"Le Dolomiti sono uno scempio", Messner a Il Fatto Quotidiano: "I turisti di alta qualità ci mettono il naso e dicono: mai più. Vengono sfruttate in modo totalmente sbagliato"
"Non sappiamo cosa è il turismo sostenibile", spiega l'81enne Reinhold Messner a Il Fatto Quotidiano presentando il suo nuovo libro "Il mio Sudtirolo". "Dobbiamo essere felici che tutto il mondo viene a visitare le Dolomiti. Però c’è un problema: il traffico. L’esempio forse più negativo riguarda le Tre Cime di Lavaredo"

BOLZANO. "Dobbiamo essere felici che tutto il mondo viene a visitare le Dolomiti. Però c’è un problema: il traffico. Sarebbe importante che le tre province confinanti, Sudtirolo, Belluno e Trento, si organizzassero a livello logistico. Negli Stati Uniti, allo Yosemite Park, sono stati capaci di organizzarlo, noi no. L’esempio forse più negativo riguarda le Tre Cime di Lavaredo, che stanno tra il comune di Auronzo e il Sudtirolo, quello che succede laggiù è uno scempio. Tutti i clienti di alta qualità ci mettono il naso e dicono: mai più. Insomma, vengono sfruttate in modo totalmente sbagliato".
Non le manda a dire, come suo stile, Reinhold Messner: l'81enne alpinista presentando il suo nuovo libro "Il mio Sudtirolo" sulle colonne de Il Fatto Quotidiano affronta il problema dell'overtourism sulle Dolomiti con grande pragmatismo e durezza. "Noi abbiamo tre valori da vendere: silenzio, tranquillità, unicità. Al momento però li stiamo distruggendo".
"Non sappiamo cosa è il turismo sostenibile - prosegue Messner nella lunga intervista -. Per questo dico che per le Dolomiti è cruciale un vero storytelling. È importante quanto la presenza di uno skilift o la possibilità di camminare per un sentiero. Certo un cinese o un giapponese che nel bosco si perde e non sopravvive è una disgrazia, ma io in quel posto ci sono passato a cinque anni e non sono morto. Dobbiamo imparare a dire a questi ospiti che le montagne sotto un fulmine o vicino a una valanga possono essere pericolose. Io ho quasi 82 anni, ho fatto tutto quello che potevo nel narrare le Dolomiti anche grazie alla mia vasta struttura museale. Ho già dato, anche con questo libretto”.
Poi la stoccata finale sugli effetti delle Olimpiadi invernali ospitate nei territori montani: "La visibilità delle Olimpiadi non porterà più turisti. Cortina avrà qualcosa in più, ma oggi se vuoi fare turismo a lungo termine devi offrire altri valori. A breve quando la ricchezza andrà dall’Europa in Asia e la Cina tra 10 anni avrà la leadership del mondo, per cinesi, giapponesi, indiani la possibilità di girare l’Italia sarà una specie di esperienza museale vasta. Poi certo, magari a chi piace il Rinascimento piace meno la montagna. Chissà. Però se noi facciamo bene dalle nostre parti e non affolliamo troppo la montagna, distribuendo ospiti in tutte le zone dolomitiche, si potrà lentamente far crescere la nuova clientela”.












