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| 25 apr 2025 | 11:46

Il mondo del vino saluta Papa Francesco: "Il Pontefice che parlava di ecologia e ambiente a chi 'cura la vigna del Signore'"

DAL BLOG
Di Ades, by Nereo Pederzolli - 25 aprile 2025

Cercherò di stuzzicare curiosità e piacevolezze. Lasciando sempre spazio nel bicchiere alla fantasia

C’è anche il comparto vitivinicolo che piange Papa Francesco, Pontefice che ha sempre rilanciato temi ecologici legati alla tutela dell’habitat, al rispetto di quanti ‘curano la vigna del Signore’.

 

Più volte ha incontrato autorevoli esponenti della cultura enoica. Primo tra tutti Carlin Petrini, il fondatore di Slow Food, col quale ha scritto pure pagine memorabili in alcune iniziative editoriali. Un legame scaturito dalle medesime radici: i nonni del Papa erano piemontesi di Portocomaro d’Asti, poco distante da Brà, la ‘città capitale’ del cibo buono, pulito e giusto.

 

Lo scorso anno Papa Francesco aveva ospitato in Vaticano - con una specifica udienza - il gotha del vino.

 

"Riflettete insieme sugli aspetti etici e sulle responsabilità morali che il vostro lavoro comporta", disse Bergoglio, citando il Poverello di Assisi. "Il vino, la terra, l’abilità agricola e l’attività imprenditoriale sono doni di Dio, ma non dimentichiamo che il Creatore li ha affidati a noi", sono state le sue parole.

 

Tra gli enologi che hanno più volte incontrato il Pontefice in speciali udienze c'è Paolo Tiefenthaler, cembrano DOC, da quasi trent’anni operativo nella tenuta laziale di Casale del Giglio, con importanti altri incarichi in aziende vinicole in prestigiose cantine della Valpolicella, Toscana e Alto Adige. Il tecnoenologo ricorda con affetto le ore trascorse con il Papa.

 

Le rievoca mentre in questi giorni sta allestendo la scenografica cantina - ancora in fase di ultimazione - realizzata tra Valternigo e Masen, punto panoramico spettacolare sui vigneti cembrani.

 

Un progetto ancora ‘in divenire’, mirato alla spumantistica classica. Che coinvolge anzitutto i suoi due figli enologi - Simone e Stefano - recuperando l’indomita maestria vinaria dei Tiefenthaler, dinastia davvero enoica con testimonianze che risalgono al XIV secolo. Ma di questo parleremo nelle prossime stagioni. Adesso lui - come tutto il mondo del vino - saluta Franciscus e lo ringrazia.

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