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Dall'Antartide in pericolo al sorriso di Bob Kennedy, inizia alla grande il TrentoFilmFestival

In programma il primo giorno, undici film in concorso. E, per complicare la scelta, due in contemporanea con l’anteprima. Tra quelli visti il corto interessante ed ironico “Let’s go to Antartctica”! di Gonzaga Manso ed in seguito “Return to mount Kennedy”,un documentario del regista Eric Becker
Dal blog di Alda Baglioni - 28 aprile 2019 - 15:58

Inizio alla grande alla sessantasettesima edizione del TrentoFilmFestival. Una giornata all’insegna dell’aurora boreale. “Queen without land” un documentario del regista Asgeir Helgestad. Il regista ha scelto, al posto fisso come ingegnere, di vivere per vent’anni nelle spettacolari isole Svalbard e testimoniare i cambiamenti climatici. L’amicizia con l’orsa Frost, the queen, ed i suoi due piccoli, viene seguita dal regista con amore e tenacia. Si scopre nel tempo che i piccoli moriranno e Frost verrà monitorata con un collare. Ma non sono solo questi i cambiamenti. L’Artide è in pericolo, il regista ammette che potrebbe essere l’ultima generazione a vedere un orso camminare su quei ghiacci.

 

La sera, al cinema Vittoria, anteprima internazionale del film “Amundsen” del norvegese Espen Sandberg. Sul grande schermo la storia appassionante dell’esploratore Roald Amundsen. Un personaggio pubblico e la sua vita privata, il fratello, la famiglia mai nominata, l’amore per donne sposate. Tra romanzo e documentario per mostrare la grandezza di un uomo che viveva per l’esplorazione. Notevoli i luoghi attraversati e scoperti per la prima volta. In particolare il Polo Sud, prima dell’ inglese Robert Falcon Scott, che tragicamente muore. Gli inglesi se la prenderanno con Amundsen criticandolo aspramente. L’esploratore scrive un libro che sconcerta tutti per le crude verità, morirà nel 1928 durante una spedizione alla ricerca dell’italiano Umberto Nobile. Forse troppo lunghe le scene, anche se poche, della sua vita privata, pettegolezzi sui suoi commenti sui cani che probabilmente non amava. Efficaci le ricostruzioni d’epoca, gli ambienti, i costumi per un uomo che ha cambiato il mondo dell’esplorazione polare.

 

In programma il primo giorno, undici film in concorso. E, per complicare la scelta, due in contemporanea con l’anteprima. Tra quelli visti il corto interessante ed ironico “Let’s go to Antartctica”! di Gonzaga Manso ed in seguito “Return to mount Kennedy”,un documentario del regista Eric Becker. Il film ci proietta nel passato sia politico che musicale americano. Jim Whittaker, il primo americano che giunge alla vetta dell’Everest, guida una spedizione in cui il senatore Robert Kennedy scala una montagna mai raggiunta nello Yukon, in onore al fratello John Fitzgerald Kennedy. Cinquant’anni dopo i loro figli, provano a percorrere la stessa avventura. Un documentario in cui, giustamente, non tutto viene detto. Lo dice il regista che è presente per rispondere alle domande proposte da Sergio Fant. Si lasciano le cose in sospeso perché l’ interesse si sposta sul rapporto ricostruito fra un padre famoso Whittaker, ed i suoi due figli, in particolare Robert che ha collaborato con il gruppo punk dei Mudhoney e con i R.E.M.

 

Bello il montaggio e la fotografia (filmati e foto mai visti) capaci di rendere con efficacia la continuità del tempo e degli eventi. Dai concerti, a Bob Kennedy e lo smagliante sorriso che si scontrerà con la sua tragica fine. Gli incontri a volte cambiano la vita. di Whittaker padre e del figlio con i R.E.M, ambientalisti. Infatti lui Robert, si impegnerà per la difesa dell’ambiente sostenendo nuovi percorsi ciclabili e pedonali.

 

Il Marocco alle porte nella rassegna “Destinazione.. Marocco” con “ Mimosas” presentato a Cannes 2016, del regista francese, Olivier Laxe, secondo film. E’ una lenta corsa verso un villaggio in cui è nato un anziano sceicco morto con il desiderio di essere seppellito vicino ai suoi cari. Tra panorami di montagne innevati nell’Atlante marocchino, in campi lunghissimi, gli uomini vanno verso il villaggio, tra passi montani irraggiungibili, incontri inaspettati, uomini spietati. Non importa come finisce.

 

Ma siamo, già, alla seconda giornata, del festival.

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