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Trento
02 marzo | 15:19

Abbandono di rifiuti, sei multe da 1.000 euro. Trasgressori individuati dal contenuto dei sacchetti. Sono 27 in tutto le sanzioni nell'ultimo mese

In sei casi, grazie al contenuto dei sacchetti, è stato possibile risalire ai trasgressori, che dovranno pagare una multa di mille euro. La nuova sanzione amministrativa prevista in questi casi dalla fine dell’anno scorso va infatti dai 1.000 ai 3mila euro e può prevedere il fermo amministrativo di un mese per l’auto utilizzata per commettere la violazione. La Polizia Locale sta indagando anche su altri sei casi di abbandono di rifiuti sulle roste del Fersina, in zona boschiva e in altre zone verdi della città

TRENTO. Sei multe da 1.000 euro l'una per l'abbandono di rifiuti sul territorio comunale di Trento, violando le norme in vigore.

 

I controlli straordinari del martedì svolti dalla Polizia Locale di Trento e dal personale di Dolomiti Ambiente hanno portato all'individuazione di svariate tipologie di rifiuti abbandonati accanto ai cestini presenti lungo le strade, ai cassonetti o alle aree di raccolta.

 

In sei casi, grazie al contenuto dei sacchetti, è stato possibile risalire ai trasgressori, che dovranno pagare una multa di mille euro. La nuova sanzione amministrativa prevista in questi casi dalla fine dell’anno scorso va infatti dai 1.000 ai 3mila euro e può prevedere il fermo amministrativo di un mese per l’auto utilizzata per commettere la violazione.

 

"Trento è riconosciuta anche dai turisti come una città molto pulita, grazie ad un diffuso senso civico - spiega l'assessore comunale all'ambiente Michele Brugnara -. L'abbandono dei rifiuti è un fenomeno in crescita che richiede la massima attenzione. Nell'ultimo mese abbiamo intensificato i controlli con uscite settimanali della Polizia Locale insieme ad una squadra di Dolomiti Ambiente. Parallelamente stiamo lavorando sulla comunicazione con un piano di educazione ambientale nelle scuole e un'attività specifica nei condomini ritenuti più critici".

 

La Polizia Locale sta indagando anche su altri sei casi di abbandono di rifiuti sulle roste del Fersina, in zona boschiva e in altre zone verdi della città. Le verifiche in corso mirano ad individuare gli autori dell'abbandoni che, secondo la nuova normativa, si configura come reato di carattere penale.

 

E' infatti prevista una sanzione che varia in base alla tipologia del rifiuto e di chi commette l'infrazione. Per gli episodi meno gravi, quando coinvolgono privati, l'ammenda varia da 1.500 a 18mila euro. Nel caso in cui, invece, siano coinvolte imprese o in presenza di rifiuti pericolosi, sono previste sanzioni che possono comprendere ammende da 1.500 a 27mila euro e la reclusione da sei mesi a due anni.

 

 

Nell'ultimo mese sono state 27 le violazioni (accertate) della regole della raccolta differenziata: le irregolarità, sanzionate con multe da 54 euro l'una, riguardano la mancata separazione dei rifiuti riciclabili, l'errato giorno di esposizione di sacchetti e contenitori e il loro mancato ritiro dopo gli svuotamenti. Si tratta di violazioni che possono creare disagio quando i contenitori ingombrano i marciapiedi, rendendo difficoltosa la circolazione e diventando attrattori di sporcizia.

 

Il deposito di rifiuti per strada o in luoghi più o meno nascosti è tra gli argomenti più frequenti delle segnalazioni inviate al Comune dai cittadini, perché l’abbandono di sacchi e materiali vari influisce non solo sulla pulizia dei luoghi, ma anche sul loro decoro, mettendo in moto fenomeni di degrado diffuso difficili poi da eliminare.

 

Da ottobre 2025 la Polizia Locale utilizza un sistema di videosorveglianza mobile, collocato nei punti dove l’abbandono dei rifiuti si verifica con maggiore frequenza. I controlli con l’utilizzo di telecamere di videosorveglianza vengono effettuati in aree che permettono l’installazione e la collocazione di apposita segnaletica. Le telecamere rappresentano uno strumento importante per individuare i responsabili, anche se l’identificazione resta spesso complessa.

 

Esemplare è la situazione di via Lavisotto, dove l’abbandono di rifiuti è un problema ricorrente, segnalato più volte da residenti, con cumuli di sacchetti e ingombranti che ostruiscono marciapiedi, attirando anche animali e creando degrado. Proprio in via Lavisotto è stata installata una fototrappola, che costituisce un sia deterrente sia uno strumento importante per individuare i responsabili dei comportamenti incivili.

 

Nelle prossime settimane ne sarà installata una anche al parco Duca d’Aosta, altra zona critica al centro delle segnalazioni dei cittadini. Parallelamente nei prossimi mesi l’Amministrazione comunale potenzierà l’educazione ambientale insieme a Dolomiti Ambiente promuovendo incontri e iniziative nelle Circoscrizioni, nelle scuole e nei condomini in cui la raccolta differenziata è problematica.

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