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Bolzano
26 ottobre | 13:24

"Il nome ladino 'Plan de Corones' eliminato dal logo per esigenze di marketing? Una scelta inaccettabile, un grave danno per la lingua e i territori"

L'appello di Roland Verra (Union Generela di Ladins dles Dolomites): "Nel logo 'Kronplatz Dolomites' va reinserito il nome ladino, non si può cancellare un elemento fondamentale di un patrimonio toponomastico millenario"

Il nome ladino 'Plan de Corones' eliminato dal logo per esigenze di marketing?
di Redazione

BRUNICO. "La decisione di eliminare il nome ladino 'Plan de Corones' dal logo di 'Kronplatz Dolomites' rappresenta un grave danno per la lingua ladina e per i territori ladini".

 

Non usa giri di parole per esprimere il proprio disappunto Roland Verra, presidente della Union Generela di Ladins dles Dolomites: la reazione arriva a poche ore dall'annuncio del "nuovo posizionamento" e del restyling del marchio di un brand fino ad oggi noto soprattutto per il turismo invernale ma che ora vuole "valorizzare ulteriormente le altre componenti della propria offerta turistica: la primavera, l’estate e l’autunno, la cultura e l’enogastronomia, l’escursionismo e il ciclismo".

Un annuncio, con tanto di nuovo logo (nell'immagine la 'cronistoria'), che però ha "perso per strada" alcuni elementi considerati da Verra imprescindibili: "È possibile che alla base di questa scelta - scrive il presidente riferendosi all'assenza del nome ladino "Plan de Corones" - vi siano considerazioni di marketing, ma le conseguenze per la visibilità della denominazione ladina sono estremamente negative. A livello internazionale, nella pubblicità e sui social media, il nome ladino scompare, mentre anche a livello locale viene cancellato un elemento fondamentale di un patrimonio toponomastico millenario". 

 

Quindi l'appello a un cambio di strategia: "La Union Generela di Ladins dles Dolomites - si legge - invita i responsabili a rivedere questa decisione e a reinserire il nome ladino nel logo".

 

"Non è accettabile che, per motivazioni puramente materialistiche, si rinunci alla denominazione originaria ladina. Una simile scelta va nettamente contro gli sforzi di conservazione e tutela della lingua e della cultura ladina, che costituiscono uno dei doveri fondamentali della nostra autonomia provinciale". 

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