"Solidarietà al popolo ladino, i toponimi non sono etichette di marketing da aggiornare", 'Plan de Corones' sparisce dal rebranding turistico: "Noi friulani al vostro fianco"
Dal Friuli arriva la solidarietà dell'istituto culturale Pre Checo Placerean: "Condividiamo con voi le stesse radici linguistiche retoromanze e la stessa quotidiana battaglia per la tutela dei diritti delle minoranze alpine. Sappiamo bene che la vera attrattività di un territorio non risiede nell'omologazione o nel mero profitto, ma nella sua identità autentica e plurale"

PLAN DE CORONES. "Fratelli e amici della comunità ladina, visto il nostro impegno nella difesa e valorizzazione della nostra identità friulana, ci sentiamo in dovere di esprimere la nostra più profonda e convinta solidarietà al popolo ladino in merito alla grave scelta di eliminare il toponimo Plan de Corones nel recente rebranding turistico in favore della sola denominazione Kronplatz".
A intervenire nell'aspra polemica innescata dalla sparizione della dicitura ladina "Plan de Corones" nella rinnovata brand identity turistica del comprensorio (qui l'articolo).
Dopo la dura presa di posizione dell'Union Generela di Ladins dles Dolomites e degli Schützen (qui l'articolo), nel dibattito sul tema arriva anche l'intervento deciso del presidente dell'Istituto culturale friulano "Pre Checo Placerean" Geremia Gomboso all'interno di un documento firmato anche dal parlamentare della XVIII Legislatura Guido Germano Pettarin.
"I toponimi storici - si legge - non sono semplici etichette di marketing o diciture commerciali intercambiabili: sono la memoria viva della terra, l'anima di chi la abita e il frutto di conquiste identitarie difese con sacrificio dalle generazioni prima di noi. Ridurre o cancellare la lingua ladina nel nome di presunte strategie promozionali non è un'innovazione, ma un'amara forma di impoverimento culturale. Paradossalmente, va contro anche le moderne tecniche del marketing turistico che anziché vendere un 'prodotto' propongono una 'esperienza'. E l’esperienza per un turista di immergersi in un ambiente culturale unico genera valore aggiunto, e quindi reddito, ben superiore alle offerte standardizzate".
"Come friulani, condividiamo con voi le stesse radici linguistiche retoromanze e la stessa quotidiana battaglia per la tutela dei diritti delle minoranze alpine. Sappiamo bene che la vera attrattività di un territorio non risiede nell'omologazione o nel mero profitto, ma nella sua identità autentica e plurale".
"Siamo al vostro fianco - si conclude la lettera - nel rivendicare che la dignità della lingua e della storia ladina venga pienamente rispettata e ripristinata in tutta l’ampia varietà della comunicazione ufficiale. La diversità linguistica alpina non è un ostacolo al turismo, ma il suo valore più grande e inalienabile. Con fraternità e fermezza".













