Predate le pecore della consigliera regionale Snider: ''Hanno sfondato la rete. Erano tenute in apposito recinto elettrificato''
La consigliera regionale della Lega racconta quanto le è avvenuto e carica il video di un lupo che salta i recinti che però arriva dall'estero. ''Sempre tante grazie a coloro che non capiscono nulla della fatica dell’allevamento in montagna e che amano appassionatamente i lupi. Un grazie anche a me stessa che, nonostante faccia politica e sieda sui banchi dei legislatori, non riesco a far capire il grosso problema lupo che deve sparire da qui''

SONDRIO. ''Stamattina, come tutte le mattine, mio marito dopo aver accudito le pecore in stalla, è salito nel maggengo (a piedi) per sfamare le pecore tenute in apposito recinto (rete elettrificata). Dopo la solita ora di cammino su irto sentiero, sgrana gli occhi: le pecore erano scappate tranne una intrappolata nella rete sfondata dalle stesse. Le orme del lupo ovunque. Ha chiamato subito Daniele e Robi che, quasi di corsa, lo han raggiunto (con loro condivide la scelta e non demorde). Si sono messi subito alla ricerca, han trovato le pecore sparpagliate e spaventate e/o sbranate anche se gravide''. Così racconta la consigliera della regione Lombardia, Silvana Snider su quanto successo domenica mattina.
Il lupo è riuscito a mettere a segno la predazione in una struttura situata in quota in Val Bretaglia. Una struttura che, a quanto racconta l'esponente della Lega lombarda, era protetta dai recinti elettrificati. Recinti, che, però, non sarebbero bastati. Ora spetterà a chi di dovere verificare che le strutture fossero montate correttamente e quindi se si sia trattato di un caso eccezionale. Si ricorderà, infatti, quanto successo qualche mese fa all'istituto agrario Antonio Della Lucia di Feltre dove era avvenuta una predazione di una dozzina di pecore nonostante i recinti elettrificati.
Al controllo delle autorità era emerso che la predazione era avvenuta perché i recinti erano montati male e in quel caso il Parco Dolomiti Bellunesi aveva ricordato che aveva ''fornito altre 60 recinzioni elettrificate ad altrettanti allevatori hobbisti sparsi nei 15 Comuni del Parco, molti dei quali avevano subito, in passato, attacchi predatori; dopo l’installazione dei recinti elettrici nessuno di questi allevatori ha più registrato perdite di animali causate dal lupo''. Molto utile, poi, alla difesa dei pascoli è abbinare il recinto ai cani da guardiania per rendere i sistemi di difesa ancor più efficaci anche se il rischio zero, ovviamente, non esiste e quindi non sempre tutto va come dovrebbe andare.
La consigliera regionale leghista ha quindi pubblicato sui suoi social le immagini della predazione e un video di un lupo che salta dei recinti che però sembra provenire da fuori Italia. Il video circola da tempo nei gruppi ''rurali'' contro il lupo, addirittura anche in lingua araba, e l'esemplare ritratto non pare proprio un ''nostro'' lupo.

"Che dire - conclude la consigliera regionale -. Sempre tante grazie a coloro che non capiscono nulla della fatica dell’allevamento in montagna e che amano appassionatamente i lupi. Un grazie anche a me stessa che, nonostante faccia politica e sieda sui banchi dei legislatori, non riesco a far capire il grosso problema lupo che deve sparire da qui. Ma non mollo, se continuiamo a bussare, prima o dopo qualcuno si sfiancherà. Foto da strazio? Straziati anche gli allevatori! Che succede se decidono di non sfalciare più? E come sarà la nostra montagna senza la bellezza delle pecore al pascolo?".












