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Prevenire le malattie nei campi usando l'intelligenza artificiale, ecco "Spore finder": "Così è possibile intervenire prima che la pianta si ammali"

A differenza delle tecnologie già esistenti, questo sistema (applicabile sia in campo aperto che in serra) non campiona le foglie o il fusto della pianta, ma direttamente l'aria. In questo modo, rileva la presenza di eventuali spore patogene anche se non hanno ancora intaccato la pianta e avvisa tempestivamente l'agricoltore

Di S.D.P. - 12 maggio 2024 - 14:27

ROVERETO. Un dispositivo che campiona l’aria e allerta gli agricoltori se rileva spore batteriche. Si tratta di "Spore finder" (della startup Aispot), che grazie all'intelligenza artificiale consente alle piante di fare un "check up medico".

 

Dopo 4 anni di ricerca e un brevetto depositato, la startup agritech nata a Mantova è pronta a crescere e, per farlo, ha scelto il Trentino. Ha infatti deciso di aprire una seconda sede in Progetto Manifattura a Rovereto, l’incubatore della sostenibilità di Trentino Sviluppo.

 

La startup, costituita formalmente nel giugno 2023, ha sviluppato un dispositivo per prevenire le malattie nei campi usando l’intelligenza artificiale, rilevando tempestivamente la presenza di batteri e funghi nelle coltivazioni. A differenza delle tecnologie già esistenti, questo sistema (applicabile sia in campo aperto che in serra) non campiona le foglie o il fusto della pianta, ma direttamente l'aria. In questo modo, rileva la presenza di eventuali spore patogene anche se non hanno ancora intaccato la pianta e avvisa tempestivamente l'agricoltore.

 

"Di fatto – spiega il fondatore Marco Morelli, che studia chimica all’Università di Parma – è come se facessimo alle coltivazioni quello che per noi esseri umani è il check up medico di routine. Il nostro sistema, infatti, campiona l’aria e, grazie all’intelligenza artificiale, analizza le spore in sole 5 ore. Se avverte la presenza di microrganismi patogeni, batteri o funghi, lancia subito un segnale di allerta infestazione".

 

Così facendo, l’agricoltore può intervenire prima ancora che la malattia abbia effettivamente intaccato la pianta, applicando un trattamento mirato e tempestivo ed evitando il diffondersi di un vero e proprio focolaio. Il dispositivo, che promette di avere un potere predittivo più raffinato rispetto a quelli attualmente in commercio, si rivela particolarmente utile in un contesto segnato dal cambiamento climatico, che aumenta lo sviluppo di infestazioni fungine. Nello specifico, a causa di queste infestazioni, le coltivazioni di riso in Italia potrebbero subire una perdita di resa dal 4 al 52% e i vigneti dal 5 al 20%.

 

Nei nuovi spazi di Progetto Manifattura si alterneranno 4 persone, con l’obiettivo di ultimare il dispositivo e di instaurare nuove collaborazioni con l’Università di Trento e le fondazioni trentine per la ricerca: "Determinate nella scelta di aprire una seconda sede in Trentino – conclude Morelli – è stata la consapevolezza che si tratta di un territorio proficuo dal punto di vista delle conoscenze tecnologiche e della possibilità di costruire un network".

 

Attualmente, l'analisi e il monitoraggio si concentrano sul patogeno "Alternaria", che è responsabile della diffusione di infezioni su 14 differenti tipologie di coltivazioni tra cui vite, pere, lamponi, mirtilli e pomodori. La tecnologia brevettata da Aispot, che prende il nome di "Spore Finder", però, non si ferma qui: il team, infatti, è al lavoro con agricoltori trentini e mantovani per implementare il sistema e "addestrarlo" a riconoscere altri microrganismi patogeni.

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