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FVG
04 dicembre | 15:57

Investito da un'auto, gatto selvatico viene curato e rimesso in libertà: ''Un'emozione poterlo riconsegnare alla natura in piena forma''

Un giovane gatto selvatico europeo, che era rimasto ferito dopo un investimento su strada in provincia di Gorizia lo scorso giugno e aveva riportato gravi lesioni, è stato liberato nella mattina di ieri. Una storia a lieto fine di un animale straordinario e difficilmente osservabile in natura

Foto Mattia Malerba Fb Regione Friuli Venezia Giulia

GORIZIA. “L'esemplare era stato investito in strada nella provincia di Gorizia alla fine del mese di giugno, lo abbiamo trovato ferito e debilitato ed è stata una grande soddisfazione e anche un'emozione poterlo riconsegnare alla natura in piena forma, anche perché non tutte queste storie finiscono così”. E' una storia a lieto fine quella che racconta Damiano Baradel, responsabile del Centro recupero fauna selvatica ed esotica di Terranova, a il Dolomiti. Una storia che si è conclusa nella mattinata di ieri, 3 dicembre, quando un giovane esemplare di gatto selvatico, specie molto rara da osservare anche in Friuli Venezia Giulia, è stato liberato.

 

L'animale, un cucciolo investito e ritrovato in condizioni precarie, è stato affidato per circa cinque mesi alle cure del Centro e dei veterinari dell'Università di Udine, in un percorso riabilitativo che ha visto miglioramenti progressivi, come spiegato ancora da Damiano Baradel: “A causa delle lesioni riportate, il gatto si presentava inizialmente debilitato, fiacco e poco reattivo, lo custodivamo in un piccolo ambiente dove abbiamo iniziato ad integrare la sua alimentazione anche con ossa frantumate per favorire l'apporto di calcio. Poi mano a mano si è ripreso ed è cresciuto fino a pesare cinque chili, finché lo abbiamo spostato in una grande voliera dove è diventato sempre più vivace, reattivo e veloce, nonché complesso da gestire com'è naturale con animali di questo genere. In questa fase abbiamo cercato di fornirgli una nutrizione quanto più fedele possibile a ciò di cui può nutrirsi in natura per favorire il riadattamento”.

 

 

Durante il periodo di permanenza del felino nel centro di recupero è stato anche possibile eseguire i test genetici che hanno confermato l'appartenenza dell'esemplare alla specie gatto selvatico europeo, specie protetta ed elusiva, che seppur in leggera espansione rimane esposta a diversi rischi potenziali, che vanno da quelli che si presentano nel passaggio nelle aree antropizzate come, in questo caso, il rischio di investimento lungo le strade, a quelli dati dall'ibridazione con il gatto domestico, che possono mettere a repentaglio la preservazione della specie.

 

Proprio nell'ambito del monitoraggio e della protezione, il gattone è stato munito di radiocollare Gps, come misura di sicurezza: “L'esemplare è stato marcato e radiocollarato sotto la supervisione di Stefano Filacorda dell'Università di Udine specializzato in grandi felini - ha aggiunto Damiano -. Contrariamente a quanto credono i più scettici, questo non comporta all'animale nessun rischio di strozzamento poiché questo dispositivo, qualora si impigliasse ad esempio su qualche ramo, è predisposto per sganciarsi all'istante, ma al contrario è uno strumento fondamentale per monitorare il suo riadattamento allo stato selvatico, e ci consentirà di intervenire prontamente qualora ci fossero dei problemi o si ferisse”.

 

 

Al momento della sua liberazione, avvenuta come da prassi nel caso di animali così delicati e protetti in una località che non ci viene resa nota con precisione, il gattone, come si vede anche dalle foto pubblicate per l'occasione, una volta aperta la gabbietta portatile si è lanciato, è il caso di dirlo, in una serie di balzi felini che ne denotano il ritrovato pieno stato di forma.

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