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| 19 gennaio | 16:13

Al Pirelli HangarBicocca la prima grande mostra dell'artista internazionale Nan Goldin: ecco "This will not end well"

DAL BLOG
Di Alda Baglioni - 19 gennaio 2026

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore

Bellezza e cruda tenerezzaNan Goldin, fotografa statunitense, grande sperimentatrice, ci presenta i suoi film realizzati con immagini fisse nella mostra “This will not end well” (Non andrà a finire bene).

 

La nota filmmaker ha fatto dei suoi lavori un’analisi psicologica di decenni di vita americana. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Nan Goldin e Fredrik Liew, capo curatore del Moderna Museet di Stoccolma dove la mostra ha inaugurato nel 2022.

 

I grandi spazi di HangarBicocca ospitano otto padiglioni progettati dall’architetta Hala Wardè con la collaborazione di Goldin, accolgono ogni slideshow. Ogni luogo dialoga con l’altro come in un villaggio. Ogni dettaglio è studiato, dalla forma dei padiglioni, alla disposizione interna, al colore delle luci. Due lavori sono inediti “You never did anything wrong” e “Stendhal Syndrome”, rimontati nel 2025 e presentati per la prima volta in un contesto museale.

Alla fine del percorso, lo spazio del Cubo “Sisters, Saint, Sibyls” racchiude la visione complessiva emotiva della sorprendente artista multimediale. Le opere sono accompagnate da colonne sonore emozionanti che le rendono, come in “The Ballad of Sexual Dependency” (1981-2022), universali.

Quarantadue minuti di diapositive al ritmo di musiche note e sconosciute, dure e dolci, dai Velvet Underground a Louisiana Red, a Yoko Ono, a Edmundo Rivera, settecento ritratti di amici, amiche, amanti, relazioni di coppia, feste e momenti intimi.

Nel finale vengono elencate trenta delle persone ritratte tristemente scomparse. Un mondo, da New York a Provincetown, a Berlino, a Londra, dagli anni settanta ai novanta che viene perso, spesso a causa dell’Aids o delle overdosi.

 

Un archivio notevole con cui l’artista si racconta, anch’essa per un periodo, dipendente dagli oppioidi. In “Memory Lost” (2019-21), scene tagliate, foto sfocate, imperfette tecnicamente, vogliono destabilizzare e denunciare le case farmaceutiche responsabili della crisi di dipendenza dai farmaci; dedicato a P.A.I.N., gruppo di attivisti. Dice Goldin: “E' una storia di donne intrappolate- in senso figurato e letterale- in spazi mitologici, psicologici e fisici".

 

Il tema è diventato un film documentario “All the Beauty and the Bloodshed” di Laura Poitras, presentato alla Mostra del cinema di Venezia79 e premiato con il Leone d’Oro. Protagonista Nan Goldin che vuole ricordare la sorella maggiore Barbara Holly, intossicata dai farmaci che la porteranno alla morte a soli diciotto anni, un’epidemia di oppioidi negli Stati Uniti, responsabile la società farmaceutica Purdue Pharma, della famiglia Sackler.

 

La produttrice dell’ossicodone, dopo aver creato consapevolmente l’epidemia, ha successivamente versato denaro ai musei ottenendo in cambio detrazioni fiscali. Le diapositive sono forme cinematografiche protagoniste di una mostra complessa, commovente e tormentata.

 

Nan Goldin “This will not end well” fino al 15 febbraio 2026

Mostra organizzata da Moderna Museet di Stoccolma in collaborazione con Pirelli HangarBicocca di Milano, Stedelijk Museum di Amsterdam, Neue Nationalgalelie di Berlino e Grand Palais Rmm di Parigi.

Pirelli HangarBicocca- Milano via Chiese 2- ingresso gratuito.

Dal giovedì alla domenica.

E’ consigliabile la prenotazione - info@hangarbicocca.org

Pirellihangarbicocca.org

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