Grandi carnivori, diminuiscono i danni "ma aumenta l'insofferenza", le associazioni: "Gli strumenti di prevenzione non bastano: vanno favoriti confronto e divulgazione"
Nel corso del 2024, i danni e le predazioni sono diminuiti. Una notizia che fa ben sperare, anche se secondo le associazioni ambientaliste gli strumenti di prevenzione come cani da guardiania o recinti elettrificati non bastano: "E' disarmante constatare come, proprio nel momento in cui gli strumenti di coesistenza si dimostrano efficaci, aumentino l'insofferenza e la tossicità delle affermazioni di taluni portatori di interesse locali, evidentemente più interessati a suscitare polemiche che a costruire un'effettiva convivenza con i grandi carnivori"

TRENTO. E' stato pubblicato nelle scorse ore, il Rapporto Grandi Carnivori 2024 (QUI ARTICOLO), realizzato dal Servizio faunistico della Provincia di Trento, che tira le fila di quanto accaduto nel corso dello scorso anno, rendendo noti i numeri di plantigradi, lupi e sciacalli dorati presenti in Provincia di Trento (fra decessi e nuovi nati ndr).
Nel 2024, si legge nel report, sono nati almeno 26 piccoli di orso distribuiti in 12 cucciolate. Sono stati trovati morti 6 esemplari, mentre sono stati 3 i plantigradi rimossi (M90, KJ1 e M91) secondo le disposizioni del Pacobace.
La popolazione di lupo si conferma invece stabile fin dal 2021 con 27 branchi stimati nel 2024, almeno 25 dei quali si sono riprodotti durante l’anno. Sempre l'anno scorso sono stati 13 i lupi trovati morti, dei quali 8 a causa di investimenti, 1 per soppressione eutanasica, 3 per cause naturali e 1 per cause sconosciute.
Cresce infine la presenza dello sciacallo dorato, con 4 nuclei riproduttivi accertati su un’area sempre più ampia della provincia. Infine, nessun esemplare di lince è stato segnalato in provincia nel 2024: l'ultimo rilevamento certo risale alla primavera 2022.
A esprimere soddisfazione per quanto emerge nel Rapporto sono state le associazioni ambientaliste del Trentino: "I dati - scrivono le associazioni in un comunicato congiunto - confermano che l’instancabile impegno nel monitoraggio e nella prevenzione delle predazioni stia dando frutti concreti: nel 2024 le segnalazioni di danni ai patrimoni zootecnici e agricoli sono diminuite sensibilmente rispetto agli anni precedenti".
"La stima condotta nel 2023 contava 98 orsi bruni adulti esclusi i cuccioli dell’anno, e preannuncia per il 2025 un monitoraggio intensivo che fornirà parametri demografici ancora più precisi. L’areale di spostamento dei maschi vaganti si estende per oltre 34mila chilometri quadrati, dal Piemonte al Tirolo settentrionale, mentre le femmine si muovono in un’area ristretta al Trentino occidentale, che si conferma tuttavia in graduale espansione. Il lupo registra una distribuzione stabile, con 27 branchi censiti, un dato analogo al 2023".
E proseguono: "Accanto a questi due grandi predatori prosegue l'avanzata dello sciacallo dorato, oramai presente in gran parte del territorio. Il calo dei danni non sarebbe stato possibile senza il rafforzamento delle misure preventive: lo scorso anno sono state realizzate dalla Provincia Autonoma di Trento 161 nuove recinzioni elettrificate, assegnate gratuitamente o cofinanziate, e sono stati impiegati 4 nuovi cani da guardiania, che si aggiungono agli altri 99 già operativi, inclusi i cuccioli prodotti dagli allevatori locali. Inoltre, 38 alpeggi sono stati dotati di strutture protettive (14 box e 9 rifugi in legno), a tutela dei pastori e del loro bestiame nelle aree di montagna".
"Parallelamente - continuano le associazioni ambientaliste - il Piano provinciale di sicurezza dei sistemi di raccolta ha garantito contributi per la posa di cassonetti anti-orso in tutte le utenze domestiche a rischio, con un investimento complessivo di 1,8 milioni di euro che ci auguriamo possa essere ripetuto nel tempo ed esteso a tutto il territorio interessato, auspicando che venga affiancato da un'importante azione di incentivo delle buone pratiche e conseguente dissuasione del non corretto conferimento dei rifiuti".
A completamento di questo quadro virtuoso, le associazioni ambientaliste sottolineano "l’importanza dei percorsi di formazione e sensibilizzazione rivolti a residenti, ospiti e operatori del settore, nonché il rafforzamento della partecipazione provinciale alle principali reti internazionali (Convenzione delle Alpi, Lcie, Bear specialist group dell'Iucn) e agli eventi scientifici di rilievo, come il 28° Convegno Iba in Canada. In tutto questo risulta francamente disarmante constatare come, proprio nel momento in cui le predazioni diminuiscono e gli strumenti di coesistenza si dimostrano efficaci, aumentino invece l'insofferenza e la tossicità delle affermazioni di taluni portatori di interesse locali, evidentemente più interessati a suscitare polemiche che a costruire un'effettiva convivenza con i Grandi carnivori - concludono -. Proprio per favorire il confronto e la divulgazione, le associazioni ambientaliste stanno organizzando, nelle prossime settimane, una serata pubblica dedicata ai grandi carnivori del Trentino e alle iniziative per favorire la coesistenza".












