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| 14 giu 2023 | 18:29

Cementificio di Sarche, la Pat: “Può coesistere nel territorio”. I dati dell’Appa: “Inquinanti entro i limiti”

I tecnici hanno evidenziato come le emissioni e gli agenti inquinanti prodotti dal cementificio di Sarche siano “molto al di sotto dei limiti previsti”, sebbene alcune fumate anomale abbiano destato alcune perplessità

Cementificio di Sarche, la Pat: “Può coesistere nel territorio”
di Silke Bridi

MADRUZZO. Il cementificio di Sarche? Non inquina, o meglio i valori registrati sono al di sotto dei limiti di legge. Questo quanto è emerso durante la serata informativa che si è svolta ieri, 13 giugno, al teatro di Sarche. Durante l’incontro, voluto Comune di Madruzzo e dalla Comunità di valle per rassicurare i cittadini, l’Agenzia per la protezione dell’ambiente (Appa) ha presentato i dati raccolti durante il monitoraggio effettuato nel primo anno di riapertura dello stabilimento.

 

I tecnici hanno evidenziato come le emissioni e gli agenti inquinanti siano “molto al di sotto dei limiti previsti”, sebbene alcune fumate anomale abbiano destato alcune perplessità, come quella verificatasi più di un anno fa durante la sua riaccensione.

 

Dopo la sospensione dell’attività di produzione avvenuta a inizio 2015, nell’aprile 2022 Italcementi, azienda leader in Italia nel settore del cemento, aveva riattivato il forno del cementificio di Sarche. Durante la riaccensione però qualcosa è andato storto e una nube di fumo si era levata dallo stabilimento generando non poca preoccupazione tra gli abitanti della zona, tanto che erano intervenuti persino alcuni esponenti politici locali ed era stata lanciata una petizione contro la riaccensione dell’impianto.

 

L’azienda aveva confermato la presenza della nube scura dichiarando che era stata causata da un’anomalia impiantistica verificatasi nel corso della fase di avvio del macchinario di cottura. “L’evento – aveva spiegato Italcementi – è stato prontamente affrontato e risolto. In generale, la fase di avviamento di un forno industriale è una delle più delicate e può registrare inconvenienti di questo tipo.”

 

Gabriele Rampanelli e Gabriele Tonidandel, tecnici dell’Appa, hanno sottolineato come tutti i parametri utilizzati abbiano rispettato i limiti imposti dall’Aia (Autorizzazione integrata ambientale) a partire dagli indicatori di qualità dell’aria (biossido di azoto, biossido di zolfo, Pm10, monossido di carbonio e piombo) che hanno evidenziato concentrazioni ampiamente inferiori ai valore limite fissati.

 

Inoltre tecnici dell’Appa hanno rilevato come la capacità produttiva annua dello stabilimento sia pari a 240mila tonnellate di clinker (cioè il componente base per la produzione del cemento Portland). Nel corso del 2022 il cementificio di Sarche ha prodotto circa 76mila tonnellate di clinker.

 

L’assessore all’urbanistica, ambiente e cooperazione Mario Tonina, presente alla serata, ha confermato: “Il compito del mio assessorato ma soprattutto dell'Appa è quello di limitare le emissioni, come dimostrato dai dati presentati questa sera che possono rassicurare tutti i cittadini”. E per il futuro? “Stiamo già lavorando per verificare se nei prossimi anni ci sarà ancora una compatibilità per la coesistenza sul territorio di questo cementificio e quale potrà essere il suo ruolo”, ha concluso Tonina.

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