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Trento
29 agosto | 19:49

Multato per non aver pulito i funghi dopo averli raccolti se la prende coi forestali ma ecco perché è importante seguire le regole, l'esperto: "Rischio per l'ecosistema boschivo''

Anche la raccolta sul posto dei funghi raccolti fa parte delle norme che regolano l'attività in Trentino: dopo il caso di un cittadino multato proprio per non aver 'ripulito' i gambi di alcuni porcini appena raccolti, il Dolomiti ha chiesto al segretario nazionale dell'associazione micologica Bresadola, Gianfranco Visentin, di fare chiarezza sull'importanza di un gesto apparentemente banale

Multato per non aver pulito i funghi dopo averli raccolti se la prende coi forestali ma ecco perché è importante seguire le

TRENTO. Tra le regole fissate dal Servizio foreste e fauna per quanto riguarda la raccolta dei funghi in Trentino, dopo i vari divieti e i limiti quantitativi – ritoccati, tra l'altro, recentemente al rialzo dalla Giunta – un obbligo in particolare può essere spesso sottovalutato: pulire i funghi sul posto, evitando di danneggiare il terreno sul quale i funghi stessi vengono raccolti.

 

Un'attenzione, quella relativa alle corrette modalità di raccolta, necessaria anche per non incappare in possibili sanzioni: in una lettera inviata all'Adige, per esempio, un cittadino trentino ha raccontato di esser stato fermato nelle scorse settimane da due guardie forestali mentre rientrava alla macchina con un cestino di funghi. Proprio per non aver pulito i gambi di tre porcini appena raccolti, l'uomo si è visto recapitare la “notifica per gli estremi della violazione”, procedendo quindi al pagamento di quanto dovuto

 

Nel suo intervento l'uomo ha espresso una critica anche nei confronti degli stessi forestali: "Consapevole di aver violato la legge - scrive - mi chiedo se i compiti della guardia forestale non siano ben altri e più importanti, come quello ad esempio di evitare che delle persone incivili abbandonino dei rifiuti nei boschi o raccolgano fiori proibiti o sfreccino nel bosco o sulle strade forestali con biciclette mettendo in pericolo delle ignare persone che passeggiano per respirare l'aria del Trentino. Forse i dirigenti del Dipartimento protezione civile, foreste e fauna dovrebbero istruire i propri dipendenti su cosa effettivamente devono fare per salvaguardare e far rispettare il territorio del Trentino".

 

Ma perché un gesto apparentemente di poco conto, come la pulizia di un fungo, risulta in realtà essere così importante?

 

“La pulizia dei funghi – spiega a il Dolomiti Gianfranco Visentin, segretario nazionale dell'associazione micologica Bresadola – deve essere effettuata sul posto per una serie di ragioni. Innanzitutto, rimuovere il terriccio e i residui che rimangono attaccati al gambo di un fungo, un porcino in questo caso, permette di evitare di andare a sporcare altri funghi raccolti, andando così a salvaguardare la qualità del prodotto”.

 

L'obiettivo, dice l'esperto, è di ridurre la quantità di residui, anche biologici, presenti sul fungo e contrastare quindi l'inevitabile processo di degradazione che i miceti subiscono quando vengono raccolti.

 

Al di là però dei singoli funghi e del loro consumo umano, la pulizia – intesa in senso lato e con una particolare attenzione non solo al micete raccolto ma a tutto il contesto boschivo – risulta estremamente importante anche a livello ambientale.

 

“La pulizia – precisa innanzitutto Visentin – deve essere effettuata delicatamente, senza rimuovere pesantemente tutti gli strati superficiali del fungo raccolto. Particolare attenzione deve essere però riservata anche al terreno nel quale il fungo si trovava, dove rimane vivo e potenzialmente vulnerabile il micelio sotterraneo dal quale il corpo fruttifero (il fungo che viene raccolto ndr) è scaturito”.

 

“La vera 'pianta' del fungo – continua l'esperto – è infatti costituita da un reticolo sotterraneo, il micelio appunto, spesso legato a livello simbiotico con le piante che lo circondano e con le quali vengono scambiati nutrimenti e 'informazioni' sotto forma di segnali chimici. La pulizia del corpo fruttifero deve quindi essere effettuata sul posto anche per ricoprire con terriccio, residui biologici e cordoni miceliari (i filamenti alla base del gambo che collegano il fungo al micelio ndr) il foro lasciato dalla raccolta del fungo stesso, evitando di lasciare il micelio esposto a possibili infiltrazioni di batteri o altri funghi dannosi”.

 

“Il rischio, in caso di danno al micelio, è che il reticolo diventi possibile veicolo patogeno anche per le piante alle quali è legato – conclude il segretario nazionale dell'associazione Bresadola – andando a danneggiare l'intera area e quindi l'ecosistema boschivo”.

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