Microplastiche nell'Artico e in Antartide: cosa ci dicono gli uccelli marini
''Gli uccelli marini ai poli. Preziose sentinelle di microplastiche'' è il titolo dell'incontro con Davide Taurozzi, biologo e ricercatore Università Roma Tre al Muse il primo aprile

TRENTO. Microplastiche e nanoplastiche sono arrivate anche nelle aree più remote del pianeta: l’Artico e l’Antartide. Spesso considerate tra gli ultimi ambienti incontaminati della Terra, ormai anche queste regioni stanno subendo in modo crescente gli effetti dell’inquinamento di origine antropica.
L'incontro della rassegna “Talk Biodiversi”, programmato mercoledì 1° aprile alle 20:45 al Museo delle Scienze di Trento (Muse), sarà proprio incentrato su queste urgenti questioni. Ospiti della serata saranno Davide Taurozzi, biologo ambientale e ricercatore presso l’Università Roma Tre ed Elisabetta Filosi, zoologa del Muse.
Durante l’evento sarà dedicata particolare attenzione all’impatto che questi “microscopici rifiuti” hanno sugli uccelli marini: animali strettamente legati all’ambiente oceanico si nutrono in mare aperto, si riproducono lungo le coste e trascorrono gran parte della loro vita in acqua. Pinguini reali, urie, stercorari e fulmari diventano così simboli di una problematica globale, contribuendo in modo significativo al lavoro di ricercatrici e ricercatori.
Gli uccelli marini sono autentiche sentinelle ecologiche: attraverso il loro stato di salute è possibile monitorare le condizioni degli ecosistemi marini e polari. Tuttavia, il loro ruolo come indicatori dell’inquinamento da plastica è ancora poco esplorato e richiede ulteriori studi per essere pienamente compreso e valorizzato.
L’evento di mercoledì sera rappresenterà quindi l’occasione per approfondire, sensibilizzare e riflettere su una delle sfide ambientali più gravi del nostro tempo. L'ingresso all’evento è libero e sarà inoltre accessibile anche alle persone sorde grazie alla traduzione simultanea in LIS (Lingua dei Segni Italiana) a cura di ENS Trento.












