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| 02 novembre | 18:17

Mitigare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la qualità dell'aria: tra 'boschi in pianura' e nuovi parchi urbani, oltre 1 milione in arrivo in Veneto

Approvato dalla Giunta regionale veneta il bando “boschi in pianura”, che mette a disposizione una dotazione complessiva di oltre 1 milione di euro per portare nuovi boschi, parchi urbani, siepi e filari alberati nella pianura veneta o ampliare quelle esistenti

Mitigare gli effetti del cambiamento climatico e migliorare la qualità dell'aria
di Redazione

VENEZIA. Dalla Regione Veneto oltre un milione di euro per nuovi “boschi in pianura” e parchi urbani. Ad annunciarlo è il presidente, Alberto Stefani, che ha legato la messa a disposizione delle risorse alla necessità di fronteggiare gli effetti del cambiamento climatico e al miglioramento della qualità dell'aria.

 

“Il Veneto – sono le parole di Stefani – ha bisogno di restituire spazio alla natura dove l'urbanizzazione e le attività umane hanno trasformato il paesaggio. Con questo bando, contribuiamo a creare nuovi luoghi di biodiversità, aree verdi accessibili, fasce alberate capaci di migliorare la qualità dell'aria e dell'acqua e mitigare gli effetti del cambiamento climatico. Abbiamo scelto di finanziare fino al 100% della spesa ammissibile proprio per consentire agli enti di tradurre i progetti in interventi rapidi a beneficio dei nostri centri urbani”.

 

Il bando – chiamato, appunto, “boschi in pianura” – è stato approvato dalla Giunta e mette a disposizione, per la precisione, 1.025.425 euro per portare “nuovi boschi, parchi urbani, siepi e filari alberati nella pianura veneta o ampliare quelle esistenti”.

 

“Questa misura – dice l'assessore all'agricoltura e foreste Dario Bond – interviene in un territorio, quello della pianura, dove la presenza di nuove formazioni arboree e arbustive può produrre benefici ambientali molto significativi. Puntiamo a sostenere progetti di qualità, realizzati con specie autoctone e adatte alle condizioni climatiche ed ecologiche locali, che possano durare nel tempo. Per questo il bando prevede anche un impegno di mantenimento degli impianti per almeno vent'anni”.

 

“Piantare nuovi alberi nella pianura veneta – aggiunge Elisa Venturini, assessora regionale all'ambiente – significa aiutare i nostri paesi e le nostre città ad affrontare il caldo. Gli alberi fanno ombra, riducono il riscaldamento di strade e piazze e, attraverso le foglie, rilasciano umidità che contribuisce a rinfrescare l'ambiente. Sono un alleato concreto per contenere le temperature e rendere più vivibili gli spazi all'aperto, soprattutto per anziani, bambini e persone fragili. Boschi, siepi e filari assorbono inoltre anidride carbonica e offrono rifugio a molte specie animali. Per ottenere benefici duraturi dobbiamo scegliere le piante adatte e prendercene cura nel tempo”.

 

Il bando, in particolare, finanzia tre tipologie di intervento: boschi naturaliformi (in aree agricole e non agricole, con finalità ambientali, paesaggistiche e ricreative), parchi e aree verdi urbane (spazi verdi con prevalenti finalità socio-ricreative), siepi e filari alberati (nuovi impianti nelle aree agricole, per rafforzare la continuità ecologica e diversificare il paesaggio rurale).

 

Gli interventi, continua la Regione: “Dovranno utilizzare specie arboree e arbustive autoctone e di antico indigenato, compatibili con le condizioni ambientali e climatiche locali. Sono esclusi gli impianti di arboricoltura da legno a ciclo breve e medio-lungo e le formazioni a rapido accrescimento. Possono presentare domanda le amministrazioni pubbliche, i Consorzi di bonifica, le fondazioni e le associazioni riconosciute e non riconosciute, purché prive di carattere d'impresa e in possesso dei requisiti previsti dal bando. Ogni soggetto può presentare una sola domanda. La superficie minima ammissibile è di 2.000 metri quadrati, oppure di 200 metri lineari. Le domande dovranno essere trasmesse tramite Pec a Veneto Agricoltura, incaricata della gestione del bando. I lavori dovranno essere completati entro 24 mesi dalla comunicazione di concessione del contributo. Una volta realizzati, gli impianti dovranno essere mantenuti per almeno vent'anni”.

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