Dopo le grandinate è allarme microtossine nel mais: ''A rischio la contaminazione del latte e dei suoi derivati, come i formaggi''
L’allerta arriva dall’Osservatorio regionale sulle microtossine del Friuli Venezia Giulia che è stato colpito pesantemente dalla grandine nelle scorse settimane. Il clima umido e caldo ora sta favorendo il diffondersi di muffe e funghi produttori di tossine. Gli esperti hanno diffuso una nota urgente definendo gli accorgimenti da adottare

TRIESTE. ''Nelle coltivazioni si sta registrando un attacco diffuso delle piante da parte di funghi, produttori di tossine. Tali micotossine, qualora presenti nella parte vegetale e quando questa entrasse nella razione alimentare degli animali allevati, determinerebbe la contaminazione del latte e dei suoi derivati, come i formaggi, compreso quello Dop Montasio". L'allarme lanciato dall'Osservatorio regionale sulle micotossine del Friuli Venezia Giulia è di quelli importanti.
Le violente grandinate che hanno travolto il territorio flagellandolo a più riprese durante la prima parte dell'estate con danni calcolati nel 70-80 per cento di raccolti andati distrutti ora stanno causando strascichi altrettanto preoccupanti. L'ambiente umido e caldo si sta rivelando perfetto per il proliferare di muffe e funghi grazie anche a quella parte di coltivazioni rimaste ''a terra o su pianta'', rovinate dal maltempo. L'Osservatorio, composto da tecnici di fondazione Agrifood Fvg, Ersa, Direzione centrale salute e aziende sanitarie, ha quindi diffuso una nota urgente ad associazioni di categoria, responsabili di assistenza tecnica e alle aziende agricole definendo gli accorgimenti da adottare.
In caso di danni elevati, sono previsti "l'interruzione della coltivazione e l'interramento completo delle piante; la trinciatura del mais per essere avviato agli impianti per la produzione di biogas; la destinazione della biomassa all'alimentazione animale come insilato, ma rispettando determinate soluzioni tecniche". In caso di danno parziale o ridotto alla coltura, l'Osservatorio consiglia di monitorare costantemente il suo stato anche in funzione dell'evoluzione climatica, in particolare della temperatura e dell'umidità.
"Quale ulteriore conseguenza di questo quadro - commenta il tecnico di Agrifood Fvg Francesco Coletti - alcune aziende potrebbero trovarsi in carenza di biomassa per l'alimentazione del proprio bestiame. Andranno individuate quindi fonti alternative di approvvigionamento di foraggio per l'imminente periodo autunnale e invernale".














