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Trento
26 gennaio | 19:00

Piccoli frutti, i cambiamenti climatici (raggiunti picchi di 45 gradi) impongono modifiche radicali. Ecco le nuove serre con microclima e resistenti agli eventi estremi

L'anno scorso nelle serre trentine si sono raggiunti picchi di 45 gradi (52 in quelle del Sud Italia) e poi sono stati frequenti i venti forti, violenti acquazzoni, pesanti grandinate. Sant'Orsola si sta attrezzando con le serre del futuro per resistere all'impatto dei cambiamenti climatici 

PERGINE. Sarà molto robusta, di forma ogivale, meglio integrata nell'ambiente in virtù delle sue nuove coperture verdi. La cooperativa Sant'Orsola potrà proporla ai suoi 600 soci trentini per far fronte ai cambiamenti climatici e quindi per far fronte a venti forti, violenti acquazzoni, pesanti grandinate. Sono stati presentati oggi nell'Auditorium della cooperativa agricola Sant'Orsola i primi risultati di un percorso di studio e progettuale voluto dalla cooperativa stessa ed iniziato nel 2023 per approntare una nuova serra per fragole e piccoli frutti capace di stare al passo con i tempi e quindi con i fenomeni estremi legati ai cambiamenti climatici e meno impattante sul piano ambientale. 

 

Ricercatrici di fama internazionale, noti costruttori e tecnici di settore ed esperti in paesaggio hanno spiegato come funzionerà durante l'incontro formativo ''La serra trentina: l'innovazione in campagna per sfidare il cambiamento climatico''. Nell'anno in corso finiranno le ricerche e gli studi iniziati nel 2023 e mirati a creare il nuovo microclima interno necessario a mitigare le temperature ormai troppo elevate e sempre crescenti. L'estate scorsa nelle serre trentine il caldo misurato ha toccato i 45 gradi sopra lo zero, addirittura i 52 in quelle dei soci al lavoro nell'Italia del Sud.

 

Le sperimentazioni necessarie sono state condotte in collaborazione tra la cooperativa Sant'Orsola e le ricercatrici dell'università di Wageningen (Olanda) Cecilia Stanghellini (senior scientist nota a livello internazionale dell'unità di ''orticoltura in terra'' del Research Center universitario) ed Isabella Righini della medesima unità operativa olandese. Si è spiegato che si sta valutando l'uso di appositi teli retinati verdi sulle coperture esterne e sistemi di nebulizzazione dell'aria interna senza ridurre la produzione di fragole e piccoli frutti e conservando la loro alta qualità e valore nutritivo.

 


 

Sono, quindi, stati sperimentati i possibili microclimi, l'anno scorso, negli impianti di un socio della Sant'Orsola in Valsugana ed è stato spiegato che tali sperimentazioni continueranno anche quest'anno per ottimizzare ed affinare i significativi risultati conseguiti. ''Il lavoro compiuto porterà ad un progetto di microclima adottabile nella nuova serra trentina, aumentandone anche i volumi e realizzando strutture assai più resistenti delle attuali - ha rilevato il presidente della cooperativa Sant'Orsola Silvio Bertoldi aprendo l'Incontro odierno -. Per aiutare i soci a continuare le loro attività produttive con la necessaria sicurezza abbiamo incaricato i migliori specialisti allo scopo di creare microclimi sopportabili dentro le serre e strutture adatte ad ogni evenienza. Con questo nostro terzo incontro rivolto ai nostri soci forniamo loro un pacchetto di soluzioni completo. Nei primi due abbiamo affrontato infatti i temi delle coperture assicurative adatte in tempi di cambiamento climatico e le modalità opportune per l'accesso al credito al fine di investire in nuove strutture''.

 

Il presidente ha quindi chiarito che la scelta, in futuro, a studi completati di affidarsi ai nuovi risultati ottenuti o restare con le strutture e impianti oggi esistenti sarà, ovviamene, in capo ai singoli produttori ma ''ma penso che poter decidere sulla base di un’analisi condivisa e supportata agevoli o quanto meno renda meno “ansiogena” la decisione''. Gianluca Savini, oggi moderatore dell'Incontro, ha coordinato le attività di studio e ricerca compiute in Valsugana assieme a Wageningen ed è l'agronomo responsabile dell'area produzione della cooperativa. E' lui che ha spiegato come ''noi da più di vent'anni conduciamo attività di ricerca, sperimentazione e sviluppo nel nostro campo catalogo di Vigolo Vattaro per dare vita a nuove varietà e per rendere ecosostenibile l'intera filiera dei piccoli frutti, fino a riuscire a produrre mirtilli e lamponi a residuo zero e brevetti acquistati in tutto il mondo. In questa nostra attività abbiamo inserito ricercatori noti a livello non solamente europeo proprio per rispondere alla difficile sfida che ci pone il climate change''.

 

Dal canto loro, Jean Pierre Lejeune, presidente del Gruppo Europrogress, esperto costruttore di serre e Gianmarco Rossi, tecnico specialista del medesimo Gruppo, hanno illustrato ai soci le nuove tipologie di strutture utili in rapporto al mutamento climatico. In collaborazione con Sant'Orsola hanno messo a punto vari modelli specifici di serre per la produzione di piccoli frutti. Le esigenze emerse dalle sperimentazioni effettuate hanno dato gli input necessari per progettare, calcolare e installare nel prossimo futuro strutture idonee.

 

LE SERRE DEL FUTURO

 

La serra trentina sarà retta da strutture metalliche zincate di diametro maggiore rispetto alle attuali per resistere agli eventi atmosferici avversi, calcolate e progettate tra l'altro per evitare l'installazione di supporti a terra in modo da avere lo spazio utile all'innerbimento, tecnica sostenibile per l'abbassamento della temperatura in serra e per l'iutilizzo pieno delle superfici coperte.

 

Le altezze massime raggiungibili dai moduli consentiranno una ventilazione estiva ottimale garantendo in tal modo il miglior volano termico per gli abbassamenti repentini di temperatura. In questo modo si arriverà alla gestione del clima in serra capace di potenziare la competitività delle aziende agricole e la loro redditività.

 

Ma la nuova serra trentina insisterà su territori rigidamente controllati da un intrico di normative urbanistiche pubbliche che non agevolano di certo l'imprenditore e di questo ha parlato l'architetto Marcello Lubian, noto progettista del paesaggio e di riqualificazione urbana. Questi ha concluso che è ormai indifferibile varare un quadro normativo adeguato alle novità che l'evoluzione colturale e produttiva richiedono, tanto più che il cambiamento climatico lo sta imponendo.

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