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Trento
14 dicembre | 20:01

Dagli abbandoni ai cani alla catena, negli ultimi due anni più di 200 segnalazioni di maltrattamenti animali in Trentino: "Serve maggiore sostegno dalle istituzioni"

Oltre 19 mila chilometri percorsi e più di 200 segnalazioni su presunti maltrattamenti animali, abbandoni, cani alla catena ma anche inquinamenti ambientali. Molti gli interventi effettuati dagli agenti, che hanno offerto il loro aiuto a persone in difficoltà economiche per fornire cibo e assistenza ai loro animali ma anche per mettere a conoscenza i servizi sociali di situazioni di isolamento sociale

TRENTO. Il nucleo operativo guardie eco zoofile (Nogez) di Trento ha presentato due anni di attività sul territorio, con un bilancio di oltre 19 mila chilometri percorsi, undici guardie eco zoofile del nucleo che hanno risposto a più di 200 segnalazioni: dal maltrattamento di animali, agli abbandoni fino alla cattiva gestione di cani alla catena.

 

Molti gli interventi effettuati dagli agenti, che hanno offerto il loro aiuto a persone in difficoltà economiche per fornire cibo e assistenza ai loro animali ma anche per mettere a conoscenza i servizi sociali di situazioni di isolamento sociale. "L’intento primario delle guardie eco-zoofile non è quello di reprimere, bensì di capire i motivi che stanno dietro ad una situazione di disagio e di presunta mala gestione di una animale" hanno spiegato gli agenti. 

 

Un esempio riportato dal nucleo, è il caso di una persona anziana e sola, ricoverata con urgenza in ospedale: il suo cagnolino è stato lasciato nell’appartamento senza che qualcuno segnalasse la sua presenza. Solamente dopo qualche giorno il vicino di casa ha chiamato le guardie eco zoofile segnalando il continuo abbaiare del cane, lasciato involontariamente da solo dal suo proprietario, ma colpevolmente non segnalato da chi era intervenuto per salvare la vita alla persona.

"Questo è solo l’esempio di una mancanza di collegamento tra servizi che evidenziamo; spesso i servizi sociali non sono strutturati per calcolare i componenti “minori” di una famiglia, cioè gli animali, che
pure sono presenti in oltre il 45% delle famiglie trentine" hanno spiegato i volontari. 

 

L'ultima modifica della legge provinciale a tutela degli animali, introdotta a luglio 2023, ha vietato di tenere i cani alla catena, fatta eccezione di una deroga concessa con il certificato di un veterinario. Numerose sono state le segnalazioni, con interventi che hanno comportato sanzioni fino a 266 euro in forma ridotta. La criticità emersa sull'eliminazione della catena al cane però, ha visto aumentare, soprattutto nelle valli, la segregazione dei cani in scantinati o garage, privi delle adeguate condizioni igieniche, che hanno reso difficile la dimostrazione di presunti maltrattamenti, soprattutto quando i cani vengono tenuti nascosti in proprietà private. 

 

I maltrattamenti di animali invece sono cresciuti sensibilmente: oltre ai cani alla catena, sono emerse numerose denunce riguardanti animali rinchiusi in spazi angusti, come stanze piccole o case abbandonate, dove cani e gatti sono lasciati soli per giorni interi senza cibo o acqua. Non solo, anche gli animali da cortile sono spesso relegati in recinti senza accesso a risorse fondamentali e in condizioni di totale abbandono.

 

Dietro a queste situazioni, si nascondono spesso disagi sociali o psicologici da parte dei proprietari. In questi casi, le guardie non solo intervengono per tutelare gli animali, ma segnalano anche le problematiche ai servizi sociali per cercare di intervenire in maniera più completa e tempestiva. Alcuni dei casi più gravi riguardano cani di grossa taglia tenuti in stanze anguste e privati di ogni contatto con l’esterno, segregati in condizioni disumane per anni.

 

Ma oltre la tutela degli animali, molti interventi hanno visto l'impegno su segnalazioni di presunti inquinamenti ambientali: abbandono di rifiuti, sversamenti non regolari di liquami animali in luoghi non autorizzati e in periodo non corretti. Tutte le segnalazioni hanno portato negli ultimi due anni a diverse denunce e all'invio di indagini che sono ancora in corso. 

 

Nonostante i risultati positivi, il nucleo operativo deve affrontare diverse sfide: " Il nucleo chiede un maggiore sostegno dalle istituzioni, sia in termini di risorse che di riconoscimento ufficiale, per continuare a svolgere efficacemente la propria attività. La creazione di una sede adeguata, possibilmente nel capoluogo, e una maggiore collaborazione da parte delle forze dell'ordine periferiche sono tra le richieste più urgenti" hanno spiegato i volontari. 

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