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Consumo di sale giornaliero? Ulss: "Il 42,3% degli adulti ne ha ridotto la quantità nella preparazione dei pasti, il 62,2% ha diminuito gli alimenti già pronti o in scatola"

Dal 14 al 20 marzo si terrà la settimana mondiale per sensibilizzare la cittadinanza sulla riduzione del consumo alimentare di sale: ""In Italia, tra la popolazione adulta il consumo di sale negli uomini è di circa 10 grammi e quello delle donne di oltre 7 grammi, ma superiore al valore indicato dall’Oms come ottimale che è meno di 5 grammi al giorno"

Di F.C. - 14 marzo 2022 - 19:50

BELLUNO. Quanto stiamo attenti al sale che assumiamo ogni giorno? È questa la domanda che verrà posta dal 14 al 20 marzo, settimana mondiale per sensibilizzare la cittadinanza sulla riduzione del consumo alimentare di sale.

 

"In Italia, tra la popolazione adulta il consumo di sale negli uomini è di circa 10 grammi e quello delle donne di oltre 7 grammi – riporta Ulss Dolomiti – inferiore al consumo degli statunitensi di circa 12 grammi, ma superiore al valore indicato dall’Oms come ottimale che è meno di 5 grammi al giorno".

 

Un consumo eccessivo di sale può rappresentare un rischio per la nostra salute: "Usare meno sale aiuta ad abbassare la pressione arteriosa, a prevenire malattie cardiovascolari (ipertensione, infarto, ictus), a preservare la salute di reni, cuore, vasi sanguigni e ad aumentare la resistenza delle ossa".

 

Secondo i dati raccolti nell’ambito del progetto Passi, "in Ulss1 Dolomiti il 60% della popolazione adulta, dai 18 ai 69 anni, presta attenzione all’uso del sale, rispetto alla percentuale italiana del 57%, in particolare l’attenzione risulta più frequente nelle donne e all’aumentare dell’età".

 

Cosa possiamo fare per diminuire l’apporto giornaliero di sale? Innanzitutto iniziamo fin da piccoli: "In Italia il 9,4% dei bambini tra gli 8 e i 9 anni consuma snack salati, per esempio patatine, pop corn, noccioline, più di tre giorni a settimana. Dato in linea con quello regionale e superiore a quello riferito al territorio dell’Ulss 1 Dolomiti, che riguarda solo il 4% dei bambini nell’età considerata. E’ importante abituare i bambini ad assumere meno sale: non aggiungiamo sale alle pietanze dei bimbi, almeno fino a tutto il primo anno di vita. Una volta abituati ad un sapore sapido, si fa fatica poi ad abbandonarlo". 

 

Iniziamo gradualmente ad aggiungere meno sale ai nostri piatti: "Ci aiutano le erbe aromatiche e le spezie - riporta Ulss Dolomitiprezzemolo, salvia, basilico, origano, pepe, alloro, rosmarino, maggiorana, timo, peperoncino, ma anche aglio, cipolla, pomodoro, succo di limone e aceto. Eliminiamo la saliera dalla tavola e scegliamo alimenti freschi e limitiamo il consumo di prodotti industriali come cibi in scatola, affumicati, insaccati; cibi sott'olio e sott'aceto; salse varie come ketchup, maionese, pesto; minestre in scatola o liofilizzate; dadi da cucina o preparati per brodo; snack salati: patatine, cornflakes, preparati per pizza noccioline; prodotti da forno dolci e salati, come crackers, grissini, merendine".

 

Se utilizziamo prodotti in scatola, scegliamo quelli con basso contenuto di sodio, prosegue. In alternativa facciamo scorrere l'acqua di rubinetto, sciacquando il prodotto in modo da togliere il sale. Leggiamo le etichette con attenzione e scegliamo alimenti in cui il sale non superi i 0,3 grammi (0,12 di sodio) in 100 grammi di prodotto.

 

Meglio poco sale, ma che sia iodato: "Lo iodio contribuisce al buon funzionamento della tiroide e preserva importanti funzioni dell’organismo: regola la produzione di energia, favorisce lo sviluppo del sistema nervoso centrale e l’accrescimento corporeo, regola il metabolismo basale, la prontezza mentale, la parola, la condizione di capelli, unghie, pelle e denti. Sul nostro territorio di Ulss Dolomiti ben il 73% degli adulti utilizzano sempre sale iodato, rispetto a una media nazionale del 42%".

 

I dati raccolti ci dimostrano che sul territorio di Ulss Dolomiti una buona percentuale delle famiglie ha cambiato le proprie abitudini alimentari per adottare comportamenti più salutari: "Il 62,2% ha ridotto il consumo di alimenti già pronti o in scatola, il 42,3% ha ridotto il sale durante la preparazione dei pasti, il 53,8% ha ridotto il consumo di snack salati, il 73,8% ha aumentato il consumo di verdura e ortaggi, mentre il 61,7% ha inserito la frutta come spuntino". 

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