Dalla guerra al carcere dai migranti alla scuola e alla natura, ecco Audiografie: il primo festival dedicato al sonoro a Trento

Appassionata di arte e cinema con Chaplin nel cuore
Il suono evoca immagini. Per ascoltare chi non ha voce “Audiografie-silence is non an option” primo festival dedicato al sonoro a Trento il 25 ottobre.
Negli spazi di Harpo Lab in Piazza Garzetti a Trento verrà organizzata una giornata ricca di eventi sonori.
Harpo Lab è un centro culturale per il cinema e l’immagine ormai consolidato in quasi due anni di vita.
Lo spazio che, nel 1906, era un bagno pubblico e cucina per i poveri, oggi è diventato punto di riferimento con laboratori, corsi, servizi di consulenza. Una sala proiezioni, sala montaggio, sala registrazione, sala di posa, camera oscura, sala per la sperimentazione informatica. Spazi espositivi che accoglieranno la cittadinanza in questa giornata di ottobre dedicata al sonoro con performance dal vivo, podcast del territorio, installazioni, tavole rotonde, incontri, coinvolta anche la scuola.
Cinque i macrotemi che si affronteranno: la guerra, il carcere, i migranti, la scuola, la Natura come soggetto avente diritto.
Nella Sezione Installazioni Mohammad Yaghi, un Gaza Sound Man, presenterà “Silence is not an option-Sound and Voice from Gaza”. L’ingegnere del suono che vive a Gaza ha registrato da luglio a ottobre 2025 i suoni del massacro, con suoi messaggi vocali.
In “Registro Presenze” gli studenti della classe Prima Los4 dell’Istituto Martino Martini di Mezzolombardo presenteranno il podcast “Lasagne Bruciate” coordinato da Gianluca Taraborelli.
Il giornalista documentarista Andrea Cocco proporrà “La scuola in Spalla” per RaiPlaySound.
Il Carcere verrà “ascoltato” con “Carbonio”- dei giornalisti Laura Pasotti e Gabriele Morelli, presente per HarpoLab, Marta Marchi. Numerose le collaborazioni: Rai Tre, IrpiMedia, Rsi Radiotelevisione svizzera, Finisterrae Teatri, SanBaRadio, RaiPlaySound.
In questo luogo storico per Trento, luogo di pulizia e nutrimento per tutti, si torna ad eliminare i confini in un viaggio musicale dove il silenzio non è un’opzione accettabile.












