Ardito, un vigneto che sfida il clima e si inerpica in alta quota: Franz Haas ancora insegna, la sua intuizione è vincente

Cercherò di stuzzicare curiosità e piacevolezze. Lasciando sempre spazio nel bicchiere alla fantasia
Ardito, un vigneto che sfida il clima, tempi e modi di una coltivazione a dir poco contemporanea con radici nell’orgoglio di un vignaiolo che ha sempre interpretato il duello tra il facile e appunto l’ardito, per ottenere un bere dolomitico assolutamente intrigante. Franz Haas (1954 - 2022) purtroppo il suo cuore ha improvvisamente ceduto e quindi non ha potuto completare il suo visionario progetto spumantistico in alta quota. Ma dall’infinito spazio che aleggia sopra le sue tenute vitivinicole tra Egna e la vicina Valle di Fiemme, riesce ancora a influenzare viti che sanciscono limiti, sfidando il ritmo del territorio, producendo uve incredibilmente pregne di storie.
Tutte da scoprire gustando l’anteprima di uno spumante metodo classico decisamente d’alta quota. Cultivar rigorosamente di Pinot Nero - varietà principe della filosofia enoica del compianto Franz - sistemate ad Aldino/Aldein, zona attorno ai 1200 metri d’altitudine, versante collinare tra la sponda sinistra dell’Adige e le vette fiemmesi verso le Dolomiti. E’ il PN 1150, un Blanc de Noirs, Pinot Nero in purezza, annata 2019, Dosaggio Zero, 60 mesi sui lieviti. Una sintesi tra bravura enologica, coraggiose scelte viticole e una fascinosa sequenza di storie legate al vino.
Perché sorseggiando queste bollicine non serve richiamare consuete descrizioni organolettiche, citate con un linguaggio veemente, tra sperticati elogi con parole ridondanti, la retorica asservita all’esclusività. Con il PN 1150 entra in scena l’emozione. Quella che esalta la vulnerabilità, con l’assaggio che richiama l’identità di quanti hanno operato per concretizzare il sorso. Suscitando appunto emozioni. Scardinando anche la trama dell’iter enologico. Richiama l’avvio del progetto, la messa a dimora nel 2012 con specifici cloni di Pinot Nero a Maso Egger, nel comune di Aldino. Mezzo ettaro sperimentale, con subitanei riscontri che hanno permesso di triplicare l’espansione, piantando viti con una densità media d’impianto attorno i 10 mila ceppi per ettaro.
Le prime vendemmie - le specifiche prove di vinificazione mirate alla ‘presa di spuma’- hanno sancito virabile e vincente l’intuizione di Franz Haas. Portate avanti dalla sua famiglia, la moglie Maria Luisa Manna e dai suoi due figli - Franz VIII e Sofia - con uno staff d’assoluto valore. Il PN1150 è la sintesi di verticalità, non solo per la sua quota altimetrica. Ha l’innata freschezza dolomitica, sancita dalla precisa elaborazione spumantistica - lo chef de cave è Stefano Tiefenthaler, trentino, cembrano, orgoglioso figlio di Paolo, wine maker di stampo internazionale - che amalgama rotondità e frutto con un fragranze di fragola, ribes, fiori dei prati alpini. Sapido, molto composto, equilibrio tra brio e cremosità, caratteri subitanei, in piena sintonia con la sua veste, la brillantezza al servizio della scorrevolezza. Insomma, un gran bel vino. Perfettamente in sintonia con l’ecclettico carattere del vitigno. Con l’indole magistrale del suo originario ispiratore.












