“Benvenuti nel Tirolo riunificato”, provocazione al Brennero. Urzì: “Le autorità austriache sono indifferenti alla scortesia verso la Repubblica italiana?
Dopo gli episodi del cippo di confine coperto e del cartello sull'occupazione coloniale ora una nuova provocazione. Per il deputato di Fratelli d'Italia: "Una triste messa in scena, nulla di più”

BRENNERO. “Salve e benvenuti nel Tirolo riunificato”. Questa la scritta impressa nel grande cartello che è stato posizionato in questi giorni ad un metro dal confine del Brennero.
L'ennesima azione dopo quelle che si sono susseguite in queste settimane. Ad ottobre era apparso il cippo di frontiera coperto da una bandiera e poi anche un cartello recante un messaggio nel quale si parla di "occupazione coloniale dell'Alto Adige" con annessa "rivendicazione di secessione non solo della provincia di Bolzano, ma anche di quella di Trento sino alle porte di Verona".
C'era poi stato anche il caso che ha riguardato Jannik Sinner (Qui l'articolo), il campione azzurro del tennis, con l'attacco arrivato dagli Schützen, in particolare dal comandante dei Cappelli piumati dell'Alto Adige Christoph Schmid (dopo l’intervento dell’azzurro nel quale aveva detto di essere “orgoglioso di essere italiano” e “felice di esser nato in Italia e non in Austria o da un’altra parte”). Schmid aveva commentato parlando di “parole poco meditate che fanno male”.
Ora, dopo poche settimane dalle ultime azioni al Brennero, è arrivata l'ennesima, con un nuovo cartello con tanto di mappa del Tirolo storico.
“Al Brennero, dopo il tentativo di oscurare il cippo di frontiera di qualche giorno fa, è stata installata a un metro dal confine una targa in cui si rivendica la riunificazione del Tirolo (Alto Adige e Trentino compresi, e viene da sorridere) sotto l’Austria. Una triste messa in scena, nulla di più” ha commentato il deputato bolzanino di Fratelli d’Italia, Alessandro Urzì, dal suo profilo Facebook. “Tutti coloro che entrano in Italia dalla statale – continua – tocca sorbirsela. Va bene che siamo su un prato privato, ma le autorità austriache sono indifferenti alla scortesia verso la vicina ed amica Repubblica italiana?”












