A un anno dalla scomparsa di Bruno Degasperi, il ricordo in mostra a Palazzo Roccabruna

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore
Rigoroso, generoso, bello. Dopo un anno dalla sua scomparsa, Bruno Degasperi (1944-2025) rivive nelle sale rinascimentali del prestigioso Palazzo Roccabruna, a Trento, con una rassegna antologica.
Un palazzo che ha visto formarsi negli anni Settanta, proprio in una di quelle sale, il gruppo artistico “Arti Visuali”, quando il direttore era l’artista incisore Mariano Fracalossi. Dopo la sua morte la direzione passa proprio a Bruno Degasperi, mentre la sede del gruppo è stata spostata a Madonna Bianca in via Enrico Conci; nel frattempo il palazzo Roccabruna diviene dal 2002 proprietà della Camera di Commercio.
E’ alle Arti Visuali che conosco il professore e con lui instauro un rapporto di profonda stima. Una presenza essenziale quella dell’insegnante di “Disegno dal vero ed Educazione visiva” all’Istituto d’arte Vittoria di Trento, che, dopo il pensionamento, si dedica anima e corpo al Gruppo in quelle due serate settimanali in cui ci si ritrova per disegnare insieme. Bruno, da consigli a tutti, sa come trasmettere le sue conoscenze con eccellente, scrupolosa, seria, competenza.
Il pittore - particolarmente legato a Cirè di Pergine - è un vulcano d’idee e di passioni, un grande sperimentatore. Nella sede del Gruppo Arti Visuali, sopra i tavoli erano disseminati di bottiglie, soprammobili, sculture, gessi accademici per disegnare ed allenare la mano con il carboncino. Una volta Bruno è arrivato in sede con delle galline impagliate e tutti noi (a nostro modo) le abbiamo disegnate o dipinte.
Alcune serate erano rilanciate da una modella (oppure un modello) e tutti, pure lui, disegnavano il nudo. Era divertente stare assieme; bellissimi ricordi le sue lezione di disegno. Suggeriva come osservare le proporzioni, la prospettiva, tutte cose che lui disinvolto professore, masticava come pane. Una vita di passioni la sua, come quella delle moto d’epoca.
Alla mostra, basta soffermarsi sul quadro “Meccanici” del 2018, in cui due uomini, uno osserva l’altro interviene sul telaio di una moto, disegnata e dipinta con certosina precisione; perché Bruno conosceva perfettamente ogni elemento delle sue numerose motociclette (sidecar compresi) sapeva come aggiustarne il motore e se non ci riusciva, si faceva aiutare dall’amico meccanico fedele Diego; che era li con me davanti al quadro, gli occhi lucidi di emozioni, condivise l’eccezionale compagno di avventure.
Una ricca esposizione, a partire da un suo autoritratto ad olio del 1966, lui giovanissimo bell’insegnante all’Istituto d’arte Vittoria di Trento, scuola che frequentato fino ad un suo ultimo autoritratto, datato 2015.
Tanti gli alunni che hanno imparato da lui, in più di trent’anni d’insegnamento, alcuni diventati artisti di pregio. Quello da lui più volte citato con soddisfazione è Paolo Tait: si vede come il segno del Maestro gli sia entrato nella mente e sia diventata la sua riconoscibilità.
Bruno ha superato i suoi miti, da Picasso a De Chirico, con la voglia di ricercare, sperimentare tecniche differenti, dall’olio, all’acrilico, al carboncino, all’affresco che conosceva nel dettaglio, lo testimonia il suo decoro nella chiesa di San Martino a Trento.
Con strumenti che vanno aldilà del pennello, le tele materiche vengono graffiate, incise, per raggiungere astrazioni scolpite dal colore.
Un percorso artistico segnato da premi, mostre personali e collettive in Italia ed all’estero. Bruno Degasperi, un artista puro; per la sua generosità unica nel voler trasmettere insistentemente il suo sapere, lascia un vuoto culturale difficile da colmare.
“Omaggio a Bruno Degasperi”
cura della mostra e catalogo Elisabetta Doniselli e Adriano Fracalossi
allestimento Maria Elena Filippi, con Chiara e Mauro Degasperi
il progetto del gruppo artisti trentini “La Cerchia”.
Palazzo Roccabruna - via SS. Trinità 24 - Trento
fino al 28 febbraio 2026












