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Alzheimer, in Trentino ci sono tra i 6 e gli 8 mila casi. L'Apss: "In Italia siamo restii ad affrontare certi argomenti"

In Italia sono 600 mila le persone affette da questa demenza degenerativa e ogni anno nel mondo si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi per una malattia che tocca i 47 milioni di individui. Alcuni sintomi, come disturbi uditivi, visivi e olfattivi vengono scambiati per normale invecchiamento, ma possono nascondere altro. Zeni: "Un dovere della società tutelare la dignità delle persone"

Di Luca Andreazza - 22 settembre 2017 - 06:36

TRENTO. "I disturbi sensoriali vengono spesso scambiati per un normale processo di invecchiamento, invece sono patologie che possono indicare la presenza della malattia Alzheimer. Anche se il decorso è unico per ogni individuo, ci sono molti sintomi comuni", queste le parole di Alessandra Lombardi, responsabile del Centro disturbi comportamentali e demenze all'Azienda provinciale servizi sanitari nel giorno della XIV giornata mondiale dell'Alzheimer di giovedì 21 settembre.

 

"Non c'è ancora una cura - dice Luciana Ambrosi, presidente dell'associazione Alzheimer Trento - ma le continue ricerche e la sensibilizzazione possono portare a quel modello di gestione socio-sanitaria per dare risposte dal punto di vista economico, emotivo e relazionale anche in supporto delle famiglie".

 

In Italia sono 600 mila le persone affette da questa demenza degenerativa e ogni anno nel mondo si registrano quasi 10 milioni di nuovi casi, mentre in Trentino la quota dei pazienti è tra i 6 e gli 8 mila soggetti. Numeri simili per l'Alto Adige.

 

"E' un dovere della società - spiega l'assessore Luca Zeni - concentrare la nostra attenzione su questa tematica. Non solo per l'aspetto clinico, ma anche per quello emotivo. E' necessario tutelare la dignità delle persone affette da queste malattie degenerative e accompagnare pazienti e famiglie in questo percorso. La Provincia è pienamente consapevole del ruolo e per questo nel 2015 è stato varato un piano da 5 milioni di euro per fornire risposte, diagnosi precoci e assistenza, ma anche per sviluppare una rete territoriale in grado di far fronte a queste patologie".  

 

Nel mondo le persone colpite da demenze sono circa 47 milioni, circa il 70% di Alzheimer, e l’Italia si colloca all'ottavo posto per il numero di persone affette da queste malattie: si stimano oltre 1,4 milioni di malati dei quali circa la metà soffre di Alzheimer. A causa dell’invecchiamento della popolazione si prevede che nel corso dei prossimi 30 anni i casi triplicheranno ed entro il 2050 ne sarà affetta 1 persona su 85 a livello mondiale coinvolgendo 133,5 milioni di persone.

 

"La longevità della vita - evidenzia Zeni - è una conquista positiva, ma comporta anche l'adozione di interventi per far fronte a queste malattie, come possono essere l'assistenza domiciliare, lo Spazio argento, il codice Argento in pronto soccorso, la piattaforma informatica e le Rsa, ma anche il vademecum realizzato in sinergia con le realtà del territorio".

 

Non esiste ancora una terapia risolutiva per contrastare l'Alazheimer, ma il progresso della ricerca può portare a effettuare diagnosi sempre più precoci e tempestive per bloccare l'avanzare della malattia.

 

Malattia che può essere combattuta anche attraverso la pratica sportiva. "Il movimento e l'attività fisica - sottolinea Andrea D'Andretta, referente delle politiche e dell'inclusione per il Comitato Uisp del Trentino, che promuove anche una camminata di sensibilizzazione - rallenta la progressione del declino cognitivo e del corpo. Un 'farmaco' alla portata di tutti in grado di ridurre l'impatto di queste malattie. La pratica regolare dell'attività motoria è inoltre in grado di ridurre il rischio di comparsa dell’Alzheimer, oltre che i rischi cardiovascolari come ipertensione, aterosclerosi, sovrappeso. Un discorso che può essere declinato per ogni patologia".

 

"I sintomi cognitivi - spiega la dottoressa Lombardi - sono la perdita della memoria, la confusione di tempi e luoghi, la perdita totale o parziale della capacità di esprimere o comprendere le parole e la capacità di scrittura, l'incapacità di compiere gesti coordinati e diretti a un determinato fine, ma non bisogna sottovalutare neppure i sintomi comportamentali come l'oscillazione dell'umore, psicosi, allucinazioni, agitazione e cambi di personalità".

 

L’Alzheimer è una malattia del cervello, piuttosto che la conseguenza di una singola alterazione molecolare e il percorso della malattia inizia decenni prima dei sintomi clinici, che possono essere diversi dal tipico disturbo di memoria. Questi concetti sono alla base di approcci innovativi per contrastare la complessità della degenerazione.

 

I fattori di rischio sono in particolare l'ipertensione, il diabete, l'obesità, il fumo, il colesterolo e la sedentarietà, anche culturale:Le persone che si impegnano in attività intellettuali, come la lettura, mostrano infatti una riduzione del rischio di sviluppo della malattia di Alzheimer. "Anche - prosegue la responsabile del Centro disturbi comportamentali e demenze - una scarsa irrorazione placentale oppure uno scorretto stile di vita della madre possono influenzare l'eventuale insorgere di demenze ancor prima della nascita". 

 

La crescente incidenza di questa patologia nella popolazione generale in tutto il mondo è accompagnata da una crescita equivalente del suo costo economico e sociale: il costo economico per la cura dei pazienti affetti da demenza a livello mondiale si attesta a circa 600 miliardi di dollari all'anno per un trend di crescita dell'85% nel 2030.

 

"Altre modificazioni sensoriali da non sottovalutare - conclude Lombardi - sono però eventuali disturbi visivi, uditivi e olfattivi che possono essere legati all'insorgere dell'Alzheimer. Spesso queste patologie vengono collegate all'invecchiamento, ma gli screening possono rivelare altro. In Italia siamo invece restii ad affrontare certi argomenti: l'età media nazionale delle persone che portano apparecchi acustici, oggi comodi e poco visibili, è di 74 anni contro la media europea di 60,5 anni. Serve una maggiore informazione, sensibilizzazione, prevenzione e una nuova consapevolezza oltre i pregiudizi".

 

Il mese della sensibilizzazione sull'Alzheimer e altri tipi di demenze tra informazioni, riflessioni, mostre, incontri, camminate e spettacoli (eventi gratuiti e aperti a tutti) prosegue fino al prossimo 28 settembre.  

 

 

 

 

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