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Cementificio Sarche, la protesta di Fridays For Future: “Non si respira, si mette il profitto davanti alla salute”

Gli attivisti di Fridays For Future hanno protestato davanti al palazzo della Provincia srotolando uno striscione con lo slogan “In Valle Laghi non si respira, stop cementificio”. Nel mirino degli ambientalisti l’impianto di Sarche che in questi giorni ha riacceso il forno

Di Tiziano Grottolo - 22 aprile 2022 - 19:53

TRENTO. “Non accettiamo che davanti a nubi tossiche si punti il dito verso un malfunzionamento degli impianti, quando il problema sta alla radice: mettere il profitto davanti alla salute”. Così i militanti di Fridays For Future Trento dopo “l’anomalia impiantistica” che si è verificata durante la riaccensione del forno del cementificio di Italcementi a Sarche avvenuta lo scorso 20 aprile.

 

Gli attivisti stamane hanno protestato davanti al palazzo della Provincia srotolando uno striscione con lo slogan “In Valle Laghi non si respira, stop cementificio”. Tutto è iniziato dopo che l’azienda ha ottenuto l’approvazione da parte delle istituzioni trentine per la riaccensione dei forni in Valle dei Laghi. La proprietà infatti, aveva deciso di sospendere l’attività di produzione a Sarche a inizio 2015 per via della crisi del settore e per un investimento importante avviato dall’azienda in provincia di Brescia. In valle dei Laghi era rimasta esclusivamente l’attività di macinazione.

 

Un’altra decisione a scapito dell’ambiente e della salute di chi vive quel territorio presa scavallando le opinioni e le preoccupazioni espresse dagli abitanti della zona”, commentando da Fridays For Future.

 

Gli attivisti sono delusi “nonostante basse aspettative” anche dal decreto governativo che deroga ulteriormente i limiti quantitativi di rifiuti che sarà possibile bruciare nei cementifici. “Questi impianti passano da una classificazione come industrie insalubri al pari degli inceneritori, con la possibilità di bruciare una vasta gamma di rifiuti e scarti di lavorazione”.

 

Secondo Fridays For Future con la riaccensione del cementificio di Sarche è previsto un innalzamento di Co2, ossidi di azoto, diossine e polveri sottili nell’aria: “Nel mentre – puntano il dito – nella Regione si legge lo slogan, quasi canzonatorio, della campagna per il turismo ‘Respira, sei in Trentino’”.

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