L'Azienda per il turismo abbandona il Dolomiti Ski Jazz, l'appello: "Quale idea di cultura vogliamo promuovere per il nostro territorio?"
Dopo l'intervento dell'Azienda per il turismo, la replica del direttore artistico di Dolomiti Ski Jazz: "Sono molto d'accordo sull'esigenza di adeguare l'offerta a un pubblico internazionale e intergenerazionale ma non capisco come questo deve prevedere l'abbandono di una trentennale proposta di alta qualità". C'è anche un appello della pianista Rita Marcotulli, supportata da musicisti, artisti e appassionati: "La cultura non si misura in numeri, si misura in valore"

CAVALESE. "Sono molto d'accordo sull'esigenza di adeguare l'offerta a un pubblico internazionale e intergenerazionale ma non capisco come questo deve prevedere l'abbandono di una trentennale proposta di alta qualità". A intervenire è e Enrico Tommasini dell'Associazione Cultura & Musica La Grenz e direttore artistico di Dolomiti Ski Jazz. "Quale idea di cultura vogliamo promuovere sul nostro territorio?". E c'è anche un appello della pianista Rita Marcotulli, supportata da musicisti, artisti e appassionati per non disperdere questa esperienza.
Nato su iniziativa di Paola Larger, Bruno Felicetti e Paolo Longo, nel corso di trent’anni di attività Dolomiti Ski Jazz ha ospitato sulle terrazze dei rifugi, nei locali e nei teatri interpreti internazionali del jazz, le nuove promesse e ha rappresentato un imperdibile appuntamento per numerosi ospiti provenienti da tutta Italia e Europa.
La collaborazione è stata di valore e molto positiva ma la decisione dell'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra, con l'Apt val di Fassa, è stata quella di rivedere il sostegno del festival: "Dopo trent’anni di storia, le due Apt riflettono sul futuro delle iniziative musicali del territorio, tra riconoscenza per il percorso compiuto e rinnovamento dell’offerta per un pubblico internazionale e plurigenerazionale" (Qui articolo).
"Apprezzo molto i suoi ringraziamenti per il lavoro fin qui svolto", commenta Tommasini. "Anch'io ringrazio per lo splendido costante sostegno. Abbiamo anche affrontato momenti critici superandoli con convinzione e determinazione. Ho lavorato piacevolmente e in armonia con tutto lo staff e con il sostegno da parte del direttore. Niente da dire. Ora Paolo Gilmozzi ricorda che Dolomiti Ski Jazz è un’iniziativa di Apt. Sembra sottintendere che, com’è stata creata può essere distrutta. Permettetemi di dissentire, penso che dopo trent’anni il Festival appartenga soprattutto alla gente delle nostre valli e della regione, ai nostri ospiti, ai musicisti e a tutti gli appassionati, ai gestori dei rifugi, dei locali, ai Comuni, alle associazioni. Tutti questi ci hanno messo partecipazione, lavoro e anche soldi".
Ecco anche una lettera per mantenere questo appuntamento trentennale: "Un'occasione di incontro tra musica, territorio e persone. Un progetto che contribuisce a diffondere la cultura musicale, valorizzare le Dolomiti e offrire spazio anche a musicisti e talenti emergenti".
LA CULTURA NON SI MISURA IN NUMERI. SI MISURA IN VALORE
Sempre più spesso sembra prevalere una logica che misura il valore delle iniziative soprattutto attraverso i numeri delle presenze, trascurando la qualità artistica, la ricerca, la capacità di creare nuove opportunità e il contributo alla crescita culturale di una comunità.
Il Dolomiti Ski Jazz rappresenta un’occasione di incontro tra musica, territorio e persone. Un progetto che contribuisce a diffondere la cultura musicale, valorizzare le Dolomiti e offrire spazio anche a musicisti e talenti emergenti.
La musica non è soltanto intrattenimento: è conoscenza, condivisione, ricerca e dialogo. È uno strumento capace di avvicinare persone, culture e generazioni diverse, trasformando le differenze in una ricchezza comune.
E il jazz è davvero una musica di nicchia?
Festival come Umbria Jazz, Time in Jazz e Ravenna Jazz, per citarne alcuni, dimostrano quanto questa musica sappia coinvolgere un pubblico ampio, appassionato e internazionale. Anche esperienze come I Suoni delle Dolomiti testimoniano il desiderio di vivere proposte artistiche di qualità in luoghi di straordinaria bellezza.
Le Dolomiti possiedono un patrimonio naturale e culturale unico. Valorizzarlo significa anche investire in progetti capaci di distinguersi, attrarre nuovi pubblici e offrire esperienze che arricchiscano il territorio ben oltre la durata di un evento.
Le risorse pubbliche destinate alla cultura dovrebbero sostenere non soltanto ciò che richiama già grandi numeri, ma anche quelle iniziative che, pur avendo un significativo valore artistico e sociale, faticano maggiormente a trovare sostegno attraverso il mercato.
Non si tratta di contrapporre generi musicali o pubblici diversi, ma di garantire pluralità, qualità e pari opportunità. Una politica culturale lungimirante deve saper guardare oltre i risultati immediati e riconoscere il valore degli investimenti che contribuiscono alla crescita di una comunità.
Per questo auspichiamo che si possa riaprire un dialogo tra organizzatori, istituzioni ed enti turistici, individuando nuove forme di collaborazione per salvaguardare e sviluppare un’esperienza culturale che può ancora offrire molto.
La cultura non è un lusso, né una spesa da sacrificare quando i numeri non soddisfano le aspettative. È un investimento nell’identità, nella sensibilità e nel futuro di un territorio.
La cultura va promossa, non impoverita. La musica va sostenuta, non sacrificata. Le Dolomiti meritano una visione culturale all’altezza della loro bellezza. Perché il valore della cultura non si misura soltanto contando le persone che partecipano, ma anche considerando ciò che lascia nelle persone e nei luoghi.
Rita Marcotulli
Peppe Servillo
Fabrizio Bosso
Furio di Castri
Paolo Fresu
Javier Girotto
Ares Tavolazzi
Israel Varela
Pietro Tonolo
Ada Montellanico
Maria Pia de Vito
Mattia Barbieri
Amanda Sandrelli
Danilo Rea
Carla Marcotulli
Franco D’Andrea
Mirko Pedrotti
Toti Cannistraro
Roberto Gorgazzini
Leo Virgili
Roberto Gatto
Franco Testa
Emanuele Maniscalco
Alfonso Santimone
Mauro Beggio
Roberto Soggetti
Edoardo Brunello
Massimiliano Milesi
Roberto Beggio
Gabriele Vianelli
Andrea Balasso
Fabio De Angelis
Paola Larger
Mattia Scarabottolo
Matteo Rossetto
Michele Casciaro
Monica Zanella
Helga Plankensteiner
Michael Lösch
Michele Garbari
Stefano Olivato
Fiorenza Gherardi De Candei
Enrico Pieranunzi
Alan Farrington
Stefano Malchiodi
Giancarlo Maurino
Erika Petti
Michele Bazzanella
Enrico Perigozzo
Domenico Santaniello
Cesare Bartesaghi
Rosalia Marchetto
Amdrea Caggiari
Maria Chiara Orlando
Ettore Fioravanti
Mario Raja
Paolo Birro
Francescopaolo Luise
Marcello Tonolo
Gianni Segat
Fiorenzo Zeni
Luca Bulgarelli
Sandra Artioli
Irene Fornasa
Luca Boscagin
Beatrice Birro
Greta Panettieri
Giulio Corini
Francesca Bertazzo
Marco Micheli
Maddalena Bertelli
Fernando Diaz
Alessandra Cassinelli Soldà
Giancarlo Bianchetti
Ellade Bandini
Foscarina Ferrazzuto
Luca Dorotea
Maddalena Deodato
Massimo Meschini
Giuseppe Santoro
Giuliano Cramerotti
Claudia Maria Da Silva e Silva
Maurizio Giammarco
Francesco Maccianti


















