Polemiche sul Dolomiti Ski Jazz: "L'Azienda per il turismo abbandona l'evento". La replica: "Trent'anni di ottima musica ma necessaria riflessione sul festival"
Il Comitato organizzatore attacca l'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra per la rinuncia al sostegno del Dolomiti Ski Jazz con "motivazioni generiche quali scelte di marketing. Evento considerato troppo di nicchia". La replica: "Dopo trent’anni di storia, le due Apt riflettono sul futuro delle iniziative musicali del territorio, tra riconoscenza per il percorso compiuto e rinnovamento dell’offerta per un pubblico internazionale e plurigenerazionale"

CAVALESE. E' polemica sul futuro del Dolomiti Ski Jazz. Il Comitato organizzatore lamenta in particolare il mancato rinnovo del sostegno all'iniziativa da parte dell'Azienda per il turismo a un appuntamento trentennale. Le Apt pur riconoscendo storia e tradizione dell'evento parlano di una riflessione sull'evoluzione del festival e del turismo più in generale perché i tempi sono cambiati.
La decisione è stata presa dal Consiglio di amministrazione dell'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra. "Il genere musicale del festival - dice Enrico Tommasini dell'Associazione Cultura & Musica La Grenz - sarebbe considerato troppo di 'nicchia e difficile' e quindi si intenderebbe utilizzare le risorse economiche e lo sforzo organizzativo e promozionale verso generi musicali più popolari e di facile fruizione, che corrispondano meglio a un’idea di intrattenimento turistico".
La scelta del Cda è stata "fortemente condizionata dall’uscita dall’organizzazione dell’evento di Apt Fassa, comunicata il 23 luglio scorso con motivazioni generiche quali scelte di marketing", aggiunge Tommasini. "Le Valli di Fiemme, Cembra e Fassa vengono così a perdere un appuntamento culturale e turistico di rilievo internazionale nato nel 1996, che si è affermato tra i Festival Jazz più importanti e originali del panorama internazionale della stagione invernale".
Nato su iniziativa di Paola Larger, Bruno Felicetti e Paolo Longo, nel corso di trent’anni di attività Dolomiti Ski jazz ha ospitato sulle terrazze dei rifugi, nei locali e nei teatri interpreti internazionali del jazz, le nuove promesse e ha rappresentato un imperdibile appuntamento per numerosi ospiti provenienti da tutta Italia e Europa.
"In un tempo in cui si ragiona di overtourism, sembra strano che si decida di abbandonare un’iniziativa considerandola troppo 'esclusiva e di nicchia' per destinare le risorse a eventi più leggeri e popolari con l’obiettivo di coinvolgere un pubblico più ampio", prosegue Tommasini. "Si è scelta la quantità del pubblico, speriamo non a scapito della qualità della proposta. L’intenzione di proseguire non verrà comunque abbandonata e nei prossimi giorni si intende verificare la disponibilità di operatori, musicisti e associazioni culturali del territorio a proseguire l’esperienza".
A intervenire le Aziende per il turismo Fiemme e Cembra e quella di Fassa con l'intento di riportare l’attenzione sulla storia e sul valore di un progetto che, nell’arco di trent’anni, ha rappresentato un’importante occasione di promozione culturale e turistica del territorio.
"E' stata un'intuizione capace di portare il jazz tra le montagne, nei rifugi e nei paesi della valle. Un progetto promosso e organizzato dall’Apt Val di Fiemme che, nel corso degli anni, è cresciuto fino ad assumere dimensioni importanti, anche grazie alla collaborazione e alla condivisione con i territori vicini, tra cui la Val di Fassa e la sua Azienda per il turismo. Un percorso collettivo, al quale hanno contribuito numerosi soggetti, istituzioni, operatori e professionisti", dicono le Aziende per il turismo attraverso una nota congiunta. "Tra questi Enrico Tommasini, al quale è stata affidata la direzione artistica del festival e che, con il proprio lavoro, ha accompagnato la manifestazione nel suo lungo cammino. A lui, agli artisti e a tutte le persone che hanno collaborato nelle diverse edizioni va il sincero ringraziamento delle due Apt".
"Una valutazione che rientra nelle responsabilità di chi è chiamato a programmare le iniziative e a orientare le risorse verso proposte capaci di rispondere alle esigenze del territorio e dei suoi ospiti", commenta Paolo Gilmozzi, presidente dell'Azienda per il turismo val di Fiemme e Cembra. "Dopo trent’anni, riteniamo naturale avviare una riflessione sull’evoluzione del festival, nel rispetto della sua storia e del lavoro svolto. Ringraziamo Enrico Tommasini per il contributo offerto nell’ambito degli incarichi professionali affidatigli dall’Apt nel corso degli anni, così come tutte le persone che hanno collaborato alla realizzazione della manifestazione. È con questo spirito di riconoscenza e serenità che intendiamo affrontare questa fase".
Insomma la lunga storia del Dolomiti Ski Jazz e i cambiamenti intervenuti nel panorama turistico e culturale hanno portato l’Apt Val di Fiemme e Cembra e l’Apt Val di Fassa a dover avviare una riflessione sulla sua evoluzione.
"Desideriamo esprimere il nostro apprezzamento per il lavoro svolto da Enrico Tommasini e dagli artisti che, in questi trent’anni, hanno contribuito alla qualità e all’identità del Dolomiti Ski Jazz. Un patrimonio di esperienze che merita riconoscimento e rispetto. Nello stesso arco di tempo, però, sono cambiati gli ospiti delle nostre valli e sono mutate le loro aspettative, le sensibilità e le modalità di vivere la vacanza. È quindi nostro compito accompagnare questi cambiamenti con un rinnovamento dell’offerta, anche nell’ambito delle rassegne culturali invernali, per abbracciare gusti e sensibilità diversi e unire un pubblico internazionale ampio e plurigenerazionale", conclude Fausto Lorenz, presidente dell’Apt Val di Fassa.














