''Pallottole di ghiaccio, chicchi grandi come frutti e filari a terra'': il 70% del Trentino colpito dalle grandinate. Attivata da Co.Di.Pra. una task force contro i danni
Pallottole di ghiaccio anche grosse come frutti hanno flagellato le colture agrarie delle regioni dell’arco alpino compreso qualche areale del Trentino. Attiva una task force per valutare i danni a vigneti, meleti e alle produzioni agricole della nostra provincia

TRENTO. Interi filari caduti a terra, un danno quasi del 100% in alcuni areali, chicchi di grandine anche grosse come frutti. Il maltempo ha flagellato le colture agrarie delle regioni dell’arco alpino compreso qualche areale del Trentino. Attiva una task force per valutare i danni a vigneti, meleti e alle produzioni agricole della nostra provincia.

Le scorse settimane sono state molto difficili a causa del maltempo che si è scaricato con forza sull'arco dolomitico. Perturbazioni caratterizzate da un rovesci e fenomeni temporaleschi molto intensi, fulminazioni frequenti ma anche da grandinate di dimensioni eccezionali, con chicchi che hanno raggiunto anche le dimensioni di palle da tennis.
Numerosi gli interventi di vigili del fuoco e forze dell'ordine per la messa in sicurezza del territorio tra erosioni e smottamenti, allagamenti, frane e colate rapide. E ancora alberi abbattuti e pericolanti. Criticità e problemi che non sono mancate, purtroppo, anche per l'agricoltura e le aziende del territorio che si trovano a confrontarsi con gli effetti del cambiamento climatico, lunghi periodi siccitosi e ondate di maltempo molto violente.
E' tempo di primi bilanci sui danni alle colture agricole causati da pioggia, vento e soprattutto grandine di queste settimane. Eventi particolarmente importanti che sono stati segnalati tra il 12 e 13 luglio nelle zone di Zambana, Nave San Rocco, Bagolino e Storo, il 19 luglio in val di Cembra, il 24 luglio a Besenello, Nogaredo e Villa Lagarina. Altre grandinate hanno colpito il Trentino con meno veemenza e forza. Il 70% del territorio è stato colpito da una o più volte dalla grandine, fortunatamente spesso in aree montane sulle quale non insistono colture specializzate. Questo quanto emerge dallo studio condotto da Hypermeteo, start up innovativa specializzata nella rianalisi ad alta risoluzione dei dati meteo, che vede tra i soci fondatori Asnacodi Italia.
“A oggi quantificare i danni in maniera chiara è impossibile – dice Marica Sartori, direttrice di Co.Di.Pr.A. – possiamo solo evidenziare che gli ettari colpiti sono numerosi e in maniera diversificata per quanto riguarda l’impatto, purtroppo in alcuni areali, seppure ristretti, si raggiunge un danno prossimo al 100%, con grande rammarico da parte degli agricoltori che vedono un anno di lavoro andare in fumo a causa di condizioni climatiche avverse. Sono in corso i sopralluoghi dei tecnici per valutare i danni causati dalle intemperie del mese di luglio, dove abbiamo assistito a un andamento climatico particolarmente altalenante. Solo a fine stagione sapremo determinare l’importo dei danni".
L’argomento danni è stato centrale nel recente incontro organizzato da Co.Di.Pr.A. e Condifesa Bolzano con gli ispettori e capi gruppi dei periti delle compagnie di assicurazione che saranno direttamente coinvolti nella stima dei danni causati dalle avversità atmosferiche. Un momento di confronto tradizionale e importante per fare il punto sugli andamenti metereologici e fitosanitari della stagione in corso, che ha visto partecipare anche Maurizio Bottura, dirigente della Fondazione Edmund Mach.
“Per noi è avvilente – spiega Giovanni Menapace, presidente di Co.Di.Pr.A. – vedere che in qualche minuto si perde la produzione agricola intera sulla quale abbiamo investito le nostre forze e risorse. Uniche armi a nostra disposizione per mitigare i danni sono le strategie di gestione del rischio, intendendo la difesa attiva e quella passiva. Serve sempre più un approccio a 360 gradi per contrastare i cambiamenti climatici. Studio della vocazionalità dei terreni, ricerca varietale, reti antigrandine innovative, uso dell’acqua consapevole, polizze, fondi mutualistici sono le soluzioni sulle quali investire e sulle quali impostare percorsi virtuosi che sfruttino a pieno le nuove tecnologie e la grande mole di dati di diversa natura (dai dati climatici, a quelli fenologici per arrivare alla carta del suolo) di cui dispone l’agricoltura. Purtroppo non solo dobbiamo combattere contro i danni da avversità climatiche ma siamo alle prese anche con le fitopatie come la flavescenza dorata, gli scopazzi, solo per citare le principali”.
Purtroppo non solo grandine, anche il vento forte di metà luglio ha determinato danni agli impianti di melo, ciliegie e vite, causando, in alcuni casi, la caduta di interi filari. Su questo fronte per le produzioni che sono assicurate contro le avversità atmosferiche anche per il 2023 Co.Di.Pr.A. ha attivato una estensione di copertura, già compresa nella quota di adesione, con il supporto della Provincia di Trento.
Questo permette di indennizzare agli agricoltori anche i danni procurati agli impianti produttivi (piante di melo e di vite, e impianti antigrandine) dagli eventi calamitosi che solitamente non vengono coperti.
“Anche con riferimento alle fitopatie – conclude Sartori – gli strumenti di gestione del rischio possono essere di aiuto per indennizzare i danni economici subiti dalle nostre imprese, oltre alle soluzioni di difesa a disposizione dei nostri associati attivate grazie ai fondi mutualistici, la Polizza Collettiva del Consorzio, grazie ai risultati di un innovato Pei (Partenariato europeo per l’innovazione), contempla, quasi unico caso in Italia, la copertura dai danni causati dalle fitopatie come la peronospora della vite”.













