Boom di intossicati per il ''fungo dell'ulivo'', l'esperto: ''Facile distinguerli dai 'galletti' ma in generale bisogna essere informati. Serve più attenzione e ben vengano i controlli''
Gianfranco Visentin, segretario nazionale dell’Associazione micologica Bresadola, ha spiegato a il Dolomiti, come evitare possibili incidenti e traccia un primo bilancio di una stagione molto positiva: ''E' capitato di trovare persone con decine di chili di funghi nei propri cesti. Ritengo giusto che ci siano i controlli perché tutti gli anni capitano casi di persone che finiscono per fare delle vere e proprie razzie nei boschi''

TRENTO. La stagione di raccolta dei funghi è già inoltrata e si iniziano a fare i primi bilanci. Un’annata in linea con la precedente, anche se si registra un preoccupante aumento degli incidenti e delle intossicazioni, spesso causati dalla disinformazione e dalla mancanza di esperienza tra i raccoglitori. L’ultimo episodio è accaduto proprio ieri in Toscana, dove sono stati registrati numerosi casi di intossicazione da Omphalotus olearius, conosciuto anche come “fungo dell’ulivo”, spesso scambiato per il più noto fungo “galletto”. Gianfranco Visentin, segretario nazionale dell’Associazione micologica Bresadola, ha spiegato a il Dolomiti, come evitare possibili incidenti e traccia un primo bilancio di una stagione molto positiva.
In Toscana i casi di intossicazione da “fungo dell’ulivo” sono in aumento, solo a settembre sono stati registrati 15 casi. Come si possono prevenire incidenti simili?
È una storia che viene fuori quasi tutti gli anni. Sicuramente queste persone non sono informate sufficientemente sui funghi, anche perché queste due tipologie hanno colori completamente diversi. Il Cantharellus cibarius noto come “galletto”, cresce sul terreno e non sul legno, non ha tagli così grandi, e non presentano delle vere e proprie lamelle, per questo un occhio leggermente attento potrebbe capire che sta commettendo un errore. Nel periodo autunnale di solito le Usl (Unità Sanitarie Locali) in giro per l’Italia a livello regionale, mandano delle comunicazioni per segnalare possibili intossicazioni. E comunque vale sempre questo importante consiglio per chi va a funghi: portate a controllare il raccolto all’ispettorato micologico. In Trentino al momento non abbiamo notizie di intossicazioni.
Manca poco più di un mese alla fine della stagione, si possono fare i primi bilanci?
La stagione sta andando bene, anche se attualmente siamo in un momento un po' di magra a causa delle fiere e delle mostre. I funghi commestibili come finferli e boleti sono pochi, ma c’è una grande rifioritura per quanto riguarda altre specie che tendenzialmente si portano alle mostre. Rispetto alla scorsa stagione c’è stato solo uno spostamento temporale: l’anno scorso la fioritura è cominciata nel mese di agosto, quest’anno invece si è spostata un po' più avanti anche a causa delle piogge primaverili e del freddo, ma i generale è stata una buona annata.
Sono aumentati i controlli nei boschi trentini per monitorare la raccolta?
In Trentino c’è stata una buona fioritura fino alla settimana scorsa, e per questo in alcune zone hanno fatto delle grandissime raccolte. Serve un po' di attenzione perché i controlli sono aumentati, ed è capitato di trovare persone con decine di chili di funghi nei propri cesti. Ritengo giusto che ci siano perché tutti gli anni le persone perdono il controllo e fanno delle vere e proprie razzie nei boschi.
Dal 2 agosto, in Trentino il limite giornaliero per la raccolta dei funghi è passato da 2 a 3 chili a persona. Secondo lei questo aumento a livello ambientale è sostenibile?
Come già dichiarato in passato, sono contrario all’aumento di questo limite, ma se dobbiamo parlare da un punto di vista ambientale può essere considerato sostenibile perché ogni anno, quintali di funghi marciscono perché non vengono raccolti; quindi, l’aumento del limite da questo punto di vista può essere un bene. Allo stesso tempo però, quando si danno dei limiti, tendenzialmente le persone li sforano sempre e vanno oltre alle regole. Ora in Trentino è possibile raccogliere fino ad un massimo di 3 chili di finferli, 3 chili di porcini e 3 chili di amanita caesarea. A differenza nostra invece la normativa del Veneto pone un limite di 3 chili, ma diviso per un chilo di ogni tipologia, mettendo una barriere di peso che ne limita la raccolta. Bisogna in ogni caso sempre stare attenti sulle normative vigenti per ogni regione, chi vuole andare a funghi deve prima informarsi. Noi come associazione abbiamo creato all’interno del nostro sito, un link che permette di andare direttamente all’informativa che spiega la quantità da raccogliere e i giorni in cui si possono raccogliere.
In questa stagioni sono stati tanti gli incidenti, a volte mortali, di fungaioli anche esperti nei boschi. Quali sono i comportamenti da adottare per chi vuole andare a raccogliere funghi?
Prima di tutto è molto importante controllare le previsioni, per capire cosa è successo 2-3 giorni prima nel luogo in cui si andrà a raccogliere, e comprendere come sarà l’ambiente. Poi è importante avere un abbigliamento adeguato, con le giuste scarpe, un cambio e un impermeabile per le possibili piogge. Una cosa che consiglio è vestirsi con colori accesi, come ad esempio il rosso, perché permette in caso di emergenza, di essere individuato anche a grandi distanze, rispetto al verde mimetico che si usa solitamente.


















