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| 19 ago 2023 | 11:12

Dopo le grandinate è allarme microtossine nel mais: ''A rischio la contaminazione del latte e dei suoi derivati, come i formaggi''

L’allerta arriva dall’Osservatorio regionale sulle microtossine del Friuli Venezia Giulia che è stato colpito pesantemente dalla grandine nelle scorse settimane. Il clima umido e caldo ora sta favorendo il diffondersi di muffe e funghi produttori di tossine. Gli esperti hanno diffuso una nota urgente definendo gli accorgimenti da adottare

Dopo le grandinate è allarme microtossine nel mais: A rischio la contaminazione del latte e dei suoi derivati
di Redazione

TRIESTE. ''Nelle coltivazioni si sta registrando un attacco diffuso delle piante da parte di funghi, produttori di tossine. Tali micotossine, qualora presenti nella parte vegetale e quando questa entrasse nella razione alimentare degli animali allevati, determinerebbe la contaminazione del latte e dei suoi derivati, come i formaggi, compreso quello Dop Montasio". L'allarme lanciato dall'Osservatorio regionale sulle micotossine del Friuli Venezia Giulia è di quelli importanti.

 

Le violente grandinate che hanno travolto il territorio flagellandolo a più riprese durante la prima parte dell'estate con danni calcolati nel 70-80 per cento di raccolti andati distrutti ora stanno causando strascichi altrettanto preoccupanti. L'ambiente umido e caldo si sta rivelando perfetto per il proliferare di muffe e funghi grazie anche a quella parte di coltivazioni rimaste ''a terra o su pianta'', rovinate dal maltempo. L'Osservatorio, composto da tecnici di fondazione Agrifood Fvg, Ersa, Direzione centrale salute e aziende sanitarie, ha quindi diffuso una nota urgente ad associazioni di categoria, responsabili di assistenza tecnica e alle aziende agricole definendo gli accorgimenti da adottare.

 

In caso di danni elevati, sono previsti "l'interruzione della coltivazione e l'interramento completo delle piante; la trinciatura del mais per essere avviato agli impianti per la produzione di biogas; la destinazione della biomassa all'alimentazione animale come insilato, ma rispettando determinate soluzioni tecniche". In caso di danno parziale o ridotto alla coltura, l'Osservatorio consiglia di monitorare costantemente il suo stato anche in funzione dell'evoluzione climatica, in particolare della temperatura e dell'umidità.

 

"Quale ulteriore conseguenza di questo quadro - commenta il tecnico di Agrifood Fvg Francesco Coletti - alcune aziende potrebbero trovarsi in carenza di biomassa per l'alimentazione del proprio bestiame. Andranno individuate quindi fonti alternative di approvvigionamento di foraggio per l'imminente periodo autunnale e invernale".

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