"Qui non si parla tedesco", il Comune della Vigolana dice no al cartello "Benvenuti nel Tirolo riunificato"
L'Andreas-Hofer-Bund e gli Schützen della Vigolana protestano: "Non chiediamo privilegi, ma il rispetto di una memoria condivisa. Restiamo aperti al dialogo, ma ci riserviamo di intraprendere passi legali e organizzativi nelle sedi competenti"

VIGOLANA. “Qui non si parla tedesco”. Questa la secca risposta dell’amministrazione comunale di Altopiano della Vigolana alla richiesta di installazione di un cartello di benvenuto che racconti la storia del territorio. A riportarlo è l'associazione Andreas-Hofer-Bund, che racconta di non aver ricevuto il beneplacito delle autorità e accusa: “Non chiediamo privilegi, ma il rispetto di una memoria condivisa”.
Il motivo della discordia è la richiesta, da parte degli Schützen della Vigolana, di utilizzare una struttura comunale vuota per un’installazione artistica itinerante dell'Andreas-Hofer-Bund. In particolare si tratterebbe di un cartello di benvenuto e arrivederci, di quelli che si trovano all’inizio dei paesi per intenderci, ma in tedesco. Il testo è "Grüß Gott und willkommen im wiedervereinten Tirol", che tradotto significa "Salve e benvenuti nel Tirolo riunificato". Sotto la frase ci sarebbe una mappa, rappresentante il Tirolo storico unito.
Dall’amministrazione comunale è però arrivato un deciso rifiuto, stando a quanto riportato dalla Schützenkompanie Vigolana "Alois Zimmeter". Alla richiesta di spiegazioni da parte dell’associazione, la risposta sarebbe stata “Qui non si parla tedesco”.
“L’opera era stata concepita come uno stimolo alla riflessione e al dialogo con i cittadini. Il suo obiettivo era quello di ricordare la storia e l’identità tirolese di queste valli, che costituiscono parte integrante del patrimonio culturale locale. Il rifiuto ingiustificato viene percepito dall'associazione e da numerosi cittadini come un gesto lesivo nei confronti della propria storia e delle radici storiche della regione”, scrivono dall’associazione
“Siamo semplicemente allibiti di fronte a questo atteggiamento di chiusura. Non chiediamo privilegi, ma solo il rispetto che si deve a una memoria condivisa – dichiara il presidente dell'Andreas-Hofer-Bund, Alois Wechselberger –. Per noi è del tutto incomprensibile come un’installazione temporanea, rispettosa dei luoghi e delle regole, possa essere trattata come un problema da eliminare. Ciò vale a maggior ragione se si considera che la struttura comunale designata è vuota da cinque anni e non aspetta altro che essere finalmente animata da un caloroso “Benvenuto!””.
Non è la prima volta che questa "installazione artistica" genera dissensi. Già in passato era stata posta in altri territori, come al Brennero o in Vallagarina, scatenando risposte o perplessità tra la popolazione e le amministrazioni locali.
Alle proteste dell’Andreas-Hofer-Bund si aggiungono anche quelle della Schützenkompanie Vigolana, che in un articolo sul proprio sito scrive: “Il verde di quest’area è stato curato, gratuitamente e per senso civico, dagli Schützen della Vigolana. Proprio loro hanno chiesto di collocarvi un’installazione artistica itinerante: un cartello che racconta la storia di questa terra. Invitiamo l’amministrazione a riconsiderare la propria decisione”.
L’associazione fa sapere di non voler chiudere la porta al dialogo e rimane disponibile ad instaurare una conversazione con l’amministrazione dell’Altopiano, pur riservandosi di “intraprendere passi legali e organizzativi nelle sedi competenti”.













