Investito da un'auto, gatto selvatico viene curato e rimesso in libertà: ''Un'emozione poterlo riconsegnare alla natura in piena forma''
Un giovane gatto selvatico europeo, che era rimasto ferito dopo un investimento su strada in provincia di Gorizia lo scorso giugno e aveva riportato gravi lesioni, è stato liberato nella mattina di ieri. Una storia a lieto fine di un animale straordinario e difficilmente osservabile in natura

GORIZIA. “L'esemplare era stato investito in strada nella provincia di Gorizia alla fine del mese di giugno, lo abbiamo trovato ferito e debilitato ed è stata una grande soddisfazione e anche un'emozione poterlo riconsegnare alla natura in piena forma, anche perché non tutte queste storie finiscono così”. E' una storia a lieto fine quella che racconta Damiano Baradel, responsabile del Centro recupero fauna selvatica ed esotica di Terranova, a il Dolomiti. Una storia che si è conclusa nella mattinata di ieri, 3 dicembre, quando un giovane esemplare di gatto selvatico, specie molto rara da osservare anche in Friuli Venezia Giulia, è stato liberato.
L'animale, un cucciolo investito e ritrovato in condizioni precarie, è stato affidato per circa cinque mesi alle cure del Centro e dei veterinari dell'Università di Udine, in un percorso riabilitativo che ha visto miglioramenti progressivi, come spiegato ancora da Damiano Baradel: “A causa delle lesioni riportate, il gatto si presentava inizialmente debilitato, fiacco e poco reattivo, lo custodivamo in un piccolo ambiente dove abbiamo iniziato ad integrare la sua alimentazione anche con ossa frantumate per favorire l'apporto di calcio. Poi mano a mano si è ripreso ed è cresciuto fino a pesare cinque chili, finché lo abbiamo spostato in una grande voliera dove è diventato sempre più vivace, reattivo e veloce, nonché complesso da gestire com'è naturale con animali di questo genere. In questa fase abbiamo cercato di fornirgli una nutrizione quanto più fedele possibile a ciò di cui può nutrirsi in natura per favorire il riadattamento”.

Durante il periodo di permanenza del felino nel centro di recupero è stato anche possibile eseguire i test genetici che hanno confermato l'appartenenza dell'esemplare alla specie gatto selvatico europeo, specie protetta ed elusiva, che seppur in leggera espansione rimane esposta a diversi rischi potenziali, che vanno da quelli che si presentano nel passaggio nelle aree antropizzate come, in questo caso, il rischio di investimento lungo le strade, a quelli dati dall'ibridazione con il gatto domestico, che possono mettere a repentaglio la preservazione della specie.
Proprio nell'ambito del monitoraggio e della protezione, il gattone è stato munito di radiocollare Gps, come misura di sicurezza: “L'esemplare è stato marcato e radiocollarato sotto la supervisione di Stefano Filacorda dell'Università di Udine specializzato in grandi felini - ha aggiunto Damiano -. Contrariamente a quanto credono i più scettici, questo non comporta all'animale nessun rischio di strozzamento poiché questo dispositivo, qualora si impigliasse ad esempio su qualche ramo, è predisposto per sganciarsi all'istante, ma al contrario è uno strumento fondamentale per monitorare il suo riadattamento allo stato selvatico, e ci consentirà di intervenire prontamente qualora ci fossero dei problemi o si ferisse”.

Al momento della sua liberazione, avvenuta come da prassi nel caso di animali così delicati e protetti in una località che non ci viene resa nota con precisione, il gattone, come si vede anche dalle foto pubblicate per l'occasione, una volta aperta la gabbietta portatile si è lanciato, è il caso di dirlo, in una serie di balzi felini che ne denotano il ritrovato pieno stato di forma.












