Aperta la scatola è corsa verso la libertà, l'orsetta Nina torna in natura: pesava 3 chili quando è stata salvata ora (con i suoi 38 chili) è pronta all'ibernazione
L'orsetta era stata trovata a maggio scorso vicino a una strada ed è stata monitorata finché non è stato chiaro che era stata abbandonata e che non ce l'avrebbe mai fatta a sopravvivere. Ne sono seguiti mesi di impegno e assistenza e in questi giorni c'è stata l'attesa liberazione

PESCASSAROLI. Era stata trovata da sola, abbandonata a Pizzone vicino alla strada, nel maggio scorso. Aveva solo 4-5 mesi di vita e pesava poco più di 3 chili. In pochi mesi ha guadagnato peso, ha superato i 38 chili, ha riacquistato vitalità ed energia ed è stata ritenuta pronta per tornare in natura e per affrontare l'inverno. E così quando è stata sollevata la grata della scatola che la conteneva ha potuto lanciarsi verso la libertà per riprendere i suoi spazi e riconquistare la propria dimensione.
L'orsetta Nina è stata liberata sotto l'occhio vigile del personale del Servizio Scientifico e Veterinario del Parco Nazionale Abruzzo, Lazio, Molise e insieme al Servizio di Sorveglianza. Prima del rilascio, Nina era stata sottoposta a un'attenta visita sanitaria, come previsto dalle "Linee guida per il rilascio in natura di cuccioli di orso bruno marsicano", a garanzia della sua salute e delle migliori possibilità di adattamento in ambiente naturale.
''Già da alcune settimane si era provveduto a ridurre l'alimentazione dell'orsetta e Nina trascorreva sempre più tempo in tana - spiega lo stesso parco - segnali evidenti di un metabolismo in rallentamento e dell'avvicinarsi dell'ibernazione. Per questo, anche alla luce di numerose variabili, spesso complesse e non sempre prevedibili, come le condizioni climatiche e le caratteristiche dei siti di rilascio, si è ritenuto che fosse il momento giusto per il suo ritorno in libertà''.

I siti di rilascio sono stati individuati sulla base di criteri oggettivi e accurati: nel cuore del Parco, la presenza di potenziali aree di svernamento, una bassa densità umana, e non ultimo per importanza, la distanza dai centri abitati e dalle attività antropiche. Secondo gli esperti, la scelta del momento e del luogo del rilascio dipendeva soprattutto dal peso e dal comportamento dell'orsetta. ''Da questo punto di vista - spiega ancora il parco - Nina ha raggiunto un traguardo importante: con i suoi 38 chili, le condizioni per affrontare l'inverno sono state ritenute adeguate''.
L'operazione di rilascio si è svolta con la massima cura e riservatezza, per imprescindibili motivi di sicurezza. La stessa discrezione accompagnerà ora il monitoraggio di Nina, che è stata dotata di un radiocollare Gsm. Il Direttore del Parco, Luciano Sammarone, che ha seguito direttamente tutte le fasi dell'operazione, ha voluto ringraziare i tecnici per il lavoro svolto nella crescita e nella cura dell'orsetta, così come per l'intervento di rilascio, realizzato con successo anche grazie al supporto del Servizio di Sorveglianza.

''Ora inizia la parte più delicata — ha aggiunto — monitorarla a distanza e sperare con tutte le forze che Nina riesca a vivere libera, nel suo ambiente naturale e a contribuire alla sopravvivenza della sua specie''. ''Statisticamente - conclude il Parco - non tutti i rilasci hanno esito positivo, come dimostrano le decine di casi in giro per l'Europa e il Nordamerica. Ma nella consapevolezza di aver fatto tutto il possibile per sostenere Nina nel suo percorso di crescita, l'augurio è che la sua storia possa continuare, libera in natura''.
Foto Parco, Umberto Esposito












