Riduzione della protezione del lupo in Ue, le associazioni: “La Commissione si attenga ai fatti, lo stato di conservazione è inadeguato in 6 delle 7 regioni biogeografiche”
In risposta alla recente proposta della Commissione europea di declassare lo status di protezione del lupo, l'Alleanza europea per la conservazione del lupo, una rete di 15 organizzazioni europee che lavorano per la conservazione della specie tra le quali anche l'italiana “Io non ho paura del lupo” invita la commissione ad “attenersi ai fatti concreti” per conservare la specie

TRENTO. “Ci si attenga ai fatti e si salvaguardi la specie”. È questo, in sintesi, il messaggio lanciato dall'Allenaza europea per la conservazione del lupo (una rete di 15 organizzazioni europee che lavorano per la conservazione della specie, tra le quali anche l'italiana “Io non ho paura del lupo”) dopo la recente proposta della Commissione europea di declassare lo status di protezione del lupo nel Vecchio continente (Qui Articolo).
“Pur riconoscendo una ripresa generale della specie – dicono gli esperti – lo stato di conservazione della specie è lungi dall'essere omogeneo in tutta Europa e le popolazioni di lupo hanno uno stato di conservazione inadeguato in sei delle sette regioni biogeografiche. Ancora oggi la conservazione del lupo è sotto minaccia in diversi Paesi dell'Ue”. Per il presidente dell'Alleanza europea (Eawc), Enrique Perez, è vero infatti che la situazione del lupo “è migliorata nell'Unione europea”, un cambiamento attribuito principalmente alla forte protezione legale del lupo nella Direttiva Habitat dell'Ue.
“Tuttavia – continuano le associazioni – alcuni Stati membri dell'Ue hanno fatto un uso eccessivo delle deroghe praticando in alcuni contesti abbattimenti eccessivi rispetto alle popolazioni di lupo presenti, così come il bracconaggio e gli investimenti stradali continuano a rappresentare una minaccia significativa per le popolazioni di lupo in molti Paesi”. Riferendosi poi alla recente analisi sullo status del lupo in Europa, pubblicata dalla Commissione insieme alla proposta di declassamento dello status di protezione internazionale della specie, Perez ha sottolineato che i dati relativi al lupo “non sono affidabili” e che devono essere oggetto di cautela.
“Le cifre utilizzate – ha detto il presidente di Eawc – dalla Commissione nel tentativo di dimostrare che le popolazioni di lupo sono aumentate non sono basate su un monitoraggio coerente, ma si basano su una serie di dati differenti, tra cui stime ed estrapolazioni parziali”. Secondo le associazioni il documento pubblicato dalla Ue contiene inoltre alcuni risultati rilevanti anche sul fronte dell'impatto della presenza dei lupi a livello di gestione del bestiame (uno dei punti sui quali spesso la politica fa leva, come nel caso trentino, per richiedere gli abbattimenti dei predatori).
Tra questi, dicono le associazioni, anche una valutazione aggiornata dei danni al bestiame, stimati in un impatto/annuo a danno delle pecore in Eu pari allo 0,065%: “Un numero decisamente contenuto. Il documento sottolinea inoltre che, contrariamente all'abbattimento, le misure preventive come i recinti elettrici e i cani da protezione sono efficaci per prevenire gli attacchi. L'Alleanza si appella quindi alla Commissione europea affinché si concentri sulla promozione di misure di prevenzione che hanno dimostrato di essere efficaci”.
“Il lupo svolge un ruolo essenziale nel garantire la salute degli ecosistemi – continua Perez – il lupo regola il numero di ungulati selvatici e aiuta a prevenire il sovrapascolo e la diffusione di malattie. L'Unione europea è attualmente in procinto di adottare una legge volta a ripristinare gli ecosistemi in crisi. Allo stesso tempo, la Commissione europea propone di declassare lo status di protezione del lupo, che è una specie chiave per i nostri ecosistemi e quindi ha un ruolo essenziale in questo processo di ripristino”.












