kg.

 

I dati raccolti e valutati sono stati recentemente pubblicati dall'Azienda Sanitaria e dal Centro di Sperimentazione Laimburg sulla rinomata rivista scientifica con revisione paritaria "Frontiers in Environmental Science". "Quando si valuta un possibile rischio per la salute umana, non si tratta solo della presenza di residui, ma soprattutto della loro concentrazione. Nei campioni di erba, questo valore è chiaramente al di sotto del livello che potrebbe essere considerato preoccupante per la salute", ha spiegato Lino Wegher, Direttore della Sezione Operativa di Medicina Ambientale dell’Azienda Sanitaria dell’Alto Adige

L'obiettivo del nostro lavoro è stato quello di presentare i dati di monitoraggio nella loro interezza in modo trasparente e comprensibile. La significativa diminuzione del numero e della concentrazione di residui di prodotti fitosanitari dimostra chiaramente il successo delle misure messe in atto per ridurre la deriva, come l’impiego di particolari ugelli e la corretta applicazione da parte degli utenti. Le innovazioni tecniche in agricoltura e la sensibilizzazione mirata hanno potenziale per ridurre ulteriormente la deriva", ha aggiunto Michael Oberhuber, direttore del Centro di Sperimentazione Laimburg.

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