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Trento
23 ottobre | 16:16

L'Azienda per il turismo abbandona il Dolomiti Ski Jazz, l'appello: "Quale idea di cultura vogliamo promuovere per il nostro territorio?"

Dopo l'intervento dell'Azienda per il turismo, la replica del direttore artistico di Dolomiti Ski Jazz: "Sono molto d'accordo sull'esigenza di adeguare l'offerta a un pubblico internazionale e intergenerazionale ma non capisco come questo deve prevedere l'abbandono di una trentennale proposta di alta qualità". C'è anche un appello della pianista Rita Marcotulli, supportata da musicisti, artisti e appassionati: "La cultura non si misura in numeri, si misura in valore"

L'Azienda per il turismo abbandona il Dolomiti Ski Jazz, l'appello

CAVALESE. "Sono molto d'accordo sull'esigenza di adeguare l'offerta a un pubblico internazionale e intergenerazionale ma non capisco come questo deve prevedere l'abbandono di una trentennale proposta di alta qualità". A intervenire è e Enrico Tommasini dell'Associazione Cultura & Musica La Grenz e direttore artistico di Dolomiti Ski Jazz. "Quale idea di cultura vogliamo promuovere sul nostro territorio?". E c'è anche un appello della pianista Rita Marcotulli, supportata da musicisti, artisti e appassionati per non disperdere questa esperienza.

 

Nato su iniziativa di Paola Larger, Bruno Felicetti e Paolo Longo, nel corso di trent’anni di attività Dolomiti Ski Jazz ha ospitato sulle terrazze dei rifugi, nei locali e nei teatri interpreti internazionali del jazz, le nuove promesse e ha rappresentato un imperdibile appuntamento per numerosi ospiti provenienti da tutta Italia e Europa.

 

La collaborazione è stata di valore e molto positiva ma la decisione dell'Azienda per il turismo Fiemme e Cembra, con l'Apt val di Fassa, è stata quella di rivedere il sostegno del festival: "Dopo trent’anni di storia, le due Apt riflettono sul futuro delle iniziative musicali del territorio, tra riconoscenza per il percorso compiuto e rinnovamento dell’offerta per un pubblico internazionale e plurigenerazionale" (Qui articolo). 

 

"Apprezzo molto i suoi ringraziamenti per il lavoro fin qui svolto", commenta Tommasini. "Anch'io ringrazio per lo splendido costante sostegno. Abbiamo anche affrontato momenti critici superandoli con convinzione e determinazione. Ho lavorato piacevolmente e in armonia con tutto lo staff e con il sostegno da parte del direttore. Niente da dire. Ora Paolo Gilmozzi ricorda che Dolomiti Ski Jazz è un’iniziativa di Apt. Sembra sottintendere che, com’è stata creata può essere distrutta. Permettetemi di dissentire, penso che dopo trent’anni il Festival appartenga soprattutto alla gente delle nostre valli e della regione, ai nostri ospiti, ai musicisti e a tutti gli appassionati, ai gestori dei rifugi, dei locali, ai Comuni, alle associazioni. Tutti questi ci hanno messo partecipazione, lavoro e anche soldi".

 

Ecco anche una lettera per mantenere questo appuntamento trentennale: "Un'occasione di incontro tra musica, territorio e persone. Un progetto che contribuisce a diffondere la cultura musicale, valorizzare le Dolomiti e offrire spazio anche a musicisti e talenti emergenti".

 

LA CULTURA NON SI MISURA IN NUMERI. SI MISURA IN VALORE 

Sempre più spesso sembra prevalere una logica che misura il valore delle iniziative soprattutto attraverso i numeri delle presenze, trascurando la qualità artistica, la ricerca, la capacità di creare nuove opportunità e il contributo alla crescita culturale di una comunità.

 

Il Dolomiti Ski Jazz rappresenta un’occasione di incontro tra musica, territorio e persone. Un progetto che contribuisce a diffondere la cultura musicale, valorizzare le Dolomiti e offrire spazio anche a musicisti e talenti emergenti.

 

La musica non è soltanto intrattenimento: è conoscenza, condivisione, ricerca e dialogo. È uno strumento capace di avvicinare persone, culture e generazioni diverse, trasformando le differenze in una ricchezza comune.

 

E il jazz è davvero una musica di nicchia?

 

Festival come Umbria Jazz, Time in Jazz e Ravenna Jazz, per citarne alcuni, dimostrano quanto questa musica sappia coinvolgere un pubblico ampio, appassionato e internazionale. Anche esperienze come I Suoni delle Dolomiti testimoniano il desiderio di vivere proposte artistiche di qualità in luoghi di straordinaria bellezza.

 

Le Dolomiti possiedono un patrimonio naturale e culturale unico. Valorizzarlo significa anche investire in progetti capaci di distinguersi, attrarre nuovi pubblici e offrire esperienze che arricchiscano il territorio ben oltre la durata di un evento.

 

Le risorse pubbliche destinate alla cultura dovrebbero sostenere non soltanto ciò che richiama già grandi numeri, ma anche quelle iniziative che, pur avendo un significativo valore artistico e sociale, faticano maggiormente a trovare sostegno attraverso il mercato.

 

Non si tratta di contrapporre generi musicali o pubblici diversi, ma di garantire pluralità, qualità e pari opportunità. Una politica culturale lungimirante deve saper guardare oltre i risultati immediati e riconoscere il valore degli investimenti che contribuiscono alla crescita di una comunità.

 

Per questo auspichiamo che si possa riaprire un dialogo tra organizzatori, istituzioni ed enti turistici, individuando nuove forme di collaborazione per salvaguardare e sviluppare un’esperienza culturale che può ancora offrire molto.

 

La cultura non è un lusso, né una spesa da sacrificare quando i numeri non soddisfano le aspettative. È un investimento nell’identità, nella sensibilità e nel futuro di un territorio.

 

La cultura va promossa, non impoverita. La musica va sostenuta, non sacrificata. Le Dolomiti meritano una visione culturale all’altezza della loro bellezza. Perché il valore della cultura non si misura soltanto contando le persone che partecipano, ma anche considerando ciò che lascia nelle persone e nei luoghi. 

 

Rita Marcotulli 

Peppe Servillo

Fabrizio Bosso

Furio di Castri

Paolo Fresu

Javier Girotto

Ares Tavolazzi

Israel Varela

Pietro Tonolo

Ada Montellanico

Maria Pia de Vito

Mattia Barbieri

Amanda Sandrelli

Danilo Rea 

Carla Marcotulli

Franco D’Andrea 

Mirko Pedrotti

Toti Cannistraro

Roberto Gorgazzini

Leo Virgili

Roberto Gatto

Franco Testa

Emanuele Maniscalco

Alfonso Santimone

Mauro Beggio

Roberto Soggetti

Edoardo Brunello

Massimiliano Milesi

Roberto Beggio

Gabriele Vianelli

Andrea Balasso

Fabio De Angelis

Paola Larger

Mattia Scarabottolo

Matteo Rossetto

Michele Casciaro

Monica Zanella

Helga Plankensteiner  

Michael Lösch

Michele Garbari

Stefano Olivato

Fiorenza Gherardi De Candei

Enrico Pieranunzi

Alan Farrington

Stefano Malchiodi

Giancarlo Maurino

Erika Petti

Michele Bazzanella

Enrico Perigozzo

Domenico Santaniello

Cesare Bartesaghi

Rosalia Marchetto

Amdrea Caggiari

Maria Chiara Orlando

Ettore Fioravanti

Mario Raja

Paolo Birro

Francescopaolo Luise

Marcello Tonolo

Gianni Segat

Fiorenzo Zeni

Luca Bulgarelli

Sandra Artioli

Irene Fornasa

Luca Boscagin

Beatrice Birro

Greta Panettieri 

Giulio Corini

Francesca Bertazzo

Marco Micheli

Maddalena Bertelli

Fernando Diaz

Alessandra Cassinelli Soldà

Giancarlo Bianchetti

Ellade Bandini

Foscarina Ferrazzuto

Luca Dorotea 

Maddalena Deodato

Massimo Meschini

Giuseppe Santoro

Giuliano Cramerotti

Claudia Maria Da Silva e Silva

Maurizio Giammarco

Francesco Maccianti

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