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| 21 apr 2023 | 17:19

Al tavolo tecnico del Ministero per “l’emergenza orsi” c’erano più persone che idee: da Roma solo impegni vaghi e poco concreti

All’incontro, dove erano presenti i vertici della Provincia di Trento accompagnati anche dall’assessore altoatesino, non sono emerse grandi proposte. Anzi il Ministero ha sottolineato “l’importanza di ascoltare le associazioni ambientaliste, che saranno convocate a breve”

di Tiziano Grottolo

ROMA. Un tavolo tecnico tanto partecipato quanto (per ora) inconcludente quello che stamane si è riunito al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica per parlare “dell’emergenza orsi in Trentino”. Questo almeno quanto traspare dalla nota ufficiale arrivata dal Mase. 

 

All’incontro, convocato dal Ministero e coordinato dal sottosegretario di Stato Claudio Barbaro, erano presenti: il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti; il presidente Ispra Stefano Laporta; il capo dipartimento della protezione civile della Provincia di Trento Raffaele De Col; l’assessora provinciale all’Agricoltura Giulia Zanotelli; l’assessore all’Agricoltura e Foreste della provincia di Bolzano Arnold Schuler; e il presidente del consorzio dei comuni trentini Paride Gianmoena.

 

Da quanto si apprende il Ministero intende iniziare con una ricognizione normativa” per proporre alle autorità politiche competenti misure per gestire i plantigradi che vengono considerati di troppo. Una settantina secondo quanto afferma Fugatti, anche se il numero non è supportato da dati scientifici. L’obiettivo del ministero è quello di delineare il perimetro legislativo (nazionale ed europeo) entro la prima decade di maggio.

 

Sempre nella prima metà di maggio i tecnici del Ministero dell’Ambiente dovrebbero avviare le interlocuzioni, anche diplomatiche, per valutare il possibile ricollocamento degli orsi all’estero. Inoltre per l’ennesima volta è emersa la richiesta di dotare gli operatori di pubblica sicurezza, così come avviene in altre realtà internazionali, del cosiddetto spray anti-orso. Infine dal Ministero si sottolinea “l’importanza di ascoltare le associazioni ambientaliste, che saranno convocate a breve”.

 

Nel frattempo è arrivato l’ennesimo ricorso contro l’abbattimento dell’orso Mj5. Questa volta ad occuparsene è stata la Leal che accusa Fugatti di aver firmato il provvedimento “in preda a una inarrestabile orsofobia”. Secondo Gian Marco Prampolini, presidente della Leal, i parametri di pericolosità per la classificazione degli orsi contenuti nel Pacobace sarebbero forzati a seconda della convenienza politica: “In questo modo si cercano consensi e si prova a chiamarsi fuori dalle pesantissime responsabilità nella gestione dei plantigradi. Orsi condannati, un ragazzo morto e qualche ferito – conclude Prampolini – rappresentano la maglia nera dell’Amministrazione di Trento e di un imbarazzante scaricabarile istituzionale”.

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