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Monte San Martino, lavori di restauro e valorizzazione dell'area archeologica terminati

Il sito è fra i più estesi e significativi del Trentino e occupa un posto di rilevanza nell'archeologia dell'intero arco alpino: tracce dell'età del ferro, epoca romana e alto medioevo. I reperti più significativi si trovano al MAG di Riva del Garda

Pubblicato il - 11 ottobre 2016 - 19:42

TRENTO. Gli interventi di restauro e valorizzazione del'area archeologica di Monte San Martino sono terminati. Situata a 850 metri d'altitudine fra Riva del Garda e Tenno, l'area è fra le più estese e significative non solo nel Trentino, ma nell'intero arco alpino.

 

I lavori sono stati presentati da Franco Marzatico, dirigente della Soprintendenza per i beni culturali, Nicoletta Pisu, responsabile scientifico delle ricerche archeologiche, Giorgia Gentilini, direttore lavori, nonché dal sindaco di Tenno Gianluca Frizzi e da Anna Cattoi, funzionaria del Comune di Riva del Garda.

 

Il sito, che conserva le testimonianze di oltre duemila anni di storia, è oggi meta di numerosi visitatori attratti dal fascino degli antichi resti, ma anche dalla bellezza dell'ambiente naturale: tracce dall'età del ferro all'età moderna, passando per l'epoca romana e l'alto medioevo. 

 

2.000 anni di storia all'area archeologica di Monte San Martino

I lavori sono stati eseguiti dal Consorzio Ars di Trento in collaborazione con ArcheoGeo per la parte di sorveglianza e consulenza archeologica, mentre le operazioni di scavo hanno coinvolto anche le Università di Trento, Padova e Leicester

 

La manutenzione dell'area è resa invece possibile grazie al Servizio sostegno occupazionale e valorizzazione ambientale. Il sito è inoltre dotato di percorsi corredati da pannelli informativi in italiano e inglese, zone di sosta e un punto informativo.

 

A completamento del percorso espositivo, la storia di Monte San Martino è ricostruita nel centro di documentazione di Pranzo, in spazi gestiti dalla locale Associazione Culturale San Martino.

I reperti più significativi ritrovati nel sito sono invece esposti nella sezione archeologica del MAG di Riva del Garda.

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