Raccolta funghi, scatta l'aumento da 2 a 3 kg del limite giornaliero. Per Failoni “misura coerente con il rispetto dell'ecosistema” ma per l'esperto “si rischia una razzia”
La Pat ha comunicato che il nuovo limite massimo per la raccolta di funghi in Trentino, da 2 a 3 chilogrammi a persona al giorno, sarà attivo già da domani (sabato 2 agosto). Per il segretario nazionale dell'associazione micologica Bresadola però: “Già 2 chili sono una quantità importante, 3 a mio avviso sono troppi”

TRENTO. Raccolta funghi, in Trentino il nuovo limite massimo – da 2 a 3 chilogrammi a persona al giorno – entrerà in vigore già da domani (sabato 2 agosto). A confermarlo è la Pat, che sottolinea come con la pubblicazione della legge di assestamento del bilancio di previsione 2025-2027 la novità sia immediatamente operativa e non richieda l'attesa della modifica al regolamento provinciale.
“Si tratta – sono le parole dell'assessore provinciale alle Foreste Roberto Failoni – di un piccolo ma significativo aggiornamento pensato per andare incontro alle esigenze dei cercatori e al contempo coerente con il rispetto dell'ecosistema. Il Trentino è una terra ricca di biodiversità e valorizzare in modo responsabile le risorse del bosco è fondamentale, sia per i residenti, sia per gli ospiti che scelgono la nostra terra come meta di vacanza”.
Proprio sul fronte della sostenibilità però, critiche alla misura erano arrivate nelle scorse settimane su il Dolomiti da Gianfranco Visentin, segretario nazionale dell'associazione micologica Bresadola: “Così cresce la pressione antropica nei boschi – aveva dichiarato – personalmente sono assolutamente contrario all'aumento del limite per la raccolta dei funghi”. L'esperto aveva parlato senza mezzi termini di un rischio “razzia” nei boschi trentini: “Già 2 chilogrammi rappresentavano un quantitativo importante. Aumentare leggermente, magari per fornire più flessibilità ai raccoglitori, poteva essere una scelta sulla quale discutere, ma un aumento netto pari a 1 chilogrammo è a mio avviso esagerato”.
In termini assoluti, aveva spiegato Visentin, innalzare il limite relativo alla raccolta aumenta infatti la pressione sui contesti boschivi sia in maniera diretta – con la crescita del valore totale di funghi raccolti – sia in indiretta – rappresentando un incentivo maggiore a calcare i boschi alla ricerca di funghi. “Così – denunciava l'esperto – la 'caccia' diventa assidua. Per ogni raccoglitore si parla di un aumento fino a 1 chilogrammo in più al giorno: pensiamo quindi a fine stagione di quante migliaia di chilogrammi di funghi raccolti in più si parlerà. Personalmente non sono dell'idea di portare le persone a depredare in questo modo i nostri boschi”.
Le autorità della Pat confermano comunque che “tutte le altre regole relative alla raccolta miceti restano invariate”. In pratica “possono raccogliere funghi i residenti o i nati in un Comune della Provincia, i proprietari di boschi nei propri terreni e coloro che vantano un diritto d'uso civico. Anche i non residenti possono effettuare la raccolta, purché sia consentito nel Comune interessato e previo versamento di un contributo: va ricordato che questa possibilità è spesso esclusa nei parchi naturali e nelle foreste demaniali”.
Chi va a funghi, conclude Piazza Dante: “Deve rispettare orari precisi, dalle 7 alle 19, ed è tenuto a trasportare i funghi in contenitori rigidi e aerati, dopo averli puliti sul posto. La raccolta deve avvenire con modalità che tutelino il bosco: è vietato l'uso di rastrelli, uncini o altri strumenti che possano danneggiare il terreno o l'apparato vegetativo dei funghi”.
Qui per tutte le informazioni su norme, modalità di rilascio dei permessi e buone pratiche per una raccolta sicura e rispettosa dell'ambiente.












