Dalle impronte di cavallo scambiate per quelle di un orso a quelle di un canide dato per lupo: in Trentino fra 'fake news' e allarmismi è "isteria collettiva"
Dalle impronte di un cavallo scambiate per quelle di un orso a quelle di un canide ritenuto (erroneamente) da alcuni un lupo. In Trentino non si fa che parlare di orsi e lupi, e spesso a sproposito, contribuendo a 'rafforzare' una vera e propria isteria collettiva. Scarian: "Sbagliato creare allarmismi senza avere certezze. Quando si hanno dubbi è bene contattare anzitutto gli organi competenti"

TRENTO. Dalle impronte di un cavallo scambiate per quelle di un orso a quelle di un canide ritenuto (erroneamente) da alcuni un lupo o addirittura un plantigrado. In Trentino non si fa che parlare di orsi e lupi (spesso facendo dis-informazione e creando allarmismi inutili) tanto che sembra esserci ormai una vera e propria isteria collettiva.
A confermarlo, di recente, diverse segnalazioni giunte alla pagina Facebook Fiemme e Fassa il ritorno del lupo, amministrata dall’appassionato Paolo Scarian, che allertavano sulla presenza di un orso in val di Fiemme a partire dal rinvenimento di alcune orme.
Da parte di Scarian il primo passo è stato quello di allertare gli organi competenti, ossia il corpo forestale, per provvedere a verificare la segnalazione: “Quando ci si trova davanti a delle impronte e si hanno dei dubbi, prima di creare allarmismi inutili o diffondere false notizie è bene contattare il 112 e rimanere sul posto, in modo tale da facilitare le verifiche dei forestali”.
E prosegue: “Ci è stata ‘segnalata’ la presenza di un fantomatico orso in Val di Fiemme ma, fatte le dovute verifiche, è emerso che si trattava di semplici impronte di cavallo”. Poche ore più tardi, e sempre dalla stessa zona, altre segnalazioni: “Alcune persone allertavano della presenza di lupi: dai rilievi fatti sul posto è emerso invece che si trattava di semplici tracce di un canide”.
Dalla medesima zona, nelle scorse ore è stato lanciato un altro allarme, da chi riteneva che le impronte di un canide fossero quelle di un plantigrado: “Ancora una volta la forestale ha verificato: chi ha segnalato la presenza di un orso evidentemente non aveva la minima idea di che impronte faccia un plantigrado”.
Insomma, il bombardamento di informazioni, spesso ‘fake’, ha condotto molti a credere che ormai boschi e paesi siano ‘abitati’ da lupi, o addirittura che l’orso sia presente in zone dove di fatto la sua presenza non è mai stata accertata: “Questo non significa che un plantigrado non possa passare in un dato territorio – conclude Scarian -. Ad ogni modo, quando si hanno dubbi o timori, la prima e unica cosa da fare è contattare i forestali, onde evitare di contribuire a rafforzare l’isteria collettiva”.












